Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Gli attaccamenti sono dei paletti che ci impediscono di essere liberi intralciando il nostro cammino. Non c’è nulla di definito a cui possiamo attaccarci, comprendiamo che non esistono punti di riferimento, di protezione, di sicurezza e per quanto sia una realtà difficile da accettare, é così. Le aspettative e i sensi di colpa sono la causa principale della sofferenza, perciò non possiamo pretendere nulla dagli altri e non dobbiamo essere scontenti quando non otteniamo ciò che vogliamo. La nostra serenità non può dipendere da qualunque cosa, siamo liberi di godere l’unicità, la bellezza é in ogni attimo che se perso non torna più...

Se siamo schiavi del desiderio è perché pensiamo che raggiungerlo sia fonte di felicità. Guardando e considerandolo da una diversa angolazione perderà il suo potere e si preferirà andare verso la strada della rinuncia. Lo strumento che modifica il modo di considerarlo è chiamato saggia riflessione. Osservare il desiderio come qualcosa che conduce al male é un modo per rinunciare ad esso. Passare dal desiderio alla rinuncia non equivale a passare dalla felicità alla privazione. Significa invece trasferirsi da una forma di piacere più grossolano, a una forma di felicità e pace più elevata, da una condizione di dipendenza alla padronanza di Noi stessi...

É ora di svegliarci, pronti per il viaggio? chi percorre il sentiero della consapevolezza scivola via silenzioso come un cigno abbandonando i vecchi luoghi di riposo... Passando attraverso i vari stadi della nostra vita, di tanto in tanto, troviamo dei luoghi in cui riposare, dove ci sentiamo al sicuro, comodi e protetti. In questi luoghi di sosta ci sentiamo nutriti e rinforzati. Poi, inevitabilmente, raggiungiamo un punto in cui scopriamo che non stiamo più crescendo... Quello che prima ci ispirava e ci rinfrescava è diventato un ricordo. È tempo di ripartire...non necessariamente dall’esterno, ma interiormente. Se siamo attenti ai bisogni del viaggio, ricorderemo, al momento giusto, che non esiste un luogo in cui veramente stabilirsi finché non abbiamo pienamente realizzato chi e cosa siamo. Il sentiero della consapevolezza ci fa vedere dove e quando scambiamo un senso di relativa sicurezza per qualcosa di permanente. E scoprendo personalmente le conseguenze dell’investimento eccessivo in un rifugio relativo, il lasciar andare è più facile. Se tentiamo di lasciar andare i ‘vecchi luoghi di riposo’ perché pensiamo di doverlo fare, invece di una rinnovata ispirazione, troveremo solo resistenza. Ma anche incontrare la disillusione va bene. Il sentiero della consapevolezza trasforma assolutamente tutto in comprensione. I cigni scivolano via silenziosi, nessuna resistenza... Dhammapada uno dei testi più importanti del buddhismo.

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