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"Chiamami come vuoi" il libro
...l'articolo precedente dà una panoramica di alcuni dei protagonisti della storia. Perchè?
Perchè un anticipo sui protagonisti?
E' importante offrire una prospettiva della soggettività e, soprattutto, permettere al lettore di identificarsi in qualcosa che anche lui stesso vive tutti i giorni e, ancora di più, il fatto che per ogni situazione di vita ci possono essere soluzioni che nella frenesia della vita tiriamo a rimandare credendo che si attenuino o che abbiamo tempo per osservarle più tardi. Non è così. Tutto lievita, tutto evolve. E allora inziamo ad approfondire il primo, il protagonista per eccellenza. Carlo
Corri, corri...
"7,30: ... - la scena si svolge di corsa nel sottopasso della stazione Termini -
Una bancarella, carica di libri, di pile di libri, al centro del sottopassaggio che porta ai binari e un fiume interminabile di gente che corre e si scarta in tutte le direzioni: ho preso male i calcoli della mia cartella a tracolla, quella col portatile. Ne ho rovesciati un’infinità, come le tessere allineate in verticale del domino, sono caduti uno dopo l’altro e ho pochi secondi per decidere se chinarmi e limitare il danno che ho appena fatto o correre ancora più veloce al binario. Lancio uno sguardo a terra e uno al cartellone luminoso davanti a me … ormai è partito … proprio adesso. Cavolo! CAVOLO! CAVOLOOO!!!!!!!
Ancora chinato a terra mi prodigo per raccoglierli alla meglio e li appoggio imbarazzato su quel tavolo improvvisato, mentre un flusso continuo di gambe mi sfiora noncurante e veloce, devo stare addirittura attento a non farmi pestare le mani né a farli inciampare nei libri, inutile persino sperare di sentire un “posso aiutarla? Ha bisogno di aiuto?”, NO, NEMMENO!
Ultimo blocco di libri e ho finito. Li appoggio, guardo la ragazza della bancarella e mi scuso impacciato mentre uno, sempre lo stesso, continua a cadere.
- Che brutta giornata –
Lei sorride e risponde: - capita più spesso di quanto crede, ma almeno se ne vendono tanti con questo flusso continuo di gente -.
Raccolgo quell’ultimo libro senza mai staccare gli occhi dal suo sorriso magnetico, adesso ho tutto il tempo che voglio e il prossimo treno per Milano è fra poco più di un’ora. Per non tenerle incollati gli occhi addosso tengo il libro in mano fingendomi interessato ed esaminandolo accuratamente: copertina cartonata molto semplice, qualche disegno dell’autore all’interno e uno sulla copertina, “CHIAMAMI COME VUOI”, Piero Mazza. Tascabile economico, 140 pagine, potrei anche prenderlo e se ne vale la pena mi aiuterà a passare il tempo in treno e poi …….. una volta deciso per l’acquisto, dissi:
- PRENDO QUESTO, ah! Io sono Carlo -
- Nadia – disse lei allungandomi la mano - io sono Nadia. La libreria della galleria mi ha assunto solo per l’esposizione esterna, ma almeno mi pago gli studi, sono al quarto anno di università, qui a Tor Vergata. Sto facendo il DAMS, mi piacerebbe diventare regista. È da quando ho visto “La leggenda di Bagger Vance”, che ho deciso che il mio sogno poteva diventare realtà. Tu l’hai visto? -
- Certo, è un film interessante. Studi REGIA? Che strano! Sei di Roma anche tu? -
- Quasi. Faccio avanti e indietro da Latina. Sono 18 euro -
- ... per che cosa? – dissi quasi imbarazzato.
- Il tuo libro. Te lo incarto? -
- No, credo che lo leggerò in treno, sai vado a Milano per visionare una nuova sceneggiatura … 18 euro, un po’ caro, no? -
- infatti è strano perché questi all’esterno sono tutti a metà prezzo, ma su questo non hanno messo nessun tagliando, se non lo vuoi lo tengo io – rispose molto cortesemente.
- No, non importa Nadia, va bene ugualmente. Puoi lasciarmi il tuo numero? casomai quando torno potremmo bere qualcosa insieme e parlare di cinema … se vuoi -
- certo, te lo scrivo sullo scontrino, ecco – disse, porgendomi il libro con una mano e il biglietto con l’altra.
Infilai il libro nella tasca laterale della cartella e lo scontrino in tasca, senza mai staccarle gli occhi di dosso.
Era attraente, mora corvina coi capelli lisci e una pettinatura che le disegnava una virgola di lato. La sua bellezza acqua e sapone la privava di un’età certa. Era magra e alta poco meno di me, direi all’incirca un metro e settanta mentre il suo abbigliamento era estremamente coerente ai suoi lineamenti.
Entrambi accennammo un sorriso che togliesse l’imbarazzo di quel saluto,
- ciao Carlo – disse lei: - ciao Nadia, allora ci vediamo –
Dai nostri sguardi ebbi la netta sensazione che avremmo desiderato conoscerci meglio già da subito, ma non si può, non in una vita fatta di corsa, e la mia vita è tutta così, DI CORSA. Come faccio a cambiare i miei ritmi? d’altronde tutti corrono e non credo di essere l’unico ad avere questi problemi, al giorno d’oggi.
Notai con stupore che il flusso di gente che si spostava attorno a me non mi infastidiva più: ora non avevo più fretta"...
- vi sono mai capitate "coincidenze" che vi cambiano la vita? -... a domani