PERCHÉ DIGIUNARE?

2021-03-29 17:40:04

La procedura base per la purificazione, presente nelle tradizioni di tutti i popoli, è il digiuno.

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La procedura base per la purificazione, presente nelle tradizioni di tutti i popoli, è il digiuno. Tutte le tradizioni sapienziali hanno suggerito il digiuno come strumento di purificazione. Daniele ha digiunato dalle carni e dai cibi raffinati per 21 giorni prima di ricevere la visione,4 Gesù ha digiunato 40 giorni nel deserto prima di sconfiggere la tentazione del diavolo, Siddharta ha digiunato a lungo prima di raggiungere l’illuminazione. I musulmani digiunano dall’alba al tramonto durante il mese di Ramadan, e la tradizione dice che dopo il tramonto si debba mangiare solo un dattero, perché così faceva il profeta Maometto. I greci ortodossi si astengono dal consumo di cibi animali per 40 giorni a
Natale, 48 giorni a Pasqua e 15 giorni all’Assunzione. Gli ebrei digiunano il giorno di Yom Kippur. Gli induisti praticano vari giorni di digiuno durante Shraavana, il mese sacro. La religione cattolica prescriveva il digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, l’astinenza dalle carni settimanale (il venerdì secondo la tradizione) e a Pasqua si praticava il digiuno cosiddetto “delle campane” (si smetteva di mangiare il giovedì santo per riprendere quando suonavano le campane la domenica mattina). Digiunare significa ricordarci che “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, e nel Corano: “O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno […] nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio”. Oltre ad avere questi significati spirituali, il digiuno è una pratica di rispetto del corpo: mette a riposo tutti gli organi, concede loro una sorta di vacanza, di pausa dal lavoro, di tempo affinché si dedichino al proprio riequilibrio, alla rigenerazione. Oggi, nel mondo occidentale, la pratica del digiuno è stata quasi completamente dimenticata.
Digiunare è considerato un atto impegnativo, difficile, ma non è necessariamente così. Introducendolo gradualmente nella nostra vita diventa un’abitudine sostenibile. Il digiuno più semplice è quello serale. L’indicazione del Budda era che dopo il pasto di mezzogiorno non si mangiasse più fino al mattino successivo, come avviene ancora nei monasteri buddisti sull’Himalaya, dove si beve una tazza di tè con burro di yak verso metà pomeriggio e si digiuna fino al mattino successivo. ​


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