Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Quando la consapevolezza si rinforza ed emerge la fiducia, sperimentiamo un crescente senso di essere la nostra stessa autorità. La paura di immaginari agenti esterni che emettono sentenze su di noi comincia a essere vista per quello che è: immaginazione. Il nostro vero cuore sa cosa è salutare e cosa no. La riflessione saggia genera la luce della consapevolezza, illuminando la via. Quando udiamo la voce del giudizio dal nostro falso cuore, la riceviamo e la lasciamo svanire. Resta la gioia...

...sarebbe meglio se non ci fossero le religioni. La loro conoscenza e la loro pratica sono state utili, questo è vero per tutte le fedi. Oggi però non bastano più, spesso portano al fanatismo e all’intolleranza, e in nome delle religioni si sono fatte e si fanno guerre. Nel 21° secolo abbiamo bisogno di una nuova etica che trascenda la religione. La nostra elementare spiritualità, la predisposizione verso l’amore, l’affetto e la gentilezza che tutti abbiamo dentro di noi, a prescindere dalle nostre convinzioni, sono molto più importanti della fede organizzata. Le persone possono fare a meno della religione, ma non possono stare senza i valori interiori e senza etica... Dalai Lama.

Va bene avere come meta l’appagamento? Come possiamo impegnarci efficacemente e creativamente, affrontando quanto va fatto, se restiamo in un senso di contentezza? Sarebbe come chiedere come si fa a fare la prima colazione e nello stesso tempo essere consapevoli degli uccelli che cantano sul davanzale della finestra. Sono funzioni diverse ma operano nello stesso momento. Diventando più esperti nell’osservazione interiore, scopriamo che, con un cuore appagato come fondamento, possiamo buttarci più abilmente ed energicamente nei compiti che ci spettano. Non c’è necessariamente un conflitto tra gli insegnamenti che ci incoraggiano a coltivare l’essere contenti e quelli che ci esortano a praticare i quattro retti sforzi. Talvolta, è necessario fare lo sforzo di generare qualità positive; altre volte ci è richiesto lo sforzo di eliminare quel che non è granché positivo, interiormente o esteriormente. Ci sono momenti in cui è necessario essere guerrieri coraggiosi che combattono con le forze della confusione illusoria per evitare che prendano il comando del nostro cuore e della nostra mente; e in altri, abbiamo bisogno di essere come un genitore che alleva e si prende cura della bontà che è già presente. L’agilità è una grande virtù spirituale. Riconoscendo la virtù intrinseca in un cuore contento, ne saremo naturalmente attratti. E in nessun modo questo compromette la nostra efficienza. Noi cerchiamo la distrazione perché non conosciamo la contentezza. La retta pratica libera l’energia prima consumata dalla compulsività; allora, questa stessa energia si manifesta come vitalità ed entusiasmo.

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