Il Risvegliato

Siate qui e ora, risvegliatevi.

Le sensazioni possono essere piacevoli ma non dovrebbero essere qualcosa in cui perdersi. Quando ci attacchiamo alle sensazioni inevitabilmente le distorciamo perché in un momento di gioia proviamo un piacere un appagamento e ne facciamo subito la nostra isola. In quei momenti di piacere non ci rendiamo conto e non riusciamo a vedere la delusione che stiamo incamerando per dopo. Purtroppo una buona parte delle aspettative hanno risvolti molto deludenti. Piacevole o spiacevole, una sensazione è una sensazione, non dobbiamo vederci di più di quel che é. Le condizioni cambiano sempre, la felicità svanisce, e con essa la nostra isola felice. L’errore è generare questa tendenza ad attaccarci ogni qual volta troviamo ciò che ci piace. La libertà sta nel sentire e provare qualsiasi cosa evitando l'impulso ad aggrapparci ad essa.

Siate consapevoli da ciò che vi circonda, scegliete di vivere la realtà senza illusioni ipnotiche. Siamo circondati e bombardati da mille parole e manuali per la felicità, e malgrado le nostre pratiche, stiamo ancora cercando di essere felici e sereni. Ci illudono con sogni che non sono alla nostra portata, ci fanno salire in alto e quando ci buttiamo a braccia aperte per prendere il volo, ci sfracelliamo sull’asfalto delle nostre misere vite. Quello di cui abbiamo bisogno é già in nostro possesso, ognuno di noi deve solo scoprire quale é il suo. Non dovete cercare, ma scoprire ciò che siete e ciò che già vi appartiene.

Il mondo di oggi non sopporta il silenzio, perché nel silenzio nel suo vuoto si rivela. Il contemplativo ama il silenzio, perché permette alle profondità del cuore umano di emergere alla coscienza portando guarigione e vita, accanto al travaglio iniziale. Si naviga in quel travaglio, ci si galleggia sopra finché si arriva ad acque più tranquille. Il mondo moderno odia la quiete perché identifica la vita con l’attività frenetica e pensa che qualsiasi altra cosa sia morta. Ma il contemplativo ama la quiete perché conduce al centro, conduce al cuore di se stessi e del mondo. Il mondo moderno odia la povertà perché pensa che possedere sia essere. Il contemplativo ama la povertà, perché conduce lontano dall’ingannevole fiducia nelle cose esteriori e insegna a trovare una fonte inesauribile di forza dentro se stessi.

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