Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

È una liberazione essere capaci di riconoscere con onestà i nostri errori. Quando smettiamo di fingere con gli altri, possiamo smettere di nasconderci da noi stessi. La saggezza lo riconosce. La saggezza è luce, nella misura in cui siamo aperti e onesti, può brillare attraverso di noi e diventiamo trasparenti a noi stessi e agli altri. Quando ci prendiamo troppo seriamente, la luce non può brillare e l'oscurità crea paura. Quando abbiamo paura, il cuore si contrae, producendo un preciso senso del `me'. ``Io sono un solido qualcuno'' A un certo livello, questo senso di sé può anche far sentire bene. Ma questo `qualcuno' va in giro entrando in collisione con altri `qualcuno' lasciando nella sua scia ansietà e danno. Comprenderlo è la nascita dell'autentica umiltà... Versi dal Dhammapada, commenti di: Ajahn Munindo

La mente del passato è cessata ed è scomparsa. La mente futura non è sorta o è apparsa. La mente presente è molto difficile da esaminare. Se si analizza e si indaga ciò che può essere mostrato attraverso i ragionamenti che la mente presente non ha colore o forma; che, come lo spazio, non esiste; che non è né singolare né plurale; che non sorge; o che è naturalmente luminosa ci si rende conto che non esiste. Se le entità materiali e non materiali sono cose che non hanno alcuna essenza e che sono semplicemente inesistenti, anche il discernimento prajñā non esiste. Un'analogia è il fuoco: il fuoco che nasce dallo sfregamento di due bastoni insieme brucerà i bastoni e, quando non esistono più, il fuoco che li ha consumati si spegnerà da solo. Allo stesso modo, quando prajñā ha dimostrato che tutti i fenomeni sia quelli specificamente caratterizzati e generalmente caratterizzati non esistono, quella prajñā scompare ed è la luminosità, che non ha alcuna essenza. Così, tutto ciò che potrebbe essere un difetto (come l'ottusità o l'agitazione) viene cancellato. A questo punto, la mente non pensa a nulla, non afferra a nulla. La coscienza e l'attenzione sono messe da parte. Finché il nemico, o il ladro, di caratterizzare o concettualizzare non si presenta, la mente riposa così. Atiśa Dīpaṃkara Śrījñāna

Un piccolo momento di consapevolezza ha la sua importanza... Non sottovalutare la risonanza di un’azione saggia pensando che a nulla varrà. Come la brocca si riempiedi pioggia che cade goccia a goccia così col tempo il saggiosi fa ricolmo di bontà... Il condizionamento che riceviamo dall’ambiente circostante programma la nostra mente a credere che ‘grande è meglio’, ‘di più è più bello’. Con consapevole investigazione tali percezioni possono essere messe saggiamente in discussione e, a poco a poco, minate. Può essere stupefacente accorgersi un giorno che qualcosa che prima ci coinvolgeva ora non ci tocca affatto. O scopriamo con gioia che, anziché reagire a qualcosa che di solito ci turbava, ora ci accade di lasciar andare. Forse abbiamo tentato a lungo di lasciar andare, ma i vecchi schemi hanno continuato a dominarci. L’immagine che questa strofa ci offre può accrescere la nostra fede e possiamo aver fiducia che anche un piccolo momento di consapevolezza ha la sua importanza.  Ogni piccolo sforzo che ci ricorda di tornare e, con consapevolezza priva di giudizio, d’iniziare di nuovo, fa la differenza. Nessuno sforzo va mai perduto. Versi dal Dhammapada, commenti di: Ajahn Munindo

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