Restaurare da se si restaura per tre
Storia del restauro della carriola incompiuta
Storia del lavoro svolto per rinnovare e restaurare una carriola trasmettendovi i vari passaggi svolti.
Dei carissimi amici mi fanno vedere nel loro giardino una carriola che usano come abbellimento mettendo al suo interno vari tipi di fiori, mi chiedono se si può fare qualcosa per recuperarla visto lo stato di deterioramento avvenuto, noto che sono stati eseguiti interventi da persone sicuramente non idonee allo scopo, sicuramente dettate dalla volontà di allungargli la vita ma intervenendo in modo non idoneo allo scopo, come legare i raggi della ruota con fascette da elettricista, (da brivido) ma apprezzo la volontà.
Di primo acchito mi viene voglia di dire, portatela al macero, ma guardando il viso dei miei amici mentre attendono una mia risposta speranzosi non mi sento di deluderli e gli dico portatemela a casa e vedrò cosa posso fare, ma non fatevi troppe illusioni.
Dopo un mesetto la carriola arriva a casa mia, messa sotto al portico dove tutti i giorni posso vederla, essendo inverno rimane li per parecchio tempo, poi in un giorno di sole non troppo freddo la porto nel garage che uso per fare diversi lavoretti, mezzoretta a giragli in giro, pensare, valutare se ne valga veramente la pena, poi la decisione di ridargli la vita prende il sopravvento e nella mia testa comincio a vedere come sarà o come vorrei che fosse alla fine del mio intervento, anche quando sembra un'impresa impossibile, il piacere di riportare in vita un pezzo malandato supera ampiamente le difficoltà che incontrerai strada facendo, pertanto pensando anche alla gioia di vedere la felicità dei miei amici a lavoro ultimato decido di iniziare i lavori.
Primo intervento smontare a pezzi la carriola per verificare pezzo per pezzo ciò che si può salvare e ciò che invece va sostituito, impresa non semplice trattandosi di tenute con chiodi di lunghe dimensioni arrugginiti e facili alla rottura, come pure togliere bulloni bloccati e corrosi dalla ruggine e dalla vernice, ma alla fine come sempre vinco io e ciò che si vede alla fine del primo intervento è abbastanza preoccupante.
Tolgo le fascette da elettricista dai raggi e usando una raspa tolgo lo smalto che ricopre il legno, mi rendo conto che molte parti sono state divorate dal tarlo, aiutandomi con una spazzola di ferro elimino anche le parti svuotate, comincio a inserire parti di legno nuovo aggiustando e incollando il pezzo nuovo con il vecchio, poi ci sono molti canali e tanti buchi da tappare e non voglio usare lo stucco chimico che per tanto vicino al colore non potrà mai essere uguale, allora prendo la segatura creata per ripulire il legno e in un barattolo metto colla che quando indurisce diventa trasparente, aggiungo la segatura e un pochino di acqua, impasto il tutto fino a farla diventare una pasta morbida, con un pennello la distribuisco su tutta la ruota facendo in modo di farla entrare in ogni buco e fessura, ora non mi resta che dargli il tempo di amalgamarsi con tutte le parti, tolgo gli anelli di tenuta in ferro che sono molto arrugginiti, aiutandomi con la mola smeriglio cerco di ripulirli il più possibile dalla ruggine, mettendoli in morsa e aiutandomi con il trapano e una spazzola di ferro rotonda montata sul trapano faccio lo stesso lavoro anche all'interno degli anelli.
Continuo con le altre parti a togliere la vernice e sostituire i pezzi deteriorati, mi procuro bulloni nuovi e uso lo stesso sistema usato per la ruota dove necessario.
Decido di sostituire tutti i chiodi con viti tranne quelli che fissano il bordo in metallo e il cerchio in ferro della ruota.
Adesso con attrezzi vari porto tutte le parti in legno al naturale.
ora è il momento di passare al trattamento antitarlo.
Preparo la tinta da dare per unificare il più possibile la tinta delle parti in legno
faccio bollire un po' di acqua e sciolgo del mordente noce, cerco di portare il colore del mordente più chiaro possibile aggiungendo acqua e facendo le prove su vari pezzi di legno, trovata la tonalità desiderata mi accingo a tinteggiare tutte le parti in legno.
Lascio asciugare 48 ore e passo la prima mano di vernice navale per imbarcazioni, facendo attenzione di passare più volte nelle parti del legno di testa dove assorbe più che le altre parti, faccio asciugare per 3 giorni per rendere il tutto carteggiabile.
Carteggio tutte le parti e do una seconda mano di vernice, cosi facendo metto al riparo delle intemperie anche le parti che se avessi voluto fare più in fretta montando la carriola e verniciarla da montata le parti che si uniscono non riceverebbero mai la vernice.
Noto che i perni della ruota erano inseriti direttamente nel legno, allora cerco un tubo in metallo che sia della misura dei perni, inserisco il tubo in entrambi i fori la sciandoli più lunghi in modo di poterli ribattere nelle parti esterne e renderli fissi e resistenti, mi compiaccio con me stesso a lavoro finito.
Essicazione di due giorni e comincio a montare il mio gioiello, alcuni pezzi montando la carriola mi accorgo che non sono come vorrei e corro ai ripari.
Ripasso la carta vetrata dove ritengo necessario, con della vernice marrone, la mia compagna vuole contribuire e mi chiede di lasciare questo compito a lei per lasciare un suo segno invecchiando i bulloni a vista per amalgamarli con tutto il resto, cosa che faccio volentieri.
Controllo che tutto sia nelle condizioni migliori per dare quella che sarà l'ultima mano prima di consegnarla ai miei carissimi amici che sono certo apprezzeranno il mio lavoro di rinnovo e restauro fatto soprattutto con il cuore.
Fine della storia della CARRIOLA INCOMPIUTA