Piante Alimentari

I benefici delle piante

Elicriso

Un olio vegetale dotato di una potente azione antistaminica ottenuto dalla macerazione delle sommità fiorite di Helichrysum.

L'olio di elicriso è un oleolito, ottenuto dalla macerazione delle sommità fiorite di Helichrysum italicum in un olio vegetale e dotato di una potente azione antistaminica, decongestionante, lenitiva, utile in molti disturbi della pelle. Questo prezioso olio è indicato in presenza di psoriasi, herpes d'ogni genere, eczemi ed irritazioni della pelle sensibile, soggetta ad allergia, come le dermatiti da contatto e rash cutanei. 
Il nome della pianta deriva dal greco helios che significa "sole" e chrysos "oro", e si riferisce appunto alla forma a raggiera, al giallo dorato molto luminoso dei suoi fiori, e al fatto che la pianta vegeta in luoghi molto assolati e caldi. L'elicriso, appartiene alla famiglia delle Asteraceae, conosciuta un tempo anche come Compositae, che annovera numerose specie, ed è chiamato anche con il nome volgare di "semprevivo", probabilmente perché conserva il colore dei fiori molto a lungo assieme al suo profumo, che ricorda l'aroma della camomilla, menta e liquirizia insieme. 

L'olio di elicriso, grazie all'azione sinergica dei suoi principi attivi, è usato in fitocosmesi nel trattamento topico di eczemi, psoriasi, soprattutto se localizzati su mani o piedi, ginocchia o gomiti. Inoltre per la proprietà analgesica e antinfiammatoria, è consigliato in caso di dolori reumatici e le varici, in quanto aiuta a riattivare la circolazione sanguigna, risultando davvero efficace in presenza di mani e piedi freddi e geloni.
Inoltre quest'olio è un rimedio efficace per rinforzare e decongestionare la pelle sensibile, reattiva con tendenza allergica, in presenza di piaghe e ustioni, o per sfiammare l'eritema solare. Per questi motivi viene impiegato anche come ingrediente funzionale in creme, unguenti e detergenti per ridurre il dolore, il prurito e il bruciore.
Come preparare l'oleolito di elicriso: si utilizzano i capolini (100 gr), lasciati essiccare in luoghi ventilati e bui e successivamente messi a macerare in olio di mandorle dolci o olio extra vergine di oliva (500 ml), in modo tale da trasferire i principi attivi liposolubili dai fiori all'olio.
Si mettono i fiori secchi in un barattolo di vetro scuro, dotato di coperchio ermetico. Quindi si aggiunge l'olio, fino a coprirli completamente, avendo cura di girare il macerarato ogni giorno, per evitare la formazione di muffe. Dopo circa 40 giorni, si può filtrare l’olio, attraverso una tela leggera, o una garza. Spremere il residuo, e se si desidera un olio purissimo, si può operare un secondo filtraggio, usando una garza di cotone, in modo che le fibre catturino le ultime impurità. L'oleolito così ottenuto si conserva in una bottiglia di vetro scuro, in un posto fresco e possibilmente al chiuso.

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