Riccardo Polverosi

Storia & Antichità

Dal cielo alla pista

2020-04-24 01:25:27

Da dove proviene il simbolo della Ferrari?

Durante la Prima Guerra Mondiale vennero introdotte una serie di nuove armi, tra cui gli aeroplani. Presto emersero le figure degli "assi", cioè i piloti di caccia più abili e con più vittime confermate: uno di essi, probabilmente il più famoso, fu il tedesco Manfred von Richtofen, anche detto "Barone Rosso" dal colore del suo aereo.


In Italia uno dei maggiori assi fu Francesco Baracca, che abbatté 34 aerei nemici durante il conflitto. Come tutti gli altri piloti dell'epoca, Baracca aveva personalizzato il proprio velivolo con un simbolo, in questo caso lo stemma del 2° reggimento Piemonte Reale dell'esercito, di cui aveva fatto parte: il simbolo in questione raffigurava un cavallo ritto sulle zampe posteriori.


Baracca però morì nel 1918, poco prima della fine della guerra, ucciso da un pilota nemico: per omaggiare l'asso scomparso, i suoi compagni dipinsero l'insegna del morto sui propri aerei.


Nel 1923, il pilota di auto da corsa Enzo Ferrari vinse un'importante gara e a consegnargli il premio fu la contessa Baracca, madre del pilota. Secondo i resoconti, la donna chiese al pilota di usare lo stemma del figlio morto come simbolo della scuderia.

Ferrari acconsentì e da allora non si separò più dal cavallino rampante, quando aprì la sua celebre azienda a fine anni '40, il pilota-imprenditore adattò i colori del simbolo alla città di Modena e mise lo stemma su tutte le sue automobili.


Considerando quanto vanno veloci le Ferrari, usare il simbolo di un asso degli aerei da caccia è stata un'idea piuttosto azzeccata...


Fonte: HistoRick