Maria Aiello

LA CREATIVITA' DEI LINGUAGGI

2020-06-09 10:50:40

La Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”, intende intraprendere in questi anni scolastici un importante viaggio nel mondo della comunicazione. Tenendo presenti quali sono le finalità della scuola dell’infanzia citate nelle indicazioni nazionali...

La Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”, intende intraprendere in questi anni scolastici un importante viaggio nel mondo della comunicazione. Tenendo presenti quali sono le finalità della scuola dell’infanzia citate nelle indicazioni nazionali, intendiamo far raggiungere a tutti i bambini quelle che sono le finalità per uno sviluppo armonico delle competenze: promuovere l’autonomia, lo sviluppo dell’identità e della cittadinanza .In tutto il percorso la scuola accompagnerà e sosterrà il bambino nel processo di costruzione e consolidamento della propria identità… conoscersi, accettarsi in una società globalizzata e multiculturale.Far conquistare l’autonomia, esprimere liberamente il proprio pensiero, assumere gradualmente le proprie responsabilità. Sviluppare le competenze, utilizzare le proprie risorse per affrontare con successo i compiti e i problemi che la vita quotidiana propone. Educare alla cittadinanza, realizzarsi anche mediante l’esercizio della cittadinanza attiva. Per questo motivo ci impegneremo anche a promuovere una coscienza ecologico-ambientale e maturare una progressiva consapevolezza della responsabilità individuale di contribuire ad un vero miglioramento della qualità della vita.




PREMESSA

Dopo un’attenta analisi dell’utenza presente nella scuola, intendiamo porre attenzione sullo sviluppo del linguaggio per ampliare la capacità comunicativa ed espressiva del bambino e permettergli di esprimersi consapevolmente in un contesto sociale. Lo sviluppo di esso e di tutte le componenti comunicative e il conseguente ampliamento del suo bagaglio lessicale, faciliterà lo sviluppo armonico delle sue capacità e il raggiungimento dell’autonomia. Il contesto familiare e la scuola sono i principali mezzi di socializzazione che i bambini hanno a disposizione per imparare a comunicare e ad interagire con gli altri. La socializzazione è un processo lento e inarrestabile che porta l’individuo ad inserirsi in società, ampliandone norme e comportamenti. Per rafforzare il senso di identità e per stabilire delle relazioni con il mondo circostante, è importante favorire lo sviluppo del linguaggio socializzato che è fondamentale per lo sviluppo del bambino. Esso gli permette di rafforzare il senso di identità e di stabilire delle relazioni con il mondo circostante. Favorire queste capacità nella scuola dell’infanzia, prepara i bambini all’inserimento in società nella vita adulta.

Lo sviluppo del linguaggio socializzato si può suddividere in due fasi: la prima è la socializzazione primaria e avviene essenzialmente all’interno della famiglia; in questa fase i bambini iniziano a conoscere in modo generalizzato ruoli e atteggiamenti dei membri della famiglia, comprendendo alcune regole proprie della vita sociale, riproposte nella loro quotidianità.

La fase della socializzazione secondaria, invece, subentra quando il bambino inizia ad andare a scuola e a confrontarsi con persone diverse da quelle del nucleo famigliare. In questo periodo, il bambino comprende che la famiglia non è l’unico mondo esistente, e inizia a metterne in discussione i paradigmi. Inizia a sperimentare i diversi ruoli e forme di identità:quelle di figlio, alunno, compagno, maschio/femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, caratterizzato da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti e ruoli. E’ così che il bambino inizia a comunicare con l’esterno e stabilire legami ed acquisire un’abilità sociale fondamentale per un corretto sviluppo.

Nel contesto attuale, dove i mezzi di comunicazione di massa hanno un estrema diffusione e i bambini sono spettatori assidui e passivi, bisogna recuperare il senso e il valore del linguaggio.

Nostro importante obiettivo è anche quello di insegnare a riconoscere le emozioni ai nostri bambini e a saperle manifestare canalizzando le energie e le manifestazioni di esse. Ogni abilità e ogni conquista del bambino necessitano di un supporto emotivo; l’emotività è una dimensione importante nel suo sviluppo, dove emozione e motivazione sono interconnessi.


FINALITA’ GENERALI:

Il linguaggio svolge un’imprescindibile funzione comunicativa, di socializzazione e di interazione con l’esterno. Sappiamo che i bambini apprendono mediante l’esperienza attiva, l’operatività, la manipolazione, il contatto con le cose, l’imitazione e l’osservazione. L’esplorazione dell’ambiente permette ai bambini di conoscere lo spazio, di rapportarsi ad esso, di orientarsi. La manipolazione consente di conoscere i materiali, le loro caratteristiche, le forme; il gioco consente di sperimentare funzioni e modi d’uso degli oggetti, di costruire manufatti… E’ il linguaggio, tuttavia, che consente l’espressione chiara dei propri pensieri e dei bisogni, delle emozioni e delle intenzioni, la narrazione dei vissuti. Le parole nominano, definiscono, descrivono cose, persone, vissuti, stabiliscono relazioni, fissano limiti; attraverso di esse gli oggetti di apprendimento acquisiscono proprietà, caratteristiche, relazioni, funzioni definite che si possono evocare anche in assenza dell’oggetto stesso. La parola consente l’astrazione e l’ideazione. Attraverso la parola, l’esperienza diventa idea, concetto, progetto, modello, teoria.

Come reso noto negli Orientamenti per il curriculo della scuola dell’infanzia, il gioco e la conversazione sono due mediatori didattici fondamentali per l’apprendimento: il primo rappresenta la scoperta, la relazione fisica con il mondo, il fare; la seconda rappresenta la relazione tra pari e con gli adulti, che avviene mediante scambi comunicativi verbali che interessano l’esperienza nella sua interezza. La ricchezza verbale si traduce in ricchezza di pensiero. Articolare frasi ben costruite, usare molti vocaboli in modo pertinente, non solo favorisce la comunicazione, ma si traduce in capacità di stabilire nessi logici, di formulare pensieri complessi, ipotesi, congetture, piani d’azione. La ricchezza lessicale si manifesta in tutta la sua rilevanza quando si tratta di esprimere emozioni, sentimenti, vissuti, di argomentare le proprie ragioni, di raccontare. Non bisogna però perdere di vista il fatto che le parole acquisiscono senso solo se collegate all’esperienza, al gioco, al lavoro. Nominare le cose, infatti, è un atto di riconoscimento, che ne aumenta la possibilità di controllo.

Per tutti questi motivi, la nostra scuola si propone, con questa programmazione, di dare un opportunità, fornendo a tutti i bambini gli strumenti più idonei per relazionarsi con le persone, con il mondo, con le cose. Si avrà cura di allestire ambienti di apprendimento dove ogni bambino possa giocare con gli altri, condurre esperienze significative, auto organizzarsi, recitare, travestirsi, muoversi..costantemente incoraggiati a dire ciò che stanno facendo, a esplicitare i

loro piani d’azione, a motivare le proprie scelte, a raccontare le esperienze fatte. Le insegnanti, a loro volta, forniranno definizioni, parole. Porranno domande per indurre i bambini a riflettere e produrre risposte meditate. La parola è pensiero, capacità di difesa, di espressione, di comunicazione. Permettere ai bambini di maturare esperienze significative, costantemente spronati, consente di maturare progressivamente il pensiero astratto e la capacità di ideazione e progettazione.

Una buona capacità operativa, unita alla padronanza linguistica, non è solo un elemento potente di apprendimento, ma è prima di tutto uno strumento di cittadinanza attiva e di possibilità di esercizio della democrazia.

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