Cosa pensano di te?
La tendenza attuale è quella di ribadire in continuazione di essere indifferenti a ciò che la gente pensa, o dice, di noi. In realtà tutti ci facciamo condizionare dalle opinioni altrui sul nostro conto e questo non è segno di debolezza, bensì frutto di un'inconscia ma realistica consapevolezza.
Cosa pensano di te?
I pensieri, i sentimenti, le opinioni che suscitiamo nel nostro prossimo sono ciò che rimane di noi quando volgiamo le spalle, o quando lasciamo questa vita.Non si tratta affatto quindi, di qualcosa di insignificante e trascurabile.
Vogliamo lasciarci dietro una scìa luminosa come quella di una cometa, delicata come lo strascico del velo di una sposa, oppure un fumo velenoso come lo scarico di un motore?
Il bisogno di piacere agli altri, di destare la loro approvazione e, semmai, ammirazione, non è indice di insicurezza bensì la consapevolezza di che non saremo presenti per sempre , e quello che ci renderà giustizia sarà il ricordo che le persone hanno di noi. Ciò che sappiamo destare negli altri corrisponde a quello che abbiamo da offrire loro. Certo qualcuno si sbaglierà su di noi, qualcuno sarà maldicente, ma l'opinione prevalente tra chi ci conosce sarà sempre la più veritiera. Chi pensa di poter fare a meno dell'approvazione del suo prossimo pecca allo stesso tempo di presunzione e di ingenuità. Siamo nati per stare tra gli altri, e degli altri non possiamo fare a meno; chi ci prova generalmente , lo fa perché è deluso, o perché non crede nelle proprie capacità e si trincera dietro un'apparente indifferenza.
Ovunque si trovano individui che proclamano la loro totale indipendenza dalle opinioni altrui, ma lo stesso sostenere energicamente questa tesi è indice di una volontà di suscitare reazioni negli interlocutori, quindi, alla fine è comunque un modo per chiedere approvazione.
L'uomo comunica sempre, anche quando tace, comunica con il corpo, con l'espressione e con il respiro, e quando comunica crea un inevitabile contatto con gli altri.
Ognuno, quindi cerchi di suscitare sentimenti benevoli nel prossimo perché solo così ci si allontana dell'arroganza e dalla cattiva educazione e si sviluppano doti quali la sensibilità, il tatto, la gentilezza. Chi vuole dare molto agli altri si sforza di piacere loro.