Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Siamo arrivati a mille! Un grazie a tutti per il vostro sostegno e la vostra partecipazione. Un grazie in particolar modo a tutte le persone che sono state più presenti sia nel sostegno che nell’interesse, che seguono il canale e gli insegnamenti del Buddha da me estrapolati dalle sue antiche scritture che ancora oggi sono attuali e di beneficio. Le scelte dei testi vengono fatte in base alla loro più facile comprensione e all’insegnamento più efficace anche per chi di questa filosofia non ne ha sentito parlare o mai letto un libro. Spero seguiate ancora il canale farò del mio meglio per condividere con voi questi preziosi insegnamenti affinché possano darvi uno spiraglio, una prospettiva diversa della vita e delle cose che ci accadono. Grazie a tutti. Ogni cosa non é permanente, ha il suo tempo per esistere e poi se ne andrà... quindi non aggrappatevi a nulla... restate svegli e presenti, siate voi stessi, siate autentici, generosi, comprensivi con voi stessi e con gli altri, quando fate qualcosa metteteci più passione, coraggio e determinazione, e infine donate Amore, donatelo specialmente alle persone care perché questo tempo non sarà infinito. Il Risvegliato.

Avere fiducia nei veri principi non è sempre una scelta facile. Ma certamente non è sempre saggio credere alla validità dell’opinione comune. Ci viene invece chiesto di ascoltare le nostre domande più profonde riguardo alla realtà e lasciare che ci dirigano verso la comprensione intuitiva; non permettere ai dubbi e alla mera congettura di dissuaderci. La fiducia è una profonda forza di trasformazione. E così pure la pazienza. I valori della cultura corrente mettono l’accento sulla gratificazione istantanea. ‘Ora’ è tutto. Per prendere un esempio dalla botanica, non possiamo veder crescere un albero. Il processo di una ghianda che si trasforma in una grande quercia è quasi inimmaginabile. Se aspiriamo a ciò che è interiormente davvero grande, ciò che è intrinsecamente libero dalla sofferenza, abbiamo bisogno di fiducia. Abbiamo bisogno di pazienza. Come gli alberi, queste virtù possono essere coltivate.

Lascia cadere il passato. Lascia cadere il futuro. Lascia cadere il presente. Con cuore libero raggiungi l’altra sponda al di là della sofferenza... L’essenza di questo insegnamento è che c’è un luogo al di là della sofferenza. La sofferenza non è un assoluto: ha delle cause e noi possiamo esserne liberi. E’ in questa possibilità che poniamo la nostra fiducia. Ma per raggiungere tale luogo dobbiamo lasciare le nostre abituali posizioni. Ci sentiamo a nostro agio nelle idee che ci facciamo del futuro; ci sentiamo comodi nei ricordi del passato; e tendiamo a perderci nelle esperienze che viviamo qui e ora. E anche quando non siamo in realtà a nostro agio, sono comunque stati che ci sono diventati familiari e siamo riluttanti a lasciarli. Il Buddha in questa occasione insegnava a un acrobata innamorato pazzo. Incontrava un essere umano nel luogo della sua sofferenza e gli indicava una via d’uscita. Non applicava meccanicamente una tecnica. Piuttosto, istruendo abilmente l’artista a lasciar andare quello a cui si aggrappava, gli mostrava la causa della sua sofferenza e come poteva cambiare. Talvolta, quando ascoltiamo l’istruzione di lasciar andare ci può sembrare che ci venga richiesto di liberarci di qualcosa, o che sia un errore essere come siamo. Ma non era e non è questa la via del Buddha. Se rivolgiamo l’attenzione all’interno e osserviamo quel che facciamo, scopriamo che ci sono altri modi di relazionarci all’esperienza. Forse è più accurato dire che se siamo consapevoli di quel che facciamo, il lasciar andare accade. Sembra che l’acrobata seguisse l’istruzione del Buddha e istantaneamente arrivasse al luogo della libertà ultima lì per lì, in cima alla sua pertica di bambù dopo aver fatto sette salti mortali.

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