Enrica Zoppi

Founder Junior

Facebook, il social che stimola il peggio in tanti!

2019-09-04 10:05:49

IN FONDO E DOPO TANTA RIFLESSIONE, eccovi la traduzione di ciò che veramente penso di FB

FB si sta trasformando in una sorta di buco nero 

FB si sta trasformando in una sorta di buco nero che attira tempo, sentimenti, energie e speranze.
Una droga vera e propria che sta provocando assuefazione. 
Ci isoliamo dagli altri per comunicare con amici, (immagino sia scontato non dover discutere del termine amici parlando di FB), che diventeranno prima o poi nemici o che potrebbero diventare “amici diversi” o colleghi attraverso un social network.
Una generica insicurezza che sfocia nel bisogno del consenso altrui per stare bene.
Il pericolo è il distacco dalla realtà, oltre naturalmente al rischio di sfasciare qualsiasi rapporto. 
Troppe ore davanti a uno schermo possono portare alla deprivazione del sonno: pur di stare al pc non si va neppure a dormire, o si va a letto molto tardi. 
Eh sì mi sa che siamo diventati degli umani privi di sicurezza!🥴
Si usano emoticons che in sostanza vogliono dire nulla ... 😘❤️ 😊ma danno l’illusione che vogliono invece dire tutto!
complimenti tipo: bella gnocca.... bella apolitica pensante, gioia mia, gioia bella, bella sventola etc etc ... che si dicono ma che poi in realtà si basano su cosa? 
Su un “tanto per dire” e un voler apparire per ciò che il più delle volte e’ molto lontano dal nostro essere e da ciò che in realtà siamo o proviamo veramente. 
Cattiverie gratuite, solo perché non si è d’accordo con un’opinione o con un’altra: stronzo, brutto deficiente, pezzo di merda etc etc !!!! 
Tecnicamente siamo di fronte ad un’accozzaglia di modi diversi di interagire: più una sorta di sartoria che permette di creare una maschera virtuale di noi stessi, la nostra bacheca, che rappresenta tutto quello che vogliamo gli altri credano di noi, vedano di noi, percepiscano di noi.

E’ un modo per guardare e per farsi guardare. 
Insomma questo social rappresenta la società in quanto tale, la società dell’apparenza, dell’immagine, dove tutto si fa per apparire e dove tutti vogliono guardare come gli altri appaiono. 
Alla fine, se ci pensate bene, i vantaggi sono sempre uno specchietto delle allodole ..... se voglio tenermi in contatto con qualcuno so come farlo, e se qualcuno vuole tenersi in contatto con me sa come farlo... non c’e bisogno di FB.

Si arriva a valutare le cose non più secondo il proprio giudizio ma secondo gli occhi delle persone che guarderanno. 
Si arriva a fare tutto per uno scopo esterno al desiderio proprio; che è poi il modo di vivere ormai di moltissime persone di questa generazione. 
Con tutta l’insicurezza che ne genera.Aprite il balcone e respirerete insicurezza a pieni polmoni. 
Si arriva a perdere la misura con la quale si da il giusto peso alle azioni, dove per azione si intende lavoro, uso di energia nello spazio tempo! 
Qualsiasi cosa non succeda davanti ad un monitor ma accada davanti a due occhi. Quando è che un’azione ha una certa importanza? 
Quando viene fatta direttamente verso una persona. 
Fare il mestiere del guardone su FB invece fa perdere questa bellissima legge. 
Perché si presta troppa attenzione a quello che l’utente di FB compie attraverso i mezzi messi a disposizione dalla piattaforma.  Tutto quello che filtra attraverso FB è falsato dal fatto stesso di essere davanti “una telecamera”, quindi non potrà mai essere naturale al 100%. 
Dare importanza a quanto letto su FB significa togliere importanza a quanto le persone fanno nella vita reale. Ripeto, si possono capire un sacco di cose analizzando la bacheca di una persona, ma non si avrà mai la certezza fino in fondo del perché di quei determinati comportamenti. 
Una persona non è intelligente semplicemente perché riporta frasi semi intelligenti di qualcun altro; non è un amico solamente perché vi dedica una canzone; non è sensibile solo perché posta le foto di qualche cagnolino moribondo; non è innamorata di voi solamente perché ha messo più di un mi piace sulla vostra bacheca; come diceva Dr. House, “Nella condizione umana c’è una verità: che tutti gli uomini mentono. 
La sola variabile è su cosa mentono.” figuriamoci attraverso FB. Le persone sono quello che fanno nella realtà, quando smuovono il loro culo. Davanti una tastiera siamo tutti pronti a fare le rivoluzioni. Su FB è troppo facile mettersi i panni addosso di qualcuno che non si è.
Quello che l’uso di questi mezzi ha comportato è stato il perdere la condivisione delle cose a quattrocchi, il parlare dei propri problemi con una persona, lo sfogarsi con qualcuno direttamente. 
Io se chiedo per strada a qualcuno come stai la risposta è sempre “bene grazie” “mai peggio”. 
C’è qualcosa che non va! 
Si è arrivati alla paura totale del confronto. Confronto sulle proprie emozioni, ma anche semplicemente sulle proprie idee. Confrontarsi, discutere anche alzando la voce, è una delle attività che fa crescere di più una persona. 
Su FB si, per strada no? 
Eddai, i conti non tornano.
Perché in fin dei conti quello che pubblichiamo su FB è quello che vogliamo far credere di essere, quello che ci spingiamo ad essere, quello che nascondiamo di essere.

Facebook si sta trasformando in una sorta di buco nero - II parte

Facebook non è nient’altro che un modo per soddisfare in maniera effimera il bisogno, indotto o naturale, dell’uomo occidentale moderno di avere rapporti sociali; il suo non saper stare da solo; la sua paura della solitudine; il suo dover essere accettato socialmente secondo gli schemi preposti. 
In più l’uomo ha anche bisogno di parlare, di esprimersi e di manifestare tutto quello che si reprime e che non si ha il coraggio, la forza o la capacità di dimostrare realmente; su FB si “agisce” senza chiedere permesso.
Il non essere più in grado di manifestare in modo reale le nostre emozioni non è una causa, è una conseguenza di tutta questa serie di media che ci permettono di comunicare con gli altri anche non essendo uno di fronte l’altro, perché in questa tipologia di rapporti o di interazioni manca quello che l’altra persona ci passa attraverso le sue emozioni, quello che noi riusciamo a provare o sentire attraverso un semplice sguardo, un gesto o un sospiro. 
Tutto diventa finto, perché senza l’anima siamo solo carne!!!