Iperspazio e Multiverso
Un affascinante viaggio nel nostro universo, la nascita, la storia, il suo destino. La particella primordiale o "particella di Dio" ed il suo ruolo nella creazione e nel futuro del nostro cosmo. Cosa è l'iperspazio e come potremo interagire con questo nuovo concetto di luogo fisico.
Da qualche decennio si sente parlare in campo scientifico di misteriosi ed occulti tentativi di trovare una teoria che unifichi forze e particelle elementari.
Chi come noi ha seguito gli studi universitari fino a qualche lustro addietro, ha solo sentito accennare a questi tentativi di unificazione, ma non sono mai stai oggetto di uno studio serio ed approfondito durante i corsi di laurea.
Usiamo i termini “occulti e misteriosi” perché la gran parte della popolazione non è informata di queste nuove frontiere ma viene per lo più mantenuta all’oscuro di tutto, quasi che si trattasse di materia esoterica. Stiamo usando questi aggettivi anche perché le teorie di unificazione del tutto si devono scontrare con la quasi totale impossibilità di ottenere verifiche sperimentali sia nell’infinitesimamente piccolo, sia nell’infinitamente grande. Intere equipe di grandi scienziati sono alla ricerca di una teoria, di una formula che possa spiegare tutto l’esistente. Il motivo per cui non vi sia una informazione dettagliata sui nuovi campi di applicazione della scienza è anche di natura etico-morale. Si aprono scenari che fino a poco tempo fa erano familiari alla fantascienza e che oggi invece fanno parte di discipline tra le più diffuse, dalla medicina, alla chimica, all’elettronica.
Ovviamente ciò comporta l’apertura di dibattiti più o meno accesi sulla liceità di talune scoperte: basti pensare alla clonazione o alla modificazione genetica.
Avevamo assistito per molti anni ad una corsa per la ricerca del mattone fondamentale dell’esistente e quindi ad una diversificazione di particelle e forze elementari o almeno a dualismi del tipo materia ed antimateria.
Abbiamo sentito negli scorsi decenni tanti nomi usati per battezzare le varie particelle fondamentali che venivano scoperte e con sempre maggiore frequenza si scopriva che quello precedente non era il mattone fondamentale.
Non parliamo poi, appunto, della oscura schematizzazione tra materia ed antimateria di cui si discuteva tanto ma che nessuno comprendeva.
Si ipotizzava già anni fa che alla materia comunemente intesa corrispondesse un’altra entità, l’antimateria, e si cercava all’interno del nostro universo luoghi dove tale antimateria potesse esistere.
La distinzione tra materia ed antimateria era di tipo “bipolare”.
Vedremo invece che noi andiamo alla ricerca di realtà multipolari e multidimensionali.
Oggi, però, pare che si proceda nella direzione contraria e cioè quella di unificare, di ricondurre l’esistente ad un’unica origine come se il cammino fatto finora fosse stato del tutto vano ed insignificante.
Mentre in passato si catalogava, si pensava a dividere in categorie, oggi si tende ad unire e guardare sotto un’unica visione.
Il nostro sarà solo un punto di vista in quanto non vogliamo imporre il nostro parere come trattato scientifico ma solo come lettura “ammazzatempo”.
Di cosa si starebbe occupando il mondo scientifico in maniera più o meno occulta in questi anni?
La risposta è molto semplice: fino a poco tempo fa siamo stati abituati a studiare le forze elementari gravitazionali, elettromagnetiche, subatomiche, etc. come argomenti poco o per niente correlati ed anche le particelle elementari di massa o cariche elettricamente o subatomiche o della
fisica quantistica come realtà difficili da collegare.
Si sta invece facendo strada oggi una nuova prospettiva nella quale tutto viene raggruppato ed unificato e soprattutto in cui macrocosmi e microcosmi cominciano ad avere una lettura similare, come se nell’infinitamente piccolo fossero scritte informazioni riguardanti anche l’infinitamente grande. A nostro parere vi è pertanto una improvvisa e clamorosa inversione di tendenza del mondo scientifico da un passato in cui tutto era relativo ad un presente in cui tutto va schematizzato in un’ottica unica e comune, come a voler assolutizzare il reale.
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