Omeopatia, si o no ?

Omeopatia, arte medica o placebo?

Omeopatia, si o no ?

Omeopatia, arte medica o placebo?

Il “terreno“ omeopatico

2020-11-08 15:53:52

L'Omeopatia è soprattutto un medicina di “terreno“ cioè il substrato fisico e mentale su cui si inserisce la malattia.

L'omeopatia introduce il concetto di "good responder" cioè in alcune persone il farmaco agisce meglio che in altre. Ciò significa che cambia il TERRENO. Ad esempio ci sono persone che con una sola dose di un rimedio omeopatico corretto vedono attenuarsi se non scomparire i sintomi di malattia che accusavano, io sono tra questi.
Nell'antichità si pensava che l'uomo fosse perfetto e che il male venisse sempre dall'esterno per cui bisognava espellerlo:
purganti, emetici, salassi.....

Nel 1854 in Europa c'è il "colera" , 2/3 dei colerosi trattati con la medicina tradizionale muoiono, curati con l'omeopatia si riducono al 8%.
In Italia c'erano circa 1500 medici omeopatici che, anche se questa era vista come la "medicina degli oppressori" perchè era stata portata dagli austriaci, verificavano costantemente che funzionava molto bene.
(es. occhio di Radetzky)

Quello che bloccò la fortuna dell'omeopatia fu il fatto che nel 1860 Cock e Pasteur scoprirono l'esistenza dei GERMI.


Si tornò quindi indietro a pensare che la malattia era un'entità che ci aggrediva dall'esterno, ma ciò significa avere una visione molto parziale delle cose e trascurare quello che invece è fondamentale.
Se responsabile dei nostri mali fosse solo il microbo, l'umanità sarebbe già scomparsa da tempo, invece è sopravvissuta malgrado questi potenti aggressori.
Questo significa che alcuni sono naturalmente dotati di mezzi per difendersi e trionfare sui germi mentre i più deboli e indifesi sono destinati a morire.
Ecco quindi il concetto di
"terreno" cioè il substrato su cui agiscono gli agenti morbosi.
Questo concetto permette di capire facilmente come possano esistere individui che, grazie alla loro costituzione, attraversano indenni tutte le malattie.
Il TERRENO è la cosa che cambia meno, è l'impronta genetica, uno sarà sempre un brevilineo robusto o un longilineo agitato ecc....

Un tempo il microbo era responsabile di una selezione naturale, i più robusti sopravvivevano mentre i più deboli erano destinati a soccombere.
Addirittura, oltre alla selezione naturale, proprio per evitare che si creassero stirpi di soggetti fragili e malaticci, nell'antichità e in più di una civiltà, i soggetti troppo deboli o che presentavano imperfezioni fisiche o mentali venivano eliminati fisicamente.
Ricordiamo tutti dalla scuola la storia della "rupe tarpea" dalla quale venivano gettati i bambini problematici, soprattutto le femmine che non sarebbero poi state utili al lavoro o alla guerra...
Oggi grazie ai mezzi igienico-scientifici di cui disponiamo, da un lato si sono ottenute grandi conquiste ma dall'altro si rendono genitori individui il cui terreno è tarato.

Compito della medicina non è tanto quello di consentire a un'umanità tarata di continuare a vivere grazie a "rimedi miracolosi" ma al contrario quello, per quanto possibile, di restituire al malato le difese naturali sufficienti a difendersi dai mali e di ritrovare un equilibrio perduto.

Questo anche grazie all'attenzione al tenere in perfetta efficienza e al potenziamento del sistema immunitario cioè di quell'insieme di strutture del corpo umano che, tenendo memoria degli aggressori esterni, vedi microbi o virus, è in grado di produrre cellule e sostanze che provvedono alla sua difesa e al mantenimento della salute.
Concentrarsi sul "terreno" e non solo sulla caccia al microbo, può quindi aiutare nella prevenzione delle malattie e il buon omeopata può assolvere la funzione di sentinella che coglie i segni morbosi sul loro insorgere, ancor prima che la malattia si manifesti.