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Dove potrà arrivare il prezzo del petrolio, e chi ne beneficerà !

2019-06-27 16:59:12

Un' escalation militare tra Usa e Iran sembra improbabile, ma la tensione resterà alta ancora a lungo. Così nello scenario base di Ubs il prezzo del Brent è visto a 70 dollari. Mediobanca individua i titoli che possono beneficiarne.

Il rally del prezzo del petrolio oggi sta vivendo una pausa con il Brent che si attesta a 66 dollari al barile e il Wti a 59 dollari, ma il focus resta sulle tensioni tra Stati Uniti e Iran e sull'evoluzione delle scorte. Nello scenario base di Ubs il prezzo del Brent è visto a 70 dollari a sei mesi. "Se la tensione rimane elevata e la dinamica tra domanda e offerta resta sbilanciata verso la prima vediamo il Brent salire a 70 dollari nei prossimi sei mesi", si legge nel report. Tuttavia gli esperti avvertono che se "ci fosse una forte escalation della tensione il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 90 dollari, portando un effetto negativo sui mercati".


Nello scenario base gli esperti di Ubs si aspettano che la tensione resti alta, ma non si arrivi a un conflitto militare tra Usa e Iran. "Gli eventi recenti indicano che nessuna delle due controparti ha interesse di arrivare a un'escalation del conflitto", si legge nel report. Peraltro è difficile che Trump voglia fare una campagna elettorale con i prezzi della benzina alle stelle, mentre già l'effetto della guerra commerciale inizia a farsi sentire sull'economia. "Secondo noi l'amministrazione Usa vuole fare una forte pressione per portare l'Iran a negoziare, in linea con la strategia che ha adottato nei confronti di Venezuela, Nord Corea e Cina. Tuttavia il presidente iraniano sembra intenzionato a resistere", dicono gli esperti di Ubs che continuano: "Per questa ragione un accordo sul nucleare prima delle elezioni 2020 sembra improbabile". Da qui l'idea che entrambe le controparti continueranno in una prova di forza e di retorica infiammata, ma senza mai arrivare a una vera esplosione del conflitto. "Il prezzo del petrolio terrà conto quindi di questo rischio, ma in parte l'impatto sarà controbilanciato dai timori sulla crescita mondiale. Come risultato ci aspettiamo il Brent a 70 dollari nei prossimi sei mesi".


Certo lo scenario sarebbe diverso se ci fosse un'escalation militare perché il questo caso ci potrebbe essere una fiammata del prezzo del greggio fino a 90 dollari con un conseguente impatto negativo su tutte le asset class. In passato infatti in occasione di shock petroliferi le azioni hanno perso il 15% (per poi recuperare nei sei mesi successivi), nel credito potrebbero invece essere colpiti i segmenti più rischiosi come high yield ed emergenti. Secondo Ubs le probabilità di uno scenario di questo tipo sono basse. Ma è un rischio che va comunque monitorato.

Ma non è solo l'aumentata tensione internazionale a sostenere il prezzo del greggio. Infatti Mediobanca  Securities sottolinea come i dati pubblicati ieri dall'Energy Information Administration hanno mostrato una riduzione delle scorte Usa maggiore delle attese. Gli analisti di Mediobanca  Securities scrivono: "Manteniamo la nostra attesa per il Brent a 65 dollari al barile, ma vediamo dei rischi al rialzo, soprattutto nel caso di un aumento dei rischi geopolitici, come la minaccia di chiusura dello stretto di Hormuz", dicono gli analisti che aggiungono: "Tra i titoli che copriamo crediamo che i maggiori beneficiari di un aumento del prezzo del petrolio siano Tenaris , Saipem  e Eni "