La tua mente è programmata per impedirti di realizzare la vita che desideri

2019-07-16 16:15:46

LA TUA MENTE E’ PROGRAMMATA PER IMPEDIRTI DI REALIZZARE LA VITA CHE DESIDERI.

LA TUA MENTE E’ PROGRAMMATA PER IMPEDIRTI DI REALIZZARE LA VITA CHE DESIDERI.

Quando desideri qualcosa, in genere,  sei mosso da un’aspettativa, quella di ottenere qualcosa di tangibile che eleverà la qualità della tua vita e che, una volta arrivato là, tutto sarà diverso e finalmente sarai in grado di rilassarti e goderti la vita; ti convinci che in quel momento sarai in grado di permettere che le cose vadano come devono andare, perché andranno proprio come le hai desiderate.

Ma alla fine non succede mai.

L’aspettativa iniziale  trasforma l’oggetto del desiderio nel desiderio di un risultato, il tuo focus si sposta, senza che te ne accorgi, da quello che desideri al risultato del desiderio.

Nel momento in cui lo ottieni, ti accorgi che non è come l’avevi immaginato, non ti basta e inizi a desiderare di più. 

Non è solo un problema psicologico ma un vero e proprio “bug” (tarlo) nel hardware della nostra mente (indotto?):

la dopamina, che è sempre stata considerata la sostanza chimica collegata al piacere,  in realtà agisce in modo inverso, cioè come la sostanza che dà  il piacere di volere di più; infatti una volta ottenuto quello che desideravi, il livello di dopamina invece di rimanere costante diminuisce, inducendoti a desiderare di più.

Questo è uno dei tanti modi in cui la nostra mente ci “mente”.

 A questo punto si attiva il peggiore e il più subdolo dei programmi della  mente: l’autosabotaggio.

Istintivamente, cioè a livello di subconscio, sai  che ottenere quello che desideri nel mondo materiale,  non ti darà una vita qualitativamente migliore ma ti renderà solo più affamato.

Allora inizi a creare un cocktail altamente tossico, composto di pregiudizi, giudizi, risentimento, a volte anche denigrazione, che versi sull’oggetto del tuo desiderio, fino ad annegarlo.

Senza rendertene conto, cominci a sabotare il lavoro necessario per realizzare il tuo desiderio, perché hai paura di non riuscire; giudichi con disprezzo chi invece ce l’ha fatta, ed in tal modo associ a quel desiderio un disvalore anziché un valore; quando sei ad un passo dal realizzarlo, crei la paura di  perderlo e ti allontani per evitare il dolore della perdita.

Sei così impantanato nello stato mentale del “volere” che non riesci ad entrare nello stato dell’esperienza di  “avere già”, pertanto tutto ciò che già hai perde importanza. 

Ecco a te il pensiero limitante che sguazza sornione nei meandri della tua mente. 

 Quasi sempre l’innesco di questo vortice autodistruttivo è dato dal fatto che associ al desiderio aspettative assolutamente irrealistiche; così al primo ostacolo che incontri smetti di provarci, e riparti alla ricerca di un desiderio diverso a cui collegare le medesime aspettative, e tutto si ripete, sempre allo stesso modo, e rimani fermo sempre allo stesso punto.

Allora accade che il tuo ego deve trovare una giustificazione al fatto che non hai quello che vuoi  e inconsciamente cominci ad incolpare dei tuoi insuccessi coloro che invece hanno ciò che tu vorresti.

Invece di trarre ispirazione e insegnamento da chi ce l’ha fatta, inizi a giudicarlo, a dubitare, a criticarlo, a sminuirlo.

Diventi geloso della felicità altrui, presumi che debbano essere falsi, o che alla fine inciamperanno e ricadranno dove tu ti trovi, perché se non riesci ad averlo tu non è giusto che qualcun altro ce l’abbia.

Se permetti a questi schemi di pensiero di consolidarsi nella tua mente, se e quando, nonostante te stesso, ti avvicini alla realizzazione del tuo desiderio, cosa succede?

La paura ti assale, la paura che non sia reale, la paura di perderlo, e allora scappi e rinunci, o fai le cose più stupide e assurde per fallire così realizzando, paradossalmente e diabolicamente, l’oggetto delle tue paure invece dell’oggetto del tuo desiderio (per inciso…..mi ricorda tanto il modello di pensiero dei pidioti…..).

E questo vortice si allarga fino a intaccare anche quanto di buono già ti circonda, fino al punto che non lo vedi più.

Sei così immerso nello stato del “voler avere” che non riesci a vivere l’esperienza di “avere già”, perché qualsiasi cambiamento, anche positivo, è scomodo fino a che non diventa familiare, ma se non accetti il cambiamento, non diventerà mai familiare.

 Le abitudini sono le catene che tu ti sei volontariamente legato ai piedi e la tua mente ti dà a credere che sia così difficile spezzarle che è meglio rinunciare; il tuo ego ti nasconde abilmente  il fatto che molto spesso ciò che invidi agli altri sono frammenti dei tuoi desideri più profondi che non ti sei permesso di realizzare.

Si può dire che la tua mente è programmata per renderti schiavo e perdente, ma se impari a conoscerla la puoi riprogrammare “a tua immagine e somiglianza”.

E. Tolle

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