Ester Ventura

Founder Starter

RICONOSCENZA

2020-06-02 08:50:19

Ci sono due modi per affrontare la vita: o la subisci o la vivi. Se nei momenti duri e o contrari, riesci ad essere riconoscente per per ciò che hai, senza lamentarti di ciò che non hai, la stai vivendo.

Riconoscenza

Se non l'hai mai fatto fino ad ora, comincia sin dal risveglio a predisporre al meglio la tua giornata... ringraziando. "Grazie perché sono vivo" per esempio, o perché posso alzarmi e camminare nella mia stanza, il che significa che ho un tetto sulla testa, quindi posso ringraziare anche per quello; per il tempo che fa, indipendentemente dal sole o dalla pioggia, o la nebbia (sono tutte manifestazioni climatiche che fanno bene alla natura). 

Potrei continuare all'infinito questo elenco, ma credo tu abbia capito cosa intendo. 


Perché farlo? Perché siamo abituati a dare troppe cose per scontate, ma che non lo sono, e ciò ci porta a reagire male nelle circostanze in cui gli avvenimenti non si snocciolano secondo il nostro punto di vista. Diventa un pò il proverbiale mordersi la coda e non se ne esce più, se non ci si ferma e si cambia qualcosa, che di solito è un'azione, è un fare qualcosa di diverso, di mai fatto prima. E perché non iniziare proprio da qui, dall'essere grati per ciò che abbiamo, e non stare lì a lamentarsi per ciò che non si ha?


1) Non è detto che se avessimo ciò che "pensiamo" ci manchi, arriveremmo al nostro obiettivo; 2) Ringraziare per ciò che si ha, alza la consapevolezza delle nostre risorse, di conseguenza anche il buonumore. Quando il nostro stato d'animo è sereno, ne beneficia il tutto di noi, sia il fisico, sia la mente.

Se la mente è "rilassata" riesce a concentrarsi molto meglio, quindi trovare soluzioni le sarà più facile. 3)  Dire "grazie per..." è già di per sé un'azione, e sappiamo che "ad ogni azione corrisponde una reazione" [è la fisica che lo dice, è appurato], quindi non sottovalutare questa piccola azione che chiunque è in grado di attuare, non ci sono scuse.


Temi di sembrare uno stupido? Se vivi da solo, chi ti vede! Lo sai solo tu.

Convivi coi tuoi, o hai una tua famiglia? Condividi! Passaparola: forse che le persone che ami non hanno i tuoi stessi bisogni? Non hanno a loro volta i loro obiettivi? Non ti sembra più sciocco condividere un post o un video di dubbio gustol piuttosto che diffondere una consuetudine che faccia davvero del bene a chi la pratica?


Non so perché abbiamo questa predisposizione negativa, mi spiego con un esempio.


Ti sarà capitato qualche volta di rapportarti con una persona che  per "X" motivo ti ha fatto un torto, o comunque fatto uscire dai gangheri e in risposta lo hai aggredito verbalmente a male parole, lo hai offeso, mortificandolo.


E' successo a tutti, me compresa. Quanto ci abbiamo messo a reagire, a rispondere? un decimo di un nano secondo. Giusto?

E com'è che, quando dobbiamo fare un elogio, evitiamo fino a che non siamo costretti a farlo? Come mai quando dobbiamo dire per la prima volta un "Ti voglio bene" o "Ti amo" ci mettiamo un sacco di tempo, giorni, non troviamo le parole, ci vengono persino le convulsioni solo al pensiero di doverlo dire...


Non è, per caso, che siamo egoisti all'ennesima potenza, sempre pronti a "prendere" piuttosto che "dare"? Ad aspettare che qualcuno ci preceda, ci agevoli?

A mio modesto parere, è proprio questo che ci penalizza, e ci porta ben volentieri a condividere a presa diretta le stupidate, ma ci fa sentire a disagio nell'agire diversamente dagli altri in certe circostanze.


Nell'unica volta in cui dovremmo essere un pò egoisti, cioè compiere azioni per il nostro bene, per la nostra crescita personale, non preoccupandoci delle critiche di chi ignora il significato delle nostre azioni... non lo siamo! Non vogliamo "uscire" fuori dal gruppo, abbiamo timore. Ma timore di che!?!?!


Secondo te, è più saggio continnuare a vivere la vita come si è sempre fatto pur conoscendo alcuni modi per migliorarla, o attuare le modifiche che hai imparato anche se nessuno della tua cerchia di persone le conosce?


Se ami la tua vita, quindi te stesso, sono sicura che opterai, come me per la seconda. 

Prova tu per primo ad essere riconoscente, aspettane i risultati, poi condividili, così non ti sentirai più la mosca bianca, ma una persona che aiuta gli altri a fare altrettanto, per crecere insieme.


P.S. Grazie per avermi letta fin qui, e se vuoi, fammi sapere che ne pensi, e se da domattina anche tu dirai "Grazie per.." (sappi che lo faccio anch'io), potrai raccontarmi cosa è cambiato nella tua vita.