Marco Falasca

Il coraggio

2019-07-02 10:40:40

IL CORAGGIO La vita, a volte, presenta alternative drastiche, scelte dolorose e soluzioni inconciliabili: bisogna riflettere sulla strada da seguire.......

La vita, a volte, presenta alternative drastiche, scelte dolorose e soluzioni inconciliabili: bisogna riflettere sulla strada da seguire, intraprenderla in maniera veloce e risoluta e non pentirsi mai della propria decisione, di qualunque genere questa sia, anche la più sbagliata: la vita è troppo breve per concedere spazio ai rimpianti. Altre volte, invece, la vita scorre nel campo della dura necessità: nessun errore, nessun'opzione, nessuna possibilità di redenzione e di conseguimento della felicità. La vita della maggior parte degli individui è composta in eguale misura da situazioni di scelta e da situazioni di necessità.

Non per me. La mia vita, infatti, non è mai stata una dura necessità da sopportare con sofferenza ed abnegazione, ma una scelta continua, un inno alla capacità di saper decidere. Ed io ho deciso, ora bene ora male, ma ho deciso. Tutto quello che è accaduto in questi ventisei anni di vita è scaturito dalla mia volontà, non dal destino. E ne sono orgoglioso. Perché, se la necessità richiede pazienza e sopportazione a coloro che ne sono gravati, ben più alte e numerose sono le virtù che bisogna possedere per affrontare quella terribile Idra di Lerna che è la scelta: umiltà, capacità di soffrire, disprezzo del rimpianto e noncuranza del rimorso. Rare volte ho pensato che sarebbe stato meglio non avere alcuna possibilità di scelta: è facile, è comoda la rassegnazione di chi non ha o, peggio, finge di non avere scelta, nascondendosi dietro una montagna di scuse (educazione troppo rigida e formale, senso del dovere, paura di deludere parenti e amici, traumi infantili o adolescenziali ecc.): persone che per essere felici hanno continuamente bisogno del permesso altrui. Già, la strada di queste persone, alla fine è comoda ma…che pena: non vivono, vegetano. Io spesso soffro ma almeno sono vivo. E lo sono ancora di più quando devo assumere la decisione più dolorosa e difficile, quella che richiede maggior risolutezza, maggiore spirito di sacrificio, maggiore consapevolezza di quello che si è e dei rischi che si debbono affrontare affinché la propria natura trovi la più piena e completa realizzazione. Ed anche se non ho ancora compreso bene la ragione alcune scelte (Gusto della sfida? Voglia di dimostrare la mia superiorità? Tentativo di esorcizzare la paura della morte dimostrando che quest'ultima non può essere peggiore di una vita spesa ad inseguire le chimere?), c'è un'idea di cui sono stato sempre convinto: nei momenti più difficili e bui della vita, quando viene voglia di mollare tutto e rinunciare, è proprio allora invece che bisogna stringere i denti, resistere e proseguire dritti, a testa bassa, per la propria strada, verso l'obiettivo in cui si crede. 

E’ molto comoda, troppo facile, la decisione di fregarsene, di arrendersi agli ostacoli, di lasciare andare se stessi all'arbitrio scriteriato del destino, mentre ci vuole una grande forza morale per andare avanti con il vento contro, per alzarsi da terra mentre tutti t'insultano, ti deridono e ti prendono a calci. Sono capaci tutti a sentirsi duri, veri uomini, quando si ha un piede sulla gola dell'avversario; ma mantenere la medesima fierezza quando si giace umiliati, quando tutto va storto, quando si teme che la propria vita sia stata tutta sbagliata e l'anima è tormentata dai dubbi più atroci ed angoscianti, beh è una sensazione che la maggior parte degli individui non osa nemmeno immaginare.

Perché ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio per andare avanti sulla propria strada, incuranti dell'opinione altrui. Ma ci vuole un coraggio ancora maggiore per ammettere che quella che si era percorsa fino ad allora, che si riteneva la propria strada, non lo era o se lo era, adesso non può più esserlo. E non cadere nel rimorso. Ci vuole tantissimo coraggio, un enorme coraggio, per guardarsi dentro, analizzare la propria anima, lavarla dalle impurità e scoprire così di avere sbagliato non una, due, dieci o cinquanta scelte ma, forse, l'intera vita. E bisogna avere anche il coraggio di piangere, di  provare pietà per questa vita buttata: non provare pietà equivarrebbe ad accettare la sconfitta, perché dalla pietà nasce la passione, senza la quale non ci si inventa un'altra vita. Senza passione non si vive, perché chi non sa, non può, non vuole o non riesce ad amare, si limita ad esistere, a nutrirsi di illusioni nocive e insensate. L'atto di vero coraggio - quello più estremo - è confessare che la propria vita non è mai stata vita, non perché non si è mai stati amati, ma perché pur essendolo non si ha mai avuta la forza, la volontà e la capacità di ricambiare l’amore, capacità che presuppone il sacrificio di sé e soprattutto, la consapevolezza che tale sacrificio potrebbe essere inutile: ed inevitabilmente, ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio per comprendere che la propria esistenza è stata un cumulo di illusioni, dietro le quali si celava la paura d'amare. Coraggio ed umiltà: perché la paura di amare, spesso, non è altro che il riflesso dell’orgoglio, dell'egoismo, dell'incapacità di donare se stessi, dell'indifferenza più assoluta che si nutre nei confronti degli altri, della paura dei propri sentimenti, del timore di rivelare i lati più fragili e gli aspetti più deboli dell'anima - come la timidezza che si prova nel fare un gesto di affetto - dei quali ci si vergogna, ignorando che comunque sono parte della persona e che, oltretutto, la sensibilità,  la capacità di non nascondere le proprie emozioni, è una delle qualità che le donne apprezzano maggiormente in un uomo.

La paura, l'incapacità, di amare, pur essendo amati, è la diretta conseguenza di scelte fondate su moventi ambiziosi ma aridi, su desideri grandiosi ma vani, su finalità materiali il conseguimento delle quali viene sempre definito "successo", "vittoria", senza neppure lontanamente intuire che il successo non è null'altro che la fine della lotta e l'inizio della delusione e che l'unica vera vittoria avviene quando si raggiunge la felicità. E la felicità non può aversi se non si ama. Amare - anche senza essere amati - permette d'essere felici: accettare consapevolmente questa verità, sempre rifiutata e rimossa dalla coscienza, forse è la cosa che esige più coraggio. Ma soltanto dopo aver trovato questo coraggio si può chiudere con il passato, cogliere l'opportunità di redenzione e cominciare a vivere.