Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Far comprendere la Liberazione alla gente è davvero difficile. Il nostro denaro, la nostra casa, la nostra famiglia, i nostri figli e parenti sono solo convenzioni da noi inventate, ma in realtà, viste alla luce del Dhamma, queste cose non ci appartengono. Nel sentirlo forse non ci sentiamo molto bene, ma questa è la realtà. Queste cose hanno valore solo grazie a convenzioni affermate. Se stabiliamo che ciò non ha valore, allora non ha valore. Se stabiliamo che ha valore, allora ha valore. Così stanno le cose. Nel mondo produciamo una convenzione per soddisfare un bisogno. Perfino questo corpo non è realmente nostro, noi supponiamo solo che sia così. È davvero solo una nostra supposizione. Se cercate di trovare un reale, un sostanziale sé nel corpo, non potete riuscirci. Semplicemente, ci sono solo elementi che sono nati, continuano a vivere per un po’ e poi muoiono. Tutto è in questo modo.

Dovremmo riflettere su cosa ci stiamo a fare qui. Per quale motivo stiamo vivendo in questo luogo, a cosa stiamo lavorando? Nel mondo la gente lavora per questa o quella ricompensa, ma noi monaci insegniamo qualcosa di più profondo. Qualsiasi cosa facciamo, non chiediamo nulla in cambio. Non lavoriamo per una ricompensa. La gente del mondo lavora perché vuole questo o quello, perché vuole un qualche guadagno o altro ancora, ma il Buddha insegnò a lavorare solo per lavorare. Non chiediamo nient’altro. Se fate una cosa solo per ottenere qualcos’altro, ciò vi causerà sofferenza. Sperimentatelo da voi stessi. Se volete rendere la vostra mente serena e perciò sedete in meditazione cercando di renderla serena, soffrirete! Provateci! La nostra via è più sottile. Noi facciamo, e poi lasciamo andare. Fare, e poi lasciar andare...

Attribuiamo facilmente moltissimo valore alle apparenze esterne. Ma, poiché l’esperienza soggettiva della nostra esistenza è interiore non viviamo nel mondo esterno, viviamo ‘dentro’ l’accento va sicuramente messo all’interno. In particolare in questo periodo, in cui siamo stati soggetti a restrizioni, sappiamo quanto difficile possa sembrare non poter uscire all'esterno. E se vedessimo queste sensazioni di frustrazione come un’espressione di quello che il Buddha definiva ‘uscite compulsive’? Finché il nostro cuore è inconsapevole dei benefici dello ‘stare a casa’, la nostra attenzione fluirà distrattamente all’esterno, seguendo le immagini, i suoni, gli odori, il gusto e via dicendo, rincorrendo la polvere del mondo. Quando seguiamo ciecamente gli oggetti dei sensi, ci ritroviamo con la polvere negli occhi. I saggi, invece, hanno imparato a stare a casa, a dimorare come consapevolezza, a vedere il mondo con la limpidezza della comprensione e la sensibilità della compassione. Bhikkhu Munindo

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45