Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Come una solida roccia non è scossa dal vento imperturbato è il saggio dalla lode e dal biasimo. Chiunque noi siamo, qualsiasi sia la nostra vocazione nella vita, siamo tutti soggetti al potere della lode e del biasimo. Come vivere in questo mondo senza diventare vittime di queste energie? Il Buddha dice che la risposta è la saggezza. Qualsiasi siano le condizioni esterne, quando la saggezza è stabile e salda, il nostro cuore resta fermo. Gli esseri saggi sentono l'impatto delle forze del mondo, ma non perdono l'equilibrio. Per arrivare alla saggezza, dobbiamo prima comprendere il dolore della perdita d'equilibrio. Ricordate che la libertà dalla sofferenza viene dall'essere consapevoli di essa. Sentirsi feriti da una critica non significa aver fallito: ci indica dove e quando essere attenti.

Il Buddha basò i suoi insegnamenti su una valutazione franca della nostra condizione di esseri umani: c’è insoddisfazione e sofferenza nel mondo. Nessuno può contestare questo dato di fatto. La sofferenza si nasconde perfino dietro le forme più alte di piacere mondano e di gioia, perché, prima o poi, come la notte segue sicuramente il giorno, così quella felicità dovrà finire. Se gli insegnamenti del Buddha finissero lì, potremmo davvero considerarli come pessimisti e la vita come del tutto senza speranza. Ma come un medico che prescrive un rimedio per una malattia, il Buddha offre sia una speranza (la Terza Nobile Verità) sia una cura (la Quarta). Gli insegnamenti del Buddha sono pertanto causa di ottimismo e gioia senza pari. Gli insegnamenti offrono come ricompensa il tipo di felicità più nobile, più vero, e danno un valore e un significato profondo a un’esistenza altrimenti cupa. “Il Buddhismo è la seria ricerca della felicità”.

La consapevolezza è la via della non-morte. La distrazione è la via della morte. Chi è consapevole non muore. Chi è distratto è come fosse già morto. Gli insegnamenti del Buddha sono solo utili strumenti, modi di osservare l'esperienza sensoriale che ci aiutano a capire. Non sono comandamenti, non sono dogmi religiosi da accettare o in cui credere. Sono solo indicazioni che additano la realtà delle cose. Quindi non ci serviamo degli insegnamenti del Buddha come qualcosa di fine a se stesso a cui aggrapparci, ma solo per ricordarci di essere svegli, vigili e consapevoli che tutto ciò che sorge passa.

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