Nerd una volta, Nerd per sempre
iNFT: l’NFT che pensa. Non solo si aggiorna — impara, si vende e genera reddito.
Ricordate Her? Quella Scarlett Johansson disincarnata che parlava, imparava, si innamorava — e a un certo punto era diventato così intelligente da esistere su milioni di dispositivi contemporaneamente? Bene. Adesso immaginate di poterlo comprare, vendere, e incassare royalty ogni volta che qualcun altro lo usa.
Benvenuti negli iNFT. La versione 2025 degli NFT — quella seria.
Non stiamo più parlando di JPEG costosi che cambiano colore con il cambio di stagione. Stiamo parlando di agenti artificiali tokenizzati: entità digitali con una propria intelligenza, una propria memoria, una propria storia — acquistabili, vendibili, e capaci di generare valore autonomamente. Il tutto registrato sulla blockchain, con tanto di crittografia e prova di autenticità verificabile.
Andiamo a capire, con dati alla mano, dove siamo arrivati.
Primo: dove è oggi il mercato NFT
Prima di parlare di iNFT, serve un contesto. Perché il mercato NFT nel
2025 non è morto come i titoli del 2023 lasciavano intendere — ma si è
profondamente trasformato.
Il dato più interessante non è il volume in dollari — è che le transazioni sono aumentate dell’80% mentre i prezzi medi si abbassavano. Significa meno speculazione e più utilizzo reale.
Il mercato è finalmente diventato adulto. E in questo contesto maturo, gli iNFT sono la frontiera più avanzata.
Cos’è un iNFT, senza giri di parole
Un NFT classico è un certificato.
Prende un file digitale, lo registra sulla blockchain, e dice: 'questo è unico, e appartiene a quella persona lì'. Statico, immutabile, come una foto incorniciata.
Un iNFT è qualcosa di radicalmente diverso. Non rappresenta un file. Rappresenta un’intelligenza.
L’iNFT è un agente di intelligenza artificiale — con la propria rete neurale, la propria memoria, i propri comportamenti appresi — incapsulato in un token blockchain.
Può essere comprato, venduto, e trasferito. Chi lo acquista eredita non solo l’asset, ma tutta l’intelligenza che quell’agente ha accumulato nel tempo.
Il problema tecnico che impediva di fare una cosa del genere fino al 2024 era semplice: come trasferisci un’IA da un proprietario all’altro senza che i dati interni — i pesi del modello, la memoria, i parametri sensibili — si perdano o vengano esposti durante il passaggio?
La risposta arriva dal laboratorio 0G Labs con lo standard ERC-7857.
ERC-7857: il protocollo che ha cambiato tutto (e chi c’è dietro)
0G Labs — conosciuta anche come Zero Gravity — è una società di infrastruttura blockchain specializzata in AI decentralizzata. Hanno lanciato ERC-7857 all’inizio del 2025 dopo aver raccolto complessivamente circa 400 milioni di dollari tra investimenti seed, impegni tokenizzati e vendita di nodi.
L’ERC-7857 estende lo standard ERC-721 (quello classico degli NFT) con tre funzionalità fondamentali che prima non esistevano:
1. Metadati cifrati — I dati interni dell’agente AI (reti neurali, memoria, personalità) vengono crittografati. Nessuno può leggerli senza la chiave dell’owner.
2. Ri-cifratura sicura al trasferimento — Quando l’iNFT cambia proprietario, un oracolo fidato — che opera in un Trusted Execution Environment (TEE) — ri-cifra i dati per il nuovo owner. Il vecchio owner perde l’accesso. Nessuna perdita di dati, nessuna fuga di informazioni.
3. Aggiornamento dinamico — L’agente può continuare ad apprendere dopo la vendita. I metadati cifrati vengono aggiornati senza compromettere la sicurezza. L’iNFT evolve, e la sua identità sulla blockchain rimane integra.
AIverse: il primo marketplace di iNFT è già aperto
Non stiamo parlando di annunci futuri. Il 4 settembre 2025, 0G Labs ha lanciato ufficialmente AIverse, il primo marketplace decentralizzato per iNFT basato su ERC-7857.
La piattaforma supporta il minting, il trading e la collezione di intelligent NFT. Il lancio è avvenuto sul testnet Galileo di 0G — ed è stato inizialmente aperto ai possessori di One Gravity NFT — con il mainnet Aristotele lanciato sempre a settembre 2025.
Cosa significa in pratica? Che oggi un developer può addestrare un agente AI, tokenizzarlo come iNFT su ERC-7857, caricarlo su 0G Storage, e metterlo in vendita su AIverse. Chi lo compra eredita l’intero agente — modello, memoria, comportamenti — e può continuare ad addestrarlo o usarlo per generare reddito.
I casi d’uso concreti: non fantascienza, ma realtà in costruzione
Questa è la parte che preferisco. Perché è facile parlare di protocolli e standard. Più utile è capire cosa ci farete davvero. — AI TRADING BOT
Compri un agente, incassi i profitti
Un quant developer addestra un bot di trading algoritmico specializzato su una nicchia specifica di mercato. Lo tokenizza come iNFT su ERC-7857. Lo mette in vendita su AIverse. Chi compra eredita la strategia, la memoria storica delle operazioni, il comportamento appreso. Il developer incassa royalty su ogni rivendita secondaria. Il compratore può usarlo, affinarlo, rivenderlo con un markup. C
Il tuo compagno di gioco che impara come te
Nei videogiochi Web3, un iNFT può essere un personaggio-companion che apprende il tuo stile di gioco nel tempo, si adatta alle tue strategie, ricorda le vostre sessioni condivise. Se vendi il gioco o il personaggio, l’acquirente riceve un companion già 'addestrato' — con una storia reale. ERC-7857 supporta esplicitamente 'intelligent game characters' come caso d’uso prioritario.
CASO D’USO 3 — AI AS A SERVICE
Noleggi un’intelligenza invece di costruirla
ERC-7857 abilita modelli di subscription: un’azienda o un individuo può noleggiare temporaneamente un iNFT specializzato — un agente per l’analisi legale, uno per la diagnostica medica, uno per la content creation — senza dover costruire il modello da zero. Il costo è una frazione di quello che costerebbe addestrare un LLM proprietario.
CASO D’USO 4 — PROPRIETÀ INTELLETTUALE
Il tuo modello AI è il tuo IP, e puoi monetizzarlo
Un ricercatore o uno studio AI che ha sviluppato un modello specializzato può tokenizzarlo come iNFT, stabilire royalty automatiche su ogni utilizzo secondario, e mantenere la prova crittograficamente verificabile di essere l’autore originale. Il tutto senza intermediari, contratti carta, o studi legali.
CASO D’USO 5 — ASSISTENTE PERSONALE TRASFERIBILE
Il tuo AI che ti conosce, e che puoi vendere
Un assistente AI personalizzato — che conosce le tue preferenze, il tuo stile di comunicazione, i tuoi pattern di lavoro — tokenizzato come iNFT diventa un asset. Puoi tenerlo, aggiornarlo, o venderlo a qualcuno che vuole partire da un agente già sofisticato invece che da zero.
Una logica di mercato completamente nuova per l’AI.
Il rovescio della medaglia: cosa non è ancora risolto
Sarebbe disonesto non dirlo.
ERC-7857 e l’ecosistema iNFT sono ancora in una fase early-stage. Il mainnet di 0G è stato lanciato a settembre 2025 — questo articolo esce a febbraio 2026. L’adozione è ancora limitata ai possessori di certi NFT e ai developer più avanzati.
Tre domande aperte che valgono la pena monitorare
1. L’interoperabilità: gli iNFT su 0G funzionano nell’ecosistema 0G. Cosa succede con altri protocolli?
2. La latenza: eseguire inferenze AI on-chain in tempo reale è ancora costoso. I problemi di scalabilità sono reali.
3. La regolamentazione: chi è responsabile di un agente AI che agisce in modo autonomo? Il proprietario dell’iNFT? Il developer originale? La legge non l’ha ancora stabilito.
Ma questi sono problemi di infanzia, non di struttura. La direzione è chiara.
Quindi: perché dovrebbe interessarvi?
Perché stiamo assistendo alla nascita di un mercato per l’intelligenza artificiale intesa come proprietà privata e trasferibile. Non solo i modelli di OpenAI o Google, gestiti da aziende centralizzate. Non solo l’AI-as-a-service di Amazon. Ma AI che si possiede, che si vende, che genera royalty, che cresce con il suo proprietario.
È una cosa che non era mai esistita prima. E come tutte le cose che non erano mai esistite, fa un po’ paura e moltissima curiosità insieme.
Come Morpheus avrebbe detto: ‘Non posso dirti cosa è l’iNFT. Devi vederlo con i tuoi occhi.’ Io per ora ho fatto la mia parte.
DOMANDA DELLA SETTIMANA
Sareste disposti ad acquistare un agente AI già addestrato come fareste con un software? E se quell’agente valesse più usato che nuovo — come un libro con le note a margine — cambierebbe qualcosa?