80 voglia di personal brand: fissa e raggiungi i tuoi obiettivi prima che sia troppo tardi!

2019-08-02 09:47:59

Una riflessione sul tempo che scorre inesorabile, sui vantaggi di comunicare quando non si è più giovani, sugli obiettivi di vita e professionali e sul significato di "successo" e di "visione" in ottica "personal branding" e non solo.

Questo articolo nasce da una riflessione fatta ultimamente. Lo scorso 31 luglio è stato il mio compleanno, e come avviene ogni anno la ricorrenza porta con sé gioia ma anche un pizzico di amarezza per l'età che avanza inesorabile.

Posso immaginare cosa stai pensando:

"Leo, che vuoi che sia l'età? Non devi minimamente preoccuparmi, perchè l'età non è che un numero, che la vera età è quella mentale, che l'importante è rimanere sempre giovani inside".

Tutto verissimo e sacrosanto, per carità!

Ma per un marketer i numeri sono importanti, e quindi anche l'età lo è!

Quindi, quando quel numeretto chiamato "età" ogni 365 giorni avanza di "1", il consueto "rito del compleanno" non fa che fungere da promemoria, da monito.

Non è che una vocina amica, ma non troppo, che ogni volta mi dice:

"Hey, Leo, ti ricordo che il tempo passa, anche per te! E allora... datti da fare, su dai, fai il bravo, che il tuo personal brand ha ancora tanti obiettivi da raggiungere. Sbrigati però, altrimenti non fai in tempo!".

Quindi devo per forza dare importanza all'età, e ricordarmi che i miei 44 anni, benché dicono portati bene, non sono molti, ma neanche pochi, e che devo darmi da fare per un preciso motivo: perché quando diventeranno molti di più non avrò molto altro tempo per "fare", e non potrò premere il tasto "riavvia partita" come fosse un gioco della play.

Per inciso il mio recente compleanno mi ha fatto ricordare l'importanza degli obiettivi, del fatto che vivere alla giornata ci può stare, ma fino ad un certo punto, perché di certo quel modo di fare aiuta a godere delle piccole cose, ma non di certo a raggiungere le grandi cose della vita: ad esempio a costruire e godere di una famiglia, a perseguire e fare il lavoro dei propri sogni, a raggiungere e a mantenere il benessere economico e sociale, ecc.

Tutti obiettivi a medio e lungo termine che alcuni reputano di serie B, ma che a mio modesto parere sono di pari importanza rispetto alle piccole cose, e che fanno parte, guarda caso, anche di una strategia di personal branding. Perché è bene ricordare che un brand personale ha conseguenze non solo sulla sfera professionale, ma anche su quella privata.

Richiamare l'attenzione sugli obiettivi, però, non deve essere abitudine annuale, ma giornaliera. Ed infatti oggi, che non è l'altro ieri, ho deciso di fare un check dei miei obiettivi personali e professionali e, con l'occasione, ricordarmi e ricordarti come questi possano essere la chiave per lanciare finalmente il tuo personal brand di successo. Prima che sia troppo tardi!

Non è (quasi) mai troppo tardi

Intanto se non hai mai pensato di lanciare un personal brand perché ti ritieni troppo "anziano" (conosco, incredibile ma vero, chi lo crede nonostante abbia 30 anni!) sappi che ti sbagli di grosso.

A meno che ti trovi in carrozzina ed incapace di esprimere frasi di senso compiuto, sappi che non solo non è mai troppo tardi, ma che la tua anzianità può essere una leva importante del tuo personal brand!

Giorni fa ho avuto il piacere di parlare al telefono con un nuovo amico cammer incuriosito dalla mia attività di divulgazione del web marketing qui su Cam.tv. Chiacchierando scopro che è un imprenditore di grande esperienza e soprattutto che ha superato i 70 anni.

Secondo te questo è un limite? Ripeto, finché si è in buona salute no, anzi ti spiego qui perché può essere persino un grande vantaggio.

Spero tanto che accolga il mio invito a comunicare i propri prodotti e servizi mettendoci letteralmente la faccia. Credo infatti che potrebbe fare molto bene, perché così come è riuscito a trasmettermi una certa sicurezza e pacatezza, sono certo che farebbe altrettanto nella sua comunicazione ufficiale.

Cosa significa, quindi, per un potenziale cliente della sua azienda relazionarsi non con un freddo marchio ma con una persona di una certa età, che ha il coraggio di esporsi e farsi riconoscere nella propria grande esperienza ed autorevolezza?

Semplice: avvicinarsene in modo umano ed empatico, costruendo una relazione non solo basata su dati oggettivi (obbligatorio in ambito B2B) ma anche facendosi scegliere "di pancia", perché quella persona attempata che appare in foto o in video sul sito o nelle brochure sembra più familiare rispetto alla concorrenza che, al contrario, magari preferisce usare delle foto "corporate" dettagliatissime e bellissime ma fredde e vuote perchè poco personali.

La riprova sociale

Il risultare "familiare", o almeno provare ad esserlo, è un'importante riprova sociale: una delle chiavi fondanti del buon personal branding.

Il personal branding infatti, come spiegavo in questo post, è proprio l'intersezione tra noi ed il nostro pubblico, un sottoinsieme generato dall'unione di due insiemi composti rispettivamente da fornitore e cliente, una vera "comunione" di valori condivisi.

Ma c'è un altro elemento distintivo, meno scientifico ma non per questo meno efficace, che conferisce potere al personal branding di chi non è più un ragazzo:

In un mercato che sembra rivolto ai giovani ed in cui la strategia del personal branding sembra a solo loro esclusivo appannaggio, l'anziano che comunica cattura attenzione più del giovane, emergendo più facilmente dal "rumore di fondo" dei post sparati a raffica sui social, proprio perchè in lui risiede ciò che gli altri cercano in modo artificiale, ma che invece possiede in modo naturale: la sua intrinseca diversità!

L'essere diverso ed il pensare diverso (il famoso "Think Different" che ha fatto la fortuna della Apple), può essere inglobato nel suo personal brand in modo dirompente.

Sì, ma... come raggiungere il successo?

Provo a rispondere a questa domanda da 100 fantastiliardi di likecoins...

Intanto, ovviamente, la marca personale "anziana" non è una garanzia di successo, altrimenti la pubblicità stradale sarebbe invasa da anziani che, invece di guardare i cantieri ci sarebbero stampati sopra in grande formato!

No, non basta affatto la "maturità" per costruire e lanciare un brand di successo, la maturità occorre invece mostrarla e, soprattutto, DI-mostrarla con altri espedienti.

Poco fa scrivevo di anziani di successo perché dimostrando maturità e familiarità, avvicinano più facilmente il pubblico a sé. Gli anziani, si sa, sono percepiti un po' come i bambini, e questo i pubblicitari lo sanno bene visto che l'uso di immagini e video di bebè paciocconi è un trucco ben noto per attirare folle oceaniche (per decenni ha funzionato, oggi forse un po' meno).

Ma ricorda sempre che la differenza, ovvero ciò che fa scegliere al consumatore un brand piuttosto di un'altro, la fanno sempre le stesse cose: competenza e modernità.

Il pubblico può risultare indubbiamente incuriosito o intenerito, e quindi attratto, da un anziano che ci mette la faccia, portando avanti i valori della propria azienda. Ma se questo non dimostra, con una fluida e moderna comunicazione, di essere competente riguardo al suo "topic", ovvero l'argomento strettamente correlato alla sua nicchia di mercato, non potrà di certo ritenersi di successo.

Ecco quindi la rivelazione:

Ciò che può davvero attrarre prima e conquistare dopo il pubblico che si connette con un senior personal brand può essere il mix di maturità ed innovazione, di antico e moderno, che un personal brand del genere può innescare nel pubblico.

No, neanche questa è la ricetta magica, che non esiste da nessuna parte. Ma può essere uno spunto o un'idea da cui trarre ispirazione per la costruzione del tuo personal brand.

Aspetta un attimo. Ma... cos'è il successo?

In effetti quando prima accennavo ad espressioni quali "brand di successo", "avere successo" ecc... avrei dovuto spiegare cosa si intende per "successo".

Il successo è interpretabile in modo soggettivo, in quanto ciò che per me è di successo può non esserlo per te.

Ad esempio se dico che la Nazionale Italiana di Calcio è una squadra di successo, se di nome fai "Pierre" e sei nato a Marsiglia molto probabilmente avrai un definizione diversa di successo.

Esistono comunque anche delle definizioni oggettive di successo che andrebbero fatte proprie, diversamente non sarà possibile, o meglio non avrà alcun senso, porsi degli obiettivi, e quindi definire le azioni da compiere per raggiungerli.

Ebbene sì: successo ed obiettivi sono fortemente legati.

Una definizione che amo di "successo" è quella legata a due specifiche capacità:

1) Quella di saper fissare e rispettare gli obiettivi.

2) Quella di sapersi adattare e cambiare.

Fissare e rispettare gli obiettivi

Un business di successo, e quindi un personal brand di successo, lo è nel momento in cui prima si decide e poi si raggiunge un obiettivo secondo lo schema "SMART":

Specific (Specifico)

Misurable (Misurabile)

Achievable (Raggiungibile)

Relevant (Rilevante)

Time-based (Temporizzabile).

L'espressione "di successo" quindi non ha nulla a che fare con chissà quali obiettivi ambiziosi, con l'arricchimento o la raggiunta popolarità, con ricavi milionari e gigantesco parco dipendenti, ma è strettamente legato al mindset e all'organizzazione.

Come scrive lo psicologo Luca Mazzucchelli nel suo ultimo libro "Fattore 1%", anche un piccolissimo e semplicissimo obiettivo che ti poni, ad esempio quello di realizzare un determinato semplice compito domani mattina, diventa un'attività di successo nel momento in cui effettivamente pianifichi l'impegno che ti sei posto e lo realizzi.

Completarlo, applicando il gesto di depennare da un elenco quello specifico task, ti dona una piacevole sensazione di benessere data dalla soddisfazione di aver raggiunto l'obiettivo.

Funziona in pratica come una piccola dose di "droga buona" di cui diventare "dipendente".

A questo fa seguito, in modo del tutto automatico, la pianificazione di un ulteriore obiettivo, conseguenziale a quello che hai appena raggiunto o, meglio ancora, secondo un piano di azione precedentemente definito (tipicamente un obiettivo più ambizioso che hai scomposto in "N" micro-obiettivi).

Come scrive Mazzucchelli è proprio la forza delle piccole abitudini cadenzate nel tempo che ti consente di fissare e raggiungere i tuoi prima piccoli e poi grandi obiettivi!

Ed io aggiungo: non esistono "persone o aziende di successo", ma solo piccole e grandi azioni di successo!

Adattarsi al cambiamento

Ma avere successo è anche legato al concetto di cambiamento, ed il motivo è semplice. Posto un obiettivo, grande o piccolo che sia, occorre percorrere una strada immaginaria.

Che succede se sbagli strada?

Ecco, il tuo successo dipende dunque non solo dal COSA fai ma anche dal COME lo fai, in quanto un obiettivo può essere raggiunto in più modi, ovvero secondo "tragitti" diversi, più o meno lunghi e tortuosi.

Il successo di un business dipende quindi non solo dal raggiungimento, ma anche dalla capacità di percorrere tragitti nella maniera più efficace possibile, con la capacità di riconoscere quando la strada che stai percorrendo è errata o troppo lunga e difficile, e prendere la decisione di fermarti.

Magari per rielaborare un nuovo percorso, oppure addirittura di decidere di mollare tutto ricominciando da capo.

E' il caso di business che non funzionano o che funzionano male: avere successo significa dunque sapere riconoscere gli errori, adattarsi alla situazione con elasticità mentale prima ed operativa poi.

E tu, "ciofane" o "anzianotto", che aspetti a lanciare il tuo nuovo, fantastico e visionario personal brand?

Benché sia ormai chiaro a molti che di professione faccio il consulente di web marketing specializzato in personal branding, con questo articolo non ho voluto venderti nulla ma solo spingerti a riflettere sul trascorrere del tempo, sul significato di successo, sugli obiettivi che necessariamente dovrai fissarti e raggiungere nella tua vita.

Tutti valori riassumibili in un'unica parola...

Questione di "visione"

E' importantissimo avere e mantenere una "visione" chiara del proprio "perchè", quella che gli americani chiamano "the reason why", perché senza una visione non c'è cammino e soprattutto non c'è obiettivo raggiungibile (ok, chiamalo pure "successo"!).

"One Vision" dei Queen: un vero inno ad avere una visione nella vita!

One man one goal one mission,One heart one soul just one solution,One flash of light yeah one god one vision

One flesh one bone,One true religion,One voice one hope,One real decision,Wowowowo gimme one vision

No wrong no right,I'm gonna tell you there's no black and no white,No blood no stain,All we need is one world wide vision

One flesh one bone,One true religion,One voice one hope,One real decision,Wowowowowowo

I had a dream,When I was young,A dream of sweet illusion,A glimpse of hope and unity,And visions of one sweet union,But a cold wind blows,And a dark rain falls,And in my heart it shows,Look what they've done to my dream

Vision,Give me your hands,Give me your hearts,I'm ready,There's only one direction,One world and one nation,Yeah one vision

No hate no fight,Just excitation,All through the night,It's a celebration wowowowo yeah

One one oneOne flesh one bone,One true religion,One voice one hope,One real decision

Gimme one night,Gimme one hope,Just gimme,One man one man,One bar one night,One day hey hey,Just gimme gimme gimmeFried chicken

Ed è altrettanto importante che, oltre ad averne una sul piano personale, sia indispensabile averne una anche sul piano professionale, a maggior ragione che viviamo in un'epoca in cui personale e professionale sono fuse insieme in un'unica realtà dettata dai tempi e dai modi del web e di cui Cam.tv è tra gli strumenti più efficaci in quanto capace di veicolare in modo straordinario il tuo personal brand.

E poi, ci sono anche gli obiettivi personali, quelli fatti da piccoli gesti, piccole cose che potremmo ritenere scontate, ma che non lo sono.

Come ad esempio quello di spegnere le mie candeline insieme a mio figlio Lorenzo, 4 anni il prossimo settembre, con il sogno di replicare questa foto tra ben 36 anni, quando io ne spegnerò 80 e lui sarà prossimo a spegnerne 40.

E' un piccolo sogno, ma anche un obiettivo che voglio perseguire. Certo, in tal caso le variabili in gioco sono innumerevoli e non sempre controllabili (non lo sono mai pienamente nel lavoro, figuriamoci nella vita).

Ma il punto è un altro:

Volere adoperarsi nel concreto perché i sogni, piccoli o grandi che siano, siano obiettivi da realizzare. Con tutte le forze.

#TheBrandMaker

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