Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Capita che qualcuno mi chiede che vuol dire essere Buddhista? Di solito rispondo che non significa assolutamente nulla questa definizione. Quando si segue una via spirituale non c’entra nulla con il diventare. Bisognerebbe abbandonare l’idea di essere qualcuno o diventare qualcosa, questo potrebbe essere una buona base spirituale. Stiamo sempre a pensare a questa illusione di essere qualcosa, ci dobbiamo sempre misurare o inserire in delle condizioni per sentirci al sicuro di appartenere a qualcosa, ma in realtà non facciamo altro che condizionare la nostra vita con questi ruoli. Dovremmo sciogliere queste etichette e uscire fuori dai ruoli a cui ci siamo o ci hanno associato e tornare alla libertà. Nessun sé é la via.

Molti di voi sono instabili e non si sono ancora realizzati. Di solito il motivo principale è che non avete una formazione mentale su cui costruire la vostra stabilità. Non avendo questo il vostro é un continuo fallimento, molte persone dopo anni e anni ancora oggi continuano a non andare avanti e in molti casi ad abbandonare i loro obbiettivi. Bisogna preparare la mente, realizzare i preliminari prima di passare a tecniche più elevate e avanzate che la mente non è pronta a ricevere prima. La troppa fretta può diventare distruttiva. E questo é valido un po per tutto nella vita. Queste afflizioni negative sono desiderio, ignoranza, odio, invidia e orgoglio che impediscono di fare qualsiasi progresso nella vita. Per qualunque obbiettivo bisogna avere una base, preparare la mente ad escludere queste afflizioni. Questo ti permetterà di realizzare la tua vera natura...

Basta fare del male, coltiva il buono e purifica il cuore. È questa la Via del Risvegliato. Il primo stadio della coltivazione dell’integrità consiste nell’astenersi dal seguire ciò che è male. Consiste nel dire ‘no’ a noi stessi quando è necessario. Come risultato scopriamo più tardi di poter dire ‘sì’ senza perdere noi stessi. Se non riconosciamo i nostri impulsi malsani per quello che sono, possiamo pensare che le cose brutte siano solo negli altri. Il secondo stadio della coltivazione dell’integrità consiste nello sviluppare ciò che è buono. Anche se si tratta solo di un breve momento di bontà, non scartatelo. Il terzo stadio consiste nel purificare il nostro sforzo dalla macchia dell’‘io’. Anche quando abbiamo completamente terminato di ridipingere una stanza, l’odore delle esalazioni della pittura resta. Sebbene la nostra pratica possa farsi più forte, potrebbe rinforzarsi anche il senso dell’auto-importanza. Verso dal Dhammapada, commentato dal: Il Risvegliato

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45