Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Esplorando le vostre intenzioni e i vostri atteggiamenti nella quiete della meditazione, potete investigare il rapporto tra desiderio e insoddisfazione. Vedete le cause della scontentezza: volere ciò che non avete; respingere ciò che non vi piace; non essere in grado di conservare ciò che volete. Questo è particolarmente oppressivo quando siete voi stessi l’oggetto della scontentezza e del desiderio. Non è facile per nessuno essere in pace con la propria personale debolezza, specialmente quando nella società viene tanto enfatizzato lo stare bene, il farsi avanti e ottenere il meglio. Di fatto aspettative di questo tipo rendono difficile accettarci per quelli che siamo. Tuttavia, con la pratica della Meditazione di Visione Profonda scoprite uno spazio che vi consente di prendere una certa distanza da ciò che pensate di essere, da ciò che pensate di avere.

Se conosci la tua strada percorrila fino in fondo. Non permettere alle richieste degli altri per quanto insistenti di distrarti. Al primo sguardo, questi versi sembrano insegnare a non curarsi degli altri. Ma quel che il Buddha sottolinea è dove mettere il giusto accento nella nostra pratica. Se c’è carenza di ossigeno durante un volo, il pilota dice ai passeggeri di indossare prima la loro maschera e poi di aiutare gli altri. Non si invitano i genitori a non aiutare i figli ma a essere in grado di aiutarli. Noi perdiamo facilmente il senso della prospettiva quando siamo sotto stress e agiamo in modi che peggiorano la situazione. Il Buddha vide quanto rapidamente le persone non risvegliate possano diventare distratte e confuse e così esortò i suoi monaci quando annunciò loro che stava morendo. Disse che chi gli era seriamente devoto non doveva preoccuparsi di portargli fiori; doveva invece intensificare il suo impegno nel praticare quanto aveva insegnato.

Una citazione del  Buddha di più di 2000 anni fa si dimostra ancora oggi più vera che mai e confermata anche dalla fisica quantistica: Ciò che pensi, lo diventi. Ciò che senti, l'attiri. Ciò che immagini, lo crei. Ciò che tu diventi ad ogni momento contiene quello che hai pensato di te stesso prima. Cambi ciò che pensi di te stesso oggi, si diventerai un altro domani. La felicità attrae la felicità, la gioia attira la gioia é così via.. Lo é anche nelle cose negative. Infine il potenziale creativo del umano al suo parossismo. L'immaginazione, dicono le neuroscienze, è una delle capacità del nostro cervello destro. Il cervello destro è il cervello della creatività, dell'immaginazione, dello spazio, del  femminile e di tutte le attività creative.

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