Che cosa è  il Token in Ushare

Vorrei fare chiarezza e consigliarvi questa meravigliosa avventura.
E consigliarvi a prendere in considerazione di aprirvi a nuove opportunità.
Io sono pronta ad accompagnarvi in questo grande obiettivo insegnando come raggiungerlo, perché esserci è qualcosa di meraviglioso.
La vita può cambiare

"MA CHE E' STO TOKEN?" 

Ci vengono spesso poste domande e quesiti grazie alle quali comprendiamo la presenza di una certa confusione nell'aria.

Niente paura, siamo qui proprio per aiutare a comprendere e fare chiarezza.

Partiamo allora proprio da nostro Token, da cos'è, cosa rappresenta e come funziona.

In parole semplici il Token è uno strumento digitale che rappresenta (nel nostro caso) un asset composto da tutte le tecnologie ed i software utili all’acquisizione, generazione, analisi e vendita di Big Data. 

Vien da se che il valore del Token è di fatto rappresentato dal valore delle tecnologie sottostanti.

Per cui: più applicazioni e tecnologie sviluppiamo, più sono performanti, utilizzate e virali, più il valore del Token sarà alto.

Inoltre il nostro Token, proprio perché rappresentativo dell'asset digitale con la specifica funzione di "raccogliere e vendere Big Data”, è premiato attraverso una commissione in base alla quantità e valore di big data generati e venduti. 

Come previsto dalla road map, nel corso del 2021, grazie alle applicazioni che abbiamo in parte sviluppato e che stiamo ancora sviluppando e che man mano saranno pubblicate, inizia il processo di acquisizione, generazione e vendita di Big Data e pertanto il Token, oltre al suo valore come sopra spiegato, inizia a maturare commissioni. 

Le domande spontanee che tendenzialmente sorgono a questo punto sono:

1) Quanto può arrivare a valere il Token?

2) Quanto saranno le commissioni sui Big Data?

3) Ogni quanto saranno attribuite ai Token?

Ecco allora in ordine le riposte a questi grandi quesiti:

1) Il valore è rapportato al valore dell'asset digitale, difficile quindi (o forse impossibile) prevederlo. Di sicuro è nostro interesse sviluppare e continuare a sviluppare nuove tecnologie e sappiamo benissimo che questo mercato rappresenta un valore ed una potenziale monetizzazione davvero mostruosa. Ci basti pensare che whatsapp è stata valorizzata 19 miliardi dopo pochi anni di vita!!! Non dimentichiamo inoltre che noi, oltre alla nostra app di messaggistica “Uup”, abbiamo anche molte altre tecnologie sviluppate in questi anni.

2) I Big Data sono una risorsa incrementativa. Cosa significa? Facciamo un esempio per capirlo bene. Tu ogni giorno (come altre milioni di persone), navigando on line produci nuovi dati che si aggiungono al tuo “profilo digitale”. Giorno dopo giorno, profilo dopo profilo, nel tempo avremo sempre più dati e profilazioni a disposizione e quindi sempre più valore da vendere (ovviamente relativamente solo a quei dati che i nostri utenti decidono di cedere per fini commerciali) e di conseguenza commissioni da erogare ai possessori di token.

Nel frattempo è ovvio e palese agli occhi di tutti che continuiamo a crescere come Community e questo incide stra-positivamente sulle proiezioni di crescita del valore delle future commissioni.

Quantificarlo e prevedere il futuro oggi è impossibile, direi una fesseria (e non è proprio nel nostro stile) ma ciò che ti posso dire con assoluta certezza è che oggi ci sono diverse aziende (senza parlare di Facebook che ovviamente è tra i leader assoluti) che con Big Data molto scarni e con Community di soltanto un paio di milioni di persone (non due miliardi come nel caso della piattaforma di Zuckerberg) valorizzano dati per oltre 1 miliardo di dollari all'anno!!!

Si, sono d’accordo con te: non c’è dubbio, parliamo di un mercato pieno zeppo di soldi.

3) Quando saremo a regime, ed avremo a quel punto la capacità di generare quantità importanti di dati, la commissione per i possessori di Token potrà potenzialmente anche essere giornaliera. Dal primo giorno? Certo che no, si tratta di un percorso graduale.

La variabile principale direttamente collegata alla frequenza di distribuzione delle commissioni possiamo quindi dire che è la quantità di Big Data generata. Più Big Data generiamo e più frequentemente verranno distribuite le commissioni (ed ovviamente viceversa).

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