Libri & Scrittura
Murtagh di Christopher Paolini: il ritorno nell’Eredità dal punto di vista dello sconfitto
Un fantasy maturo, introspettivo e necessario per comprendere davvero l’altra faccia della guerra.
Murtagh segna un ritorno attesissimo nel mondo del Ciclo dell’Eredità, ma lo fa con uno sguardo completamente diverso rispetto ai romanzi precedenti. Questa volta Christopher Paolini sceglie di raccontare la storia dal punto di vista di uno dei personaggi più controversi e affascinanti della saga: Murtagh, il cavaliere del drago che abbiamo imparato a conoscere come antagonista.
La trama si colloca dopo gli eventi della caduta di Galbatorix. Alagaësia è cambiata, ma non è diventata un luogo accogliente per tutti. Murtagh e il suo drago Castigo sono liberi, ma portano addosso il peso delle scelte compiute, delle violenze subite e del marchio di chi è stato dalla parte sbagliata della storia. In viaggio attraverso territori ostili e segnati dalla paura, Murtagh è costretto a confrontarsi con nuove minacce e, soprattutto, con se stesso.
Ciò che rende questo libro particolarmente riuscito è la sua forte dimensione introspettiva. Paolini ci accompagna dentro la mente di chi è stato sconfitto, giudicato e temuto, mostrando come molte azioni non siano state frutto di reale malvagità, ma di costrizione, manipolazione e sopravvivenza. È un romanzo che ribalta la classica dicotomia bene/male e invita il lettore a interrogarsi sulla responsabilità, sulla colpa e sulla possibilità di redenzione.
Ho apprezzato molto questo cambio di prospettiva: Murtagh non è un fantasy d’azione nel senso più tradizionale, ma un racconto più cupo, riflessivo e maturo, che approfondisce le conseguenze della guerra su chi ne è uscito vivo ma spezzato. È un libro che dà voce a chi, solitamente, nei racconti epici resta ai margini o viene liquidato come “nemico”.
Curiosità sul libro e sull’autore
Murtagh è il primo romanzo ambientato nel mondo dell’Eredità dopo molti anni, e rappresenta una sorta di “secondo inizio” per la saga, pensato anche per lettori ormai adulti.
Christopher Paolini ha dichiarato di aver sentito a lungo il bisogno di raccontare la storia di Murtagh, perché lo considera uno dei personaggi più complessi e umanamente realistici dell’intero ciclo.
Il tono del romanzo è volutamente più oscuro rispetto a Eragon: riflette sia la maturazione dell’autore sia quella dei lettori cresciuti con la saga.
Castigo, il drago di Murtagh, assume un ruolo centrale non solo narrativo ma emotivo, offrendo una rappresentazione intensa del legame tra cavaliere e drago, segnato dal trauma e dalla resilienza.
Murtagh è una lettura consigliata a chi ama il fantasy, ma soprattutto a chi cerca storie che sappiano interrogare il concetto di giustizia, scelta e libertà. Un romanzo che dimostra come, a volte, la vera battaglia inizi proprio dopo la fine della guerra.