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PAESAGGI INTROSPETTIVI
LA DANZA DELLA LUNA,olio su tela ,cm.100 x 153 anno 2015
CORNICE REALIZZATA A MANO
La cornice di questo quadro è stata realizzata a mano da me personalmente.I materiali che ho utilizzato sono:legno abete,colla vinilica,colore acrilico,stucco in polvere,cementite,missione,gommalacca,alcol 99,9%,foglia argento.
DORATURA O ARGENTATURA
La Doratura o Argentatura è un'operazione diretta a rivestire di particelle o lamine d'oro o d'argento la superficie di un corpo, a scopo ornamentale o protettivo.
Frequente è nell'antichità l'uso della doratura , la quale si estende dagli oggetti minuti di ornamento fatti di metallo meno nobile, argento, ferro, bronzo, agli elementi architettonici degli edifici, soprattutto alle pareti e ai soffitti dei templi e alle tegole del tetto, e alle sculture, siano esse di bronzo, di marmo, di legno. I metodi usati erano varî: il più antico e il più semplice fu certamente quello di rivestire gli oggetti con sottili lamine di oro, saldate mediante opportuni accorgimenti: ma tale mezzo era anche il più costoso, onde col tempo dovette cedere il luogo alla doratura a foglia. A fissar la quale erano adoperati varî mezzi: l'amalgama di mercurio passato a fuoco se l'oggetto da dorare era di metallo, il bianco d'uovo se di marmo, una speciale miscela, detta leucophorum se di legno.
I processi della doratura nell'arte medievale e moderna non sono diversi da quelli già noti nell' antichità : doratura/argentatura in foglia, doratura/argentatura al mercurio sui metalli, doratura/argentatura a tempera su preparazione per il legno, il marmo, l'avorio, le stoffe, i cuoi, doratura/argentatura all'acqua per le miniature e i manoscritti, doratura su vetro per tessere di mosaici e per vasi. La pratica della doratura non fu sempre affidata a una particolare categoria di artigiani ma venne spesso esercitata dagli artisti stessi che foggiavano, p. es. gli oggetti liturgici in rame dei secoli XII, XIII e XIV, o da pittori che mettevano a oro i fondi delle loro tavole, o dagl'intagliatori che facevano tabernacoli e cornici per quadri d'altare, anche nel Rinascimento: solo più tardi troviamo corporazioni di doratori, come i doratori su cuoio a Parigi nel '500. Degli antichi trattatisti parlano della doratura il monaco Teofilo nella sua Schedula diversarum artium; il Cennini, il Cellini e il Vasari.