Nerd una volta, Nerd per sempre
Il Web3 è morto? Lunga vita al Web3!
Una delle conclusioni del ETH Denver (non l'unica per fortuna), è stata che il web3 (AL MOMENTO!) sostanzialmente ha fallito nel confronto con il web2 e ne esce sconfitto impietosamente dal confronto.
Credo che non vi sia alcun dubbio in merito al fatto che possiamo assimilare questa sconvolgente notizia ad altre quali "L' acqua è bagnata", "la terra è tonda" ed "il sole riscalda". Roba da andare fuori di testa, oserei dire. Riassunto con un lapidario "Me cojon…!" ehm… "Accipicchiolina!"
Mancanza di appeal
Uno degli aspetti più rilevanti dell' appuntamento di Denver è stata la consapevolezza da parte di alcuni esponenti come John Paller (fondatore dell' evento) e Zac Williamson della Aztec Foundation, che il web3 in questo decennio sostanzialmente è stato una sorta di esercizio di puro "onanismo cerebrale" per tecnici.
È stata creata infatti una quantità inimmaginabile di tecnologia per alimentare questa rivoluzione sia a livello strutturale che a livello estetico ma, a parte questo, ci si è sostanzialmente dimenticati della parte più importante: la gente comune.
Hype tecnologico vs Consapevolezza
In questi anni infatti, vi è stata una vera e propria corsa all' oro verso tutto quel che riguardava il web3: dalla blockchain, alle crypto, passando per gli NFT ed il Metaverso ed ora, infine anche le AI.
Ed i risultati sono stati spesso straordinari, ma se andiamo bene bene a scavare in profondità, possiamo ridurre tutto ad una sorta di "io ce l'ho più grosso!"
Per alcuni versi questo aspetto è stato un propellente indiscutibilmente efficace per trovare strepitose soluzioni tecniche, questo è inconfutabile, ma è altrettanto vero che se se la tecnologia va avanti a livelli turbo-spaziali, la consapevolezza della gente, la loro comprensione, la loro FORMAZIONE, è rimasta ancora alla preistoria (c'è ancora gente che pensa che il BTC sia lo strumento preferito nel mercato nero e che venga usato solo ed esclusivamente per quello).
Web2 vs Web3
Attualmente, tutte le proposte (se non rari casi) che sono state fatte di utilizzo del web3 sono, letteralmente, più dispendiose, più inefficaci e più complicate da usare delle loro controparti consolidate del web2 che dovrebbero andare a sostituire.
"Hey, tu mi dai quella cosa che funziona benissimo e costa poco ed io ti do in cambio una cosa che costa X volte di più, funziona peggio e ti fa salire tutta la rabbia verso il genere umano in 3 secondi. Che fai, accetti? NO???? Ma che fai? questa è l' innovazione!!!"
Perchè finora è stato LETTERALMENTE questo il pensiero comune dei principali protagonisti di questo mondo.
Parte di questo situazione gravosa però, risiede anche in un problema di fondo estremamente rilevante: il fattore reputazionale di tutto l'ambiente web3.
-Le crypto? sono letteralmente odiate perchè sono più le truffe e gli scam che i progetti seri.
-Gli NFT? la bolla speculativa è oramai esplosa ma prima erano solo delle "figurine che costavano milioni"
-Le dAPP? solo giochini inutili che nemmeno si avvicinano lontanamente alle loro corrispettive parti del web2 come esperienza utente.
Ma allora è tutto morto?
No. E PER FORTUNA!
Al di là del taglio drammaticamente sarcastico di questo articolo, la consapevolezza che adesso bisogna pensare DAVVERO alla gente e non (solo) a soddisfare esclusivamente il proprio ego da nerd frustrato, è un punto di forza che si è evinto da quell' evento e dalla situazione generale.
Ora la priorità dovrebbe essere quella di creare prodotti che forniscano un valore CHIARO riducendo al contempo l'attività fuffarola che ha definito il settore agli occhi del pubblico. Ed al contempo trovare il modo di educare le persone comuni, la gente, che dovrebbe usare queste tecnologie nella vita di tutti i giorni e non per fare gli investimenti della vita su piattaforme che ti "promettono" il 12000% di rendimento giornaliero nel giro di 2 ore e mezza.
Certo, l'avvento delle AI potrebbe aiutare ad accelerare questo cambiamento, perchè aiuterebbe ad eliminare la maggior parte dello scalino di ingresso che gli utenti si ritrovano davanti attualmente.
Ma le AI, come tutto il resto, sono e restano soltanto degli strumenti (sì, anche quelle che interfacciano tra di loro senza interferenza umana) e come tali, vanno usate.
Conclusioni
Uno degli aspetti che sta emergendo, non solo da Denver, ma in generale, è che davvero bisogna tornare a parlare alle persone, ad istruirle, ad aiutarle a capire bene e meglio questo nuovo ambiente. Non solo a livello tecnologico, ma proprio a livello pratico.
Molte iniziative politiche sono volte proprio ad incentivare ed avvalorare questa direzione (tavoli di lavoro presso i parlamenti vari, non solo quello italiano, ne sono la dimostrazione), ma in questa era tecnologica, tornare a parlare DI e CON le persone, beh, rimane a mio avviso sicuramente l' investimento migliore.
E voi? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere qui nei commenti.
Un saluto dal vostro affezionato Multipotential Nerd di quartiere.