Piero Mazza

Top Founder Junior

Piero Mazza

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emozioni e lavoro

2019-08-07 15:04:11

15 anni fa una grande persona scrisse un articolo sul lavoro che faccio e sui miei compagni di viaggio. Non l'ho più letto da allora...fino a questa mattina. Non era coperto di polvere ma conteneva ancora tanto, tanto amore, ora come allora ed è venuto il momento per raccogliere un'eredità sacra.

il mio lavoro, in nome del padre (tratto da A. De Simone)

"Nel mondo molte persone stanno cercando una direzione dopo aver vissuto l'esperienza del "deserto" e dell'"erranza" rispetto ai valori umani e cristiani. ....Il percorso è semplice ed efficace: coinvolge il rapporto con la realtà, il corpo, le emozioni, i pensieri, l'anima, in modo da rendere consapevoli della propria identità, valore, energia, ferite e direzione. Si tratta di un lavoro di discernimento su se stessi sotto una guida, in gruppo e a diversi livelli. Si vanno ad esplorare le radici e gli archetipi che orientano il vissuto di ogni persona, allo scopo di liberarla dai vari condizionamenti."

il cammino

Nelle culture antiche si diventava iniziati (capaci di vedere e sentire con occhi e orecchie diverse) scendendo agli inferi, per poi risorgere, esattamente come viene testimonato per il Cristo. E in quell'esperienza avviene qualcosa di straordinario poichè qualcosa muore e qualcosa nasce: una voce dice "svegliati tu che dormi, risorgi dai morti, non ti ho creato perchè rimanessi prigioniero nell'inferno, risorgi opera delle mie mani, usciamo di qui".

..."lo scopo è di guidare il maggior numero possibile di "anime smarrite" alla verità, alla libertà, alla propria identificazione umana. Scendere agli inferi significa accompagnare queste anime nel proprio dolore per andare a guarire le loro ferite versando "olio e vino", disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di far "risorgere" chi è senza vita, a imitazione di Cristo. Una tipologia di "anime smarrite" in questo inferno è costituita da uomini e donne che, invece di essere accompagnati alla vita, sono stati oggetto di abuso psichico e talvolta anche fisico, consapevole o inconscio, realizzato dal proprio genitore, sia esso padre o madre. Dopo molteplici esperienze, incontri, matrimoni, divorzi e libertà sessuale, molti genitori hanno vissuto senza la coscienza della sacralità della propria paternità e della propria maternità. Genitori e figli si sono ritrovati a vivere la solitudine, il rifiuto, la gelosia, il tradimento, l'abbandono, la tristezza o anche la depressione.....La condizione di disagio e di dolore oggi non è più solo individuale, ma è diventata collettiva e molte di queste anime smarrite sono andate a cercare un aiuto da qualche terapeuta, hanno parlato, usato medicine, droghe e altro. Si sono permesse una sosta, si sono prese per mano, aprendo spiragli alle ferite, andando a cercare la sorgente della separazione e del dolore nell'introspezione. Questi esseri hanno percepito la necessità di un cambio radicale di rotta, di una conversione e di una migliore utilizzazione delle proprie energie.

Essi scelgono di non rimanere più imbrigliati nel tentativo di appagare i propri bisogni e attraverso essi, creare le proprie illusioni, ma decidono di affrontare un viaggio all'interno di sè per rimettere ordine nel caos della propria vita e attraverso questo ordine giungere alla fede e all'amore.

Non può esserci giudizio quando una persona accetta di scendere nell'inferno del proprio dolore e, non per restarvi, ma per uscirne e guarire. E anche se la via è dolorosa, diversa è la qualità del dolore poichè non è quello della paralisi e della morte ma è il dolore della nascita, della vita e della resurrezione nell'autenticità, nella verità e nell'amore....Allora non è più l'Io a guidare l'amore ma è l'amore a dirigere l'Io. In questo percorso si punta alla dimensione sacra di ogni essere umano, per imparare ad accogliere se stessi, gli altri, il mondo e Dio. Persino la ferita originaria subita per la prima volta nella vita e il dolore da essa scaturito, diventano dono che rafforza e trasforma l'individuo, accompagnandolo a diventare adulto. Il cuore di questo lavoro consiste nella riscoperta del ruolo del padre e della madre e nella riconciliazione di ognuno con la sacralità della famiglia. Padre è colui che depone il seme nella terra sacra e feconda, che è la sua compagna, la quale con gioia lo accoglie, lo protegge e attende che nasca una nuova vita. Sovente la consapevolezza di essere padre e di essere madre non si nutre della ricchezza degli archetipi collettivi, arcaici e comuni ad ogni essere umano, ma si lascia condurre dalla cultura, dalle mode, dalla ricerca dell'effimero. Quando non si fa riferimento alla parte sacra dell'archetipo del padre e della madre, allora si provocano guasti enormi nello sviluppo dell'identità personale...di quel bambino che sarà l'adulto di domani e che è in ognuno di noi. Pertanto, essi non "educano" più i figli riconoscendone e custodendone la sacralità intrinseca, ma se ne appropriano, abusandone. Ne interdicono la coscienza del sacro, l'energia e le potenzialità, l'autonomia nell'approdare al mondo reale, ad uno stato adulto, a un'esistenza sana, felice e sicura. Figli così abusati, crescendo, troveranno sempre mille e alienanti ragioni per delegare le proprie responsabilità; confusi e appesantiti da continui sensi di frustrazione e di colpa, svilupperanno quasi sempre patologie di autodistruzione....



i risorti

Se si pensa alla carità di questi "risorti" un tempo smarriti, capaci di essere l'uno per l'altro strumenti di condivisione e di crescita interiore, allora si può immaginare quanta energia positiva e dinamismo nel bene si sprigionano da questi spiriti passati al crogiuolo delle proprie ferite e del loro superamento, poichè non è dallo studio o dalla teoria che ciò proviene ma dall'esperienza diretta. Mi piace immaginarli come in una rassegna di identità pudiche, belle e sacre, con le ferite ancora aperte, ultime labbra per dire a tutti: ecco il nostro amore provato dal fuoco".