Laura Del Pistoia

La slittina dei pensieri - continua

2019-10-28 19:41:00

racconto di Lady Eveline (Laura Del Pistoia)

La slittina dei pensieri - seconda parte

E i giorni passavano così, con “English summer rain” nello stereo che ribadiva “always stays the same, nothing ever changes” “sempre tutto uguale, niente cambia mai” e poi lo invitava a ripartire ancora e ancora.

Finché una notte, uscito per recuperare il padre, non trovò più la vecchia Panda. Quando sua madre tornò da lavoro le riferì della scomparsa sia del veicolo che di suo padre.

Marianna corse allarmata in cucina “Se n'è andato... e si è portato via tutti i risparmi che avevo nascosto in un barattolo... ha lasciato questa...”.

Vincenzo lesse e rilesse con rabbia la lettera di suo padre:

“Cara Marianna,
questo è l'ultimo danno che ti procuro. Me ne vado, una volta per tutte mi levo di torno e lascio vivere in pace te e Vincenzo. Lui vale molto di più di me, per fortuna ha ereditato la tua parte migliore”.

Bene, ora doveva trovare il modo di aiutare sua madre. Avrebbe procurato ad entrambi del denaro, doveva solo capire come.

E poi ebbe l'idea. E l'idea lo trasformò in un hacker professionista.

Sua madre non capiva come il figlio riuscisse a portare soldi a casa, ma quando rientrava da lavoro era troppo stanca per indagare.

“Enzo, vieni qui un attimo, devo parlarti”

“Dimmi”

“Sei alla fine del liceo, vorrei che tu andassi all'università, in qualche modo riuscirò a pagare la retta... che facoltà vuoi scegliere?”

“Non ti preoccupare, mamma; ho aperto un conto a mio nome, sto già mettendo da parte il necessario per la retta. Sceglierò Lettere. Ora devo uscire”.

Marianna ancora una volta era rimasta stupita dalle misteriose entrate economiche del figlio, ma lui era uscito troppo in fretta perchè lui potesse fare domande.

Un giorno di pieno gennaio su Torino si abbattè una nevicata come non se ne vedevano da tempo. Vincenzo era uscito, del tutto non autorizzato, prima dal liceo perché voleva fare un giro ai giardini reali e trarre ispirazione per uno dei suoi disegni.

Un gruppo di stupidi e grossi bulli aveva circondato un esile ragazzino dai capelli rossi e col volto coperto di lentiggini. La stranezza indifesa della povera vittima lo spinse ad intervenire: non aveva mai sofferto quelli che se la prendevano coi più deboli. Raccolse un grosso bastone e si avventò sui bulli, riuscendo a cacciarli con un po' di colpi ben assestati.

“Sono Giovanni, grazie per avermi aiutato”

“Mi stavano irritando”

“Non ho molto per ricompensarti, come puoi vedere dai miei abiti logori, ma ti prego di accettare questa piccola slitta di legno”

“Sarebbe un portafortuna?”

“No, è un porta-ovunque. Ti basta tenerla in mano e pensare a qualunque luogo tu voglia raggiungere: ti farà volare dino lì”

“Ok...grazie, credo... ciao...”.

Ovviamente non aveva creduto a una parola, ma non voleva dispiacere quel poveraccio e aveva fatto finta di niente, accettando il dono per farlo contento.

TO BE CONTINUED