ER CAPITALE E' TROPPO LUNGO
Surreale conversazione tra un marxista in mutande e una monella di Lotta Comunista
Oggi m’è successo un fatto strano. Suonano al citofono e questo già di per se mi da un po’ fastidio visto che non avevo invitato nessuno. Mi affaccio alla finestra del bagno per vedere chi fosse.
Ora premetto che faceva caldo, che ero in mutande e che la premessa ha un suo perché. In ogni caso la persona di sotto non poteva nemmeno intuire il mio abbigliamento leggermente succinto.
Era una monella, avrà avuto forse una ventina di anni, ma forse meno. Grido dalla finestra cosa volesse.
-Che me lo compri er giornale? – Urla a sua volta da oltre il cancello.
-E che giornale è? -.
-Lotta comunista! -.
Trasecolo, che ancora esistesse il giornale di Arrigo Cervetto non ne avevo la più pallida idea. Apro una parentesi. Era il 1965 e il primo editoriale di quella testa riprendeva uno scritto del 1914 sul fallimento delle socialdemocrazie e della seconda internazionale. Ora eravamo giovani e ci sta tutto, come tutti i giovani non capivamo un granché nemmeno noi, ma nemmeno a quei tempi l’avevo mai preso in considerazione. Molti di voi non lo ricorderanno ma giravano con Stella Rossa per il Comunismo, chiedevano dieci lire per la rivoluzione e questo forse è il motivo per cui non siamo mai riusciti a farla. Costava di più. Chiusa la parentesi.
Mi sporgo leggermente dalla finestra e per troncare la conversazione dico alla monella che non mi interessa, vengo dalla prassi marxista e stiamo su posizioni diverse.
-Allora sei compagno! Siamo marxisti leninisti! –
Ho un’età, non ci vedo bene guardo la monella e gli grido:
-Che sei? -.
-So’ marxista leninista! – e comincia un dialogo surreale tra un signore alla finestra in mutande e una giovane monella, ambedue, non me ne vogliate, romani de Roma.
-Ma er Capitale l’hai mai letto? –
-Er Capitale? Aho ma è troppo lungo! –
Giuro, non me lo sono inventato. Sono pragmatico, continuo:
-Se nun l’hai letto come fai a dì che sei marxista?
-Vabbè ma er giornale me lo compri? Marx e Lenin so rivoluzionari. –
Qui il mio istinto da maestrino della penna rossa prende il sopravvento.
-Marx la rivoluzione non l’ha mai fatta era un economista. – Grido sempre in mutande affacciato alla finestra.
-Aho Lenin sì però! – Non fa una piega – so cinquantenni che semo comunisti .-
–
-Me parevi più giovane. –
-Chi? –
-Tu, cinquant’anni -.
-A compagno quanto sei pignolo, er giornale, me lo compri? -.
I testimoni di geova di fronte a questa monella sono dei dilettanti, ma pure io non scherzo ne ho venduti di giornali porta a porta, anche se era l’Unità. Lo vendevo ma non l’ho mai letto come nessun giornale di partito. Poi quando ultimamente aveva cambiato grafica e modo di scrivere e mi aveva conquistato alla lettura ha chiuso. Si vede che era destino.
-Famo na cosa – le urlo – prima te leggi er Capitale, poi ritorni e ne parlamo. –
-Allora er giornale nun me lo compri?-
-Solo se leggi er Capitale!
-E’ troppo lungoooooo! – e se ne va sventolando il giornale.