NASCO STRANIERO seconda parte
SECONDA E ULTIMA PARTE
Mi sposo e sono le favole scritte per mia figlia, lette e rilette la sera che nemmeno una parola poteva esser cambiata. Ero segnato come operatore cinematografico e negli anni passati avevo collaborato con Radio Città Aperta. Si potevano avere due qualifiche in quel tempo. Renzo Rossellini apre la scuola Cinematografica della Gaumont e rientro nel Cinema come macchinista. Cinecittà, la defunta De Paolis e in giro per l’Italia. Per dieci anni alterno il lavoro più bello del mondo alla mia bottega di falegname. Intanto scrivo.
Mi separo ed inizia l’avventura con le barche. Le costruisco pezzo a pezzo. Il 25 metri di De Cecco, quello della pasta, l’Aga-Kan, la barca a vela di Dalema. Le amo quelle barche che le mie mani realizzano. Le amo come fossero donne e vivo una vita di compiacenti incontri. Scrivendo nasce un libro “Caffè Grande”. Scopro la tecnologia e quella misteriosa macchina computatrice che invece di fare le somme, fa altro. La mia Olivetti lettera 22 sogghigna sulla scrivania dello studio.
Mi si apre un mondo nuovo, misterioso, affascinante e ignoto. Inesistente e virtuale e sono i ricordi del mio passato cinematografico che emergono a tratti dalle opaline nebbie della rimembranza trovando per caso spazio su una rivista on line.
Divorzio e sempre di più navigo nella rete. Sono curioso, imparo. Comincio a dominarla che sono numeri non persone. Creo account, li brucio. Comincio a capire. Facebook si ribella, la cavalco, la domino, l’aggiro. E’ un Mondo Nuovo, un altro. Non esiste eppure c’è. Un mondo binario. Imparo.
Mia figlia è cresciuta. In lei mi rifletto è una strana sensazione per un solitario un po’ orso e un po’ misantropo che si trova meglio con gli animali, quelli a quattro zampe.
A Genova capita l’occasione di dimostrare che si può eleggere un candidato con la rete perfino in una situazione sfavorevole. Accetto la e il PD elegge il Presidente del VI Municipio. Stravince dove negli altri municipi esce sonoramente sconfitto. Una cosa che al PD non insegna nulla, ma io, ancora imparo, sperimento e, ancora, imparo.
Oggi vivo di rete, con il mio passato che, patrimonio, non dimentico, ma con un piede ben piantato nel futuro e, ancora imparo, curioso come quel bambino che si intrufolava dove non doveva. Vivo ogni giorno come fosse l’ultimo, sempre padrone del mio tempo, del mio destino che tengo stretto per il collo senza mai mollarlo, senza mai distrarmi.
Zingare e nomade, ritrovo gli amici di quella terra lontana che si prestò ad ospitarmi e poi altri della terra di mezzo tra una vita, un’altra e un’altra ancora che a volte penso che non posso essere uno solo e ed per questo che mi porto appresso tanti nomi che tutti non li ho messi.
Gli spiriti dicono che vivrò molto a lungo, non ci credo ma mi fa piacere si occupino di me. Qui trovate roba scritta sensa un preciso senso logico come fossero scritti corsari, politica, il tempo, la morte, la vita poesie forse e tutto quello che mi passa per la mente, uno spaccato di quello che sono o meglio, solo la parte che vi voglio mostrare che, in fin dei conti sono pudico e timido.
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