Riccardo Polverosi

Storia & Antichità

Il terrore dietro le sbarre

2020-07-05 23:12:16

Nessuno sopporta in eterno i tradimenti, specie in galera...

Da sempre nelle prigioni di tutto il mondo ci sono dei detenuti che sopravvivono "vendendo" gli altri, in cambio essi ottengono dall'amministrazione dei lavori poco faticosi o migliori condizioni di prigionia (letti, vestiti, cibo ecc.). 

Ovviamente agli altri carcerati non fa mai piacere venire pugnalati alla schiena e ogni volta che un traditore viene scoperto per lui si mette davvero male.


Nel sistema delle prigioni sovietiche (il famoso GULag) durante il regime di Stalin i dirigenti sfruttavano sistematicamente i traditori per farsi dire tutto quello che accadeva tra i detenuti, ad esempio piani d'evasione, sabotaggi e furti: alle vittime delle delazioni venivano assegnati d'ufficio anni extra di pena, oppure venivano deportati, rinchiusi in isolamento o semplicemente fucilati dalle guardie.


In apparenza il sistema funzionò egregiamente fino alla Seconda Guerra Mondiale, ma dopo qualcosa cambiò: se fino ad allora i traditori/approfittatori avevano fatto il bello e il cattivo tempo senza che gli altri si ribellassero in alcun modo, un bel giorno qualcuno decise che ne aveva abbastanza.


Fu così che ebbe inizio nei gulag un periodo passato alla storia come "guerre delle cagne", o "delle put**ne": l'oscena parola indicava che le vittime designate erano appunto i delatori, quelli che per anni si erano venduti ai padroni del carcere in cambio di qualche misero comfort.


Dalla fine degli anni Quaranta ai primi anni Cinquanta in tutti i lager dell'URSS i traditori se la videro molto brutta: di punto in bianco le loro ex vittime inermi iniziarono ad accoltellarli e ucciderli, molto spesso nel sonno. 

Alle domande delle guardie, tutti i testimoni rispondevano con il classico "visto niente, sentito niente" e le sanguisughe videro le loro fila assottigliarsi sempre di più, fino a diventare una specie in via d'estinzione: tanta era la paura di venire accoltellati che molti semplicemente smisero di vendere gli altri, anche perché le guardie non li proteggevano per non scoprirsi (inoltre avere le prigioni meno affollate va sempre bene)!


La scomparsa di un gran numero di delatori/approfittatori ebbe conseguenze per tutti: da una parte i detenuti "onesti" videro la loro vita migliorare sensibilmente (quelli che rubavano e rivendevano cibo ed effetti personali erano spariti), mentre le guardie, private delle loro spie, presero a brancolare nel buio e furono protagoniste di fiaschi clamorosi come la rivolta della prigione di Kengir, in Kazakistan.


Va detto che quello dei GULag era un mondo infernale, oggi per fortuna scomparso, con regole tutte sue: ma anche in luoghi simili la sopportazione umana ha un limite...


Fonte: HistoRick