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LA MIA SCOPERTA DEI TAROCCHI
La mia scoperta e conoscenza dei tarocchi è stato un percorso a tappe, fra dubbi, domande e risposte e desiderio di apprendere.
I MIEI INIZI CON I TAROCCHI
Sin da quand’ero ragazzina mi attirava il mistero del futuro, un po’ perché ero incuriosita da ciò che poteva riservarmi l’avvenire e un po’ per tentare di affascinare le persone, come fosse un trucco di magia.
Fu più o meno in quel periodo che in una libreria acquistai il primo libro sui tarocchi.
Ricordo ancora che scelsi quel volume perché nelle ultime pagine venivano riportate le stampe delle immagini delle singole carte. Avrei appreso in seguito che si trattava degli Arcani Maggiori. Queste stampe si potevano ritagliare ed incollare su di un cartoncino per poterle utilizzare. Fu così che iniziai a studiarle e a fare pratica con esse, dapprima sperimentandole su me stessa, poi con le persone a me vicine.
Rammento tuttavia che quel libro non mi forniva tutte le informazioni che desideravo. Sentivo che mancava qualcosa. Così le carte ed i misteri che celavano iniziarono ad incuriosirmi ancora di più ed acquistai altri libri e un mazzo di carte “serio”.
LE MIE PRIME IMPRESSIONI
Imparai con il tempo che i mazzi erano tantissimi e presentavano delle differenze. Potevano variare nel numero di carte, nella denominazione ed ogni lettore poteva dare interpretazioni diverse.
Questo mi metteva in confusione, perché ritenevo che i significati dovessero essere uguali per tutte le carte dei tarocchi, e invece riscontravo delle diversità interpretative.
Non sapevo quali fossero i significati corretti. Ogni mazzo, che fosse di Tarocchi o di Sibille, aveva significati simili ma a volte erano opposti. Non riuscivo a capire come orientarmi e quali fossero le chiavi di lettura giuste. Cercai di trovare il testo che spiegasse come leggerle davvero. Ancora non avevo capito che non era così.
COSA SCOPRII SU DI LORO?
Con il tempo imparai che esistevano i Tarocchi, composti da Arcani Maggiori e Minori, oppure solo dai Maggiori, le sibille e gli oracoli, anch’essi di diverse nomenclature e numero di carte.
Dopo tante letture e ricerche compresi che le immagini riportate sui diversi mazzi, con le loro differenze, davano diverse interpretazioni.
Le intuizioni personali del cartomante, basate sul linguaggio iconografico e simbolico delle immagini, fornivano appunto un’interpretazione che poteva variare da mazzo a mazzo, ma anche da lettore a lettore.
Infatti ogni cartomante sviluppa un linguaggio unico con il proprio mazzo, che è comunque diverso dalla lettura effettuata da un collega che utilizza le medesime carte.
Potrete sorridere per questa cosa, ma io la penso così. Senza dubbio le informazioni di base restano quelle, ma con il tempo il lettore arricchisce la sua interpretazione con delle sfumature personali fra lui e le sue carte.
Questo mi affascina ancora oggi e mi carica di emozioni e curiosità per questi linguaggi misteriosi che, se ben interpretati danno vita ad un racconto che da immagini viene tradotto in parole.
TIPI DI LETTURA CON I TAROCCHI
Con il passare del tempo ho scoperto che i tarocchi possono essere letti in due modalità: quella predittiva o divinatoria, che indaga sul futuro, e quella evolutiva o tarologica che mira alla conoscenza interiore per superare difficoltà derivanti da blocchi energetici, emotivi o psicologici che ostacolano il consultante a vivere una vita armoniosa, che è ciò a cui tutti aspiriamo.
Questa indagine interiore può essere per certi versi meno affascinante per molti, ma a mio avviso è molto importante in quanto se noi viviamo meglio con noi stessi, anche le nostre azioni saranno proiettate verso azioni più efficaci per raggiungere i nostri obiettivi, quindi il futuro può essere meno difficoltoso, da vivere in primis e per ottenere i risultati che desideriamo in ambito sentimentale, professionale, finanziario e spirituale.
LETTURA DELLA SALUTE
Una cosa che ho dimenticato di dire, ma che è importante, è che l’area riguardante la salute non la leggo.
A mio avviso non dovrebbe essere letta, non solo perché per questo ci sono i medici, ma anche perché se noi interpretiamo male possiamo essere responsabili di situazioni sgradevoli che possono coinvolgere il consultante.
Ricordiamo che se una persona viene da noi con un problema è perché ha un peso nel cuore e, per quanto possa essere poco influenzabile (a dir suo), le nostre parole hanno un peso e possono indurre comportamenti nel consultante che sono riconducibili a noi ed alle nostre interpretazioni.
Le carte parlano e rispondono, siamo noi che possiamo sbagliare a leggere ciò che ci comunicano.
ERRORI DI INTERPRETAZIONE
Gli errori possono essere dipesi da tanti fattori: inesperienza, mancanza di conoscenza dei significati di base delle carte, mancanza di fiducia (in noi stessi come lettori), indisposizione nostra (siamo stanchi, non abbiamo energie sufficienti, non siamo in sintonia con il consultante…) e molti altri.
In queste circostanze sarebbe bene e meglio rimandare il consulto. Nel caso in cui ci si senta indisposti verso una persona che ci chiedi una consulenza (magari non si riesce a trovare una sintonia verso il consultante), sarebbe opportuno indirizzarlo ad un altro collega che non ha la nostra difficoltà con quella particolare persona.
DOMANDE E PUNTI INTERROGATIVI
Detta questa premessa, nel mio percorso di apprendimento mi sono imbattuta in tante domande ed in risposte contraddittorie.
Non avendo un mentore che mi insegnasse e dopo aver speso tanto tempo per cercare di comprendere da sola, sono arrivata alla conclusione che le risposte potevo provare a trovarle da me.
RISPOSTE
Una delle domande era: posso farmi le carte da sola?
Io ho provato a farmele da sola e a volte riuscivo a leggerle, mentre in altre occasioni no.
Mi sono domandata come mai non ci riuscissi sempre, ed ho notato che in quelle occasioni il mio stato emotivo era agitato. Questo non mi rendeva possibile una lettura obiettiva. Motivo per il quale quando una domanda mi coinvolge, tanto da causarmi agitazione e nervosismo, è bene che non le legga io, piuttosto è meglio chiedere ad un collega di leggerle per me.
Un altro problema nel quale mi sono imbattuta era: nelle occasioni in cui sono turbata e quindi devo chiede a qualcun altro di guardare al posto mio, a chi mi affido?
Senza dubbio inizialmente non è facile, soprattutto se non conosci nessuno. In quest’ultimo caso provi a fidarti, oppure, se conosci qualcuno che ha un cartomante di fiducia, puoi chiedergli di farti mettere in contatto con lui o con lei.
SBAGLI NELLE INTERPRETAZIONI
Teniamo presente un altro fattore in questa circostanza.
Spesso se un cartomante sbaglia nella sua predizione gli si dice che quello che ha letto non è vero, che ci ha fregato e cose simili. Talvolta la persona non è preparata a dovere, però può essere anche che la domanda sia stata mal formulata.
Sì perché la domanda mal formulata o quando la si chiede su un argomento ma ciò che si desidera davvero conoscere è altro, questo influisce notevolmente sulla correttezza della risposta.
INFORMAZIONI
Spesso si pensa che il cartomante debba sapere tutto senza bisogno di dirgli nulla. Non è così! Le carte hanno un’infinità di significati in loro ed il cartomante ha necessità di conoscere certi dati su chi desidera il consulto per poter interpretare bene.
TESTARE IL CARTOMANTE
A volte alcune persone possono voler testare il cartomante dando informazioni non vere o dicendo solo mezze verità. Ripeto, l’errore qui non lo fa il cartomante se vi dice altro. E’ un po’ come quando hai un problema e ti danno dati errati per risolverlo. Se sbagli non è colpa tua che tenti di risolverlo, ma di chi ha dato le informazioni errate.
Di conseguenza vi invito a provare a dare fiducia alla persona che mette la sua energia ed il suo tempo a vostra disposizione.
A dire che non vi siete trovati bene per un motivo o per un altro c’è sempre tempo, ma se le premesse le mettete voi, il danno lo fate a voi stessi, vi boicottate da soli.
SENSIBILITA’ NEL COMUNICARE
Un altro quesito in cui mi sono imbattuta è come riferire certi fatti che possono essere difficili da accettare o digerire alla persona che viene da noi per il suo problema. Innanzitutto ci si deve ricordare che si deve dire la verità, rispettare la persona e le sue volontà e ricordarsi che stiamo parlando ad una persona che sta soffrendo per la situazione.
Intendo dire che occorre dire la verità perché la persona è venuta da noi per conoscerla e ci paga pure per questo. Personalmente preferisco sempre la verità. Preferisco una brutta verità piuttosto che una bella bugia. Le bugie mi fanno sentire presa in giro e di rimando non lo faccio con chi chiede un consulto con me.
Rispettare la persona e le sue volontà nel senso che abbiamo una persona davanti con sentimenti, sofferenze e speranze, quindi occorre comunicare il messaggio ricordandosi che se una persona ci dice espressamente che non desidera sapere di un certo argomento, anche se questo dovessimo leggerlo, non lo dobbiamo comunicare, poiché la persona ci ha direttamente chiesto di non dirglielo.
Ricordarsi che stiamo parlando con una persona significa che possiamo dare lo stesso messaggio in modi differenti. A volte abbiamo davanti persone fragili, che stanno male per la situazione per la quale ci richiedono la lettura. Nel caso dovessimo leggere qualcosa di spiacevole che potrebbe sconvolgere la persona e, in taluni casi farle commettere sciocchezze, possiamo argomentare fornendo un suggerimento su come potrebbe comportarsi in quella situazione.
Ricordate che le carte non rispondono soltanto al quesito chiesto, ma parlano anche di altro. Forniscono anche le motivazioni dei comportamenti delle persone, indicano cosa manca o cosa è venuto a mancare. Questo suggerisce anche come il consultante può comportarsi per provare a sistemare la situazione.
PAGAMENTO
Un altro elemento che ho sfiorato e accantonato in precedenza, per non deviare il discorso, è sul pagamento. Che brutta parola questa. Sembra una rinuncia. Dovere rinunciare a qualcosa che possiedo, il denaro, per avere una risposta che si potrebbe dare gratuitamente.
Il fatto è che il lettore utilizza le sue energie personali per il consultante, il suo tempo, il suo dono (e non parlo di un dono extrasensoriale). Non è un vostro amico. E’ una persona che presta il suo servizio a voi. Così come voi acquistate, nella vostra quotidianità dei servizi, anche lui vi offre un servizio che ha un valore.