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Provi disagio quando parli in pubblico?
PRIMA SOLUZIONE
“Luigi, quando parlo in pubblico, specialmente ad una platea di esperti, la mia mente fa tabula rasa. Mi viene il panico. I battiti del cuore impazziscono. Inizio a sudare sulla schiena e sento una voce che mi dice: “sarà un disastro! Andrà male! Non troveranno nulla di interessante in ciò che dirai”.
Questo è quello che accadeva spesso a Michele, avvocato molto intelligente e stimato, che aveva chiesto la mia consulenza per preparare un importante intervento ad un meeting internazionale.
Succede anche a te qualcosa di simile? Allora questo articolo sicuramente ti può interessare.
Michele aveva lo stesso problema che ha la maggior parte delle persone quando intervengono in pubblico.
Paradossalmente quando le persone assumono ruoli importanti, devono parlare di più in pubblico (in riunione, in una tavola rotonda, in conferenze, in udienze, in meeting) ma hanno meno tempo per pensare e per preparare i loro discorsi. Questo fa aumentare la pressione.
La buona notizia è che gli attori possono insegnare come gestire questo stress. Infatti il loro lavoro è di mettersi in situazioni simili di alta tensione, affrontando la pressione ad ogni spettacolo.
L’attore gestisce la pressione prima di ogni performance.
Laurence Olivier, uno dei più grandi attori del ‘900, una volta descrisse il momento prima di recitare il Riccardo III di Shakespeare, prima dell’alzata del sipario:
“ Avevo il costume di scena ed ero pronto. Il brusio della platea stava diminuendo, ma era ancora udibile. Il che significava che le luci di sala erano ancora accese.
Ultima domanda: sono preparato? Certo che lo sono. I ragni nello stomaco, ancora. Dio mio, avrei dovuto andare in bagno. Respiro profondo… perfetto. Controllo…. Controllo…. Tutto andrà bene, affilato come una lama di rasoio.
Andiamo! Le luci si spengono. Il brusio cessa. Il sipario si alza.
‘Adesso’ penso ‘Adesso’. Eccomi di fronte al pubblico per la prima volta.
‘Ora è l’inverno…’ Ero dentro di me, e guardavo fuori attraverso gli occhi di Shakespeare”.
Il contrasto tra quello che successe a Michele e Olivier è evidente.
Guardando alla descrizione di Olivier si vede quanto sia concentrato su ciò che accade attorno a lui,( le luci, il brusio, il palco, il sipario) e ciò che accade dentro di lui con la capacità di attivare un dialogo interiore potenziante (Controllo… Controllo/Andrà tutto bene, affilato come una lama di rasoio).
Olivier era nel momento, i suoi sensi pienamente vivi e attivi, concentrato e calmo, voglioso di iniziare, non perso in pensieri, ma con mente chiara e vuota.
Era... PRESENTE.
Michele invece, era distratto, nervoso, pieno di paura e con un dialogo interiore depotenziante che lo portava verso il fallimento. Fisicamente nella sala, ma non presente.
In questo modo Michele, che avrebbe dovuto ispirare, ha trasmesso al pubblico nervosismo.
Senza essere PRESENTI, non si può connettersi al proprio pubblico. Come accendere una macchina con la batteria scarica.
Quando siamo presenti?
Probabilmente avrai provato molte volte ad essere presente nella tua vita. Quando sei totalmente nel momento, non distratto da nulla che riguarda il passato o il futuro, ‘affilato come un rasoio’, sensibile a tutto ciò che ti circonda.
Può accadere se pratichi sport. Un jazzista che improvvisa è presente. Alcune madri descrivono il parto come il loro momento più intenso di presenza. Molti di noi lo sperimentano nell’innamoramento. Le arti marziali, come il Tai Chi Chuan, sono rivolte ad allenare continuamente questo stato.
I vantaggi dell’essere presenti sono ovvi: sei nella tua condizione migliore, totalmente focalizzato.
Sembra un concetto semplice, vero? Eppure perché è così difficile da applicare? Questo è un argomento che richiede approfondimento.
Nel prossimo articolo ti spiego perché è così difficile essere presenti e quali strategie hanno sviluppato gli attori per gestire la tensione nervosa.
Nel frattempo, ti consiglio di leggere la guida che ho realizzato per aiutarti a costruire il tuo prossimo discorso in pubblico.
Ricorda che comunicare in pubblico dovrebbe essere gioia.
Ricorda il grande potere che abbiamo quando parliamo.
Parla e Cambia il mondo!
Luigi
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GUIDA LE TRE REGOLE D'ORO DEL PUBLIC SPEAKING