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    COSA FAI QUANDO SUBISCI UN‘INGIUSTIZIA E NON PUOI FARE NULLA?
    ⭐️ Elisa Maiorano Driussi ⭐️

    Founder Executive

    ⭐️ Elisa Maiorano Driussi ⭐️

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    COSA FAI QUANDO SUBISCI UN‘INGIUSTIZIA E NON PUOI FARE NULLA?

    Ci sono situazioni che possiamo cambiare, e altre alle quali invece dobbiamo adeguarci. Spesso quelle che non possiamo cambiare, fortunatamente, sono di piccola entità quindi sono più facili da accettare, almeno per la maggior parte di noi. Il problema grande si presenta quando [continua a leggere]


    Il problema grande si presenta quando subiamo una grande ingiustizia e non c‘è verso di ritornare alla situazione di partenza. E questo inizia a provocarci rabbia, delusione, frustrazione.


    Ci attacchiamo alla situazione, al problema come fosse l‘unica cosa per la quale viviamo.


    Parliamo di essa fino a stancarci di farlo, fino quasi a distorcere la realtà, trovandoci così in un buco nero di nervosismo, frustrazione e rabbia.


    Ci lamentiamo, ci dimeniamo interiormente, vorremmo fare qualcosa per rimettere tutto a posto, per ritornare ad avere ciò che ci è stato tolto ingiustamente, ma è come se avessimo le mani legate.


    E la rabbia, eh… la rabbia. La rabbia inizia insistentemente a rientrare in ogni aspetto della nostra vita. Troviamo qualsiasi appiglio per tornare ad arrabbiarci con qualcuno o per qualcosa, solo per „sfogarci“.


    Sezioniamo la situazione con il bisturi dell’ego e più lo facciamo più sentiamo il bisogno di farlo. Più tagliamo e andiamo in profondità, più quasi percepiamo quel „brivido“ che ci vorrebbe far urlare: „LA RAGIONE CE L‘HO IO! TU DEVI PAGARE!“.


    Certo, a volte le ingiustizie sono talmente grandi, che umanamente vorremmo che l‘altro provasse il dolore che stiamo provando noi.

    Certo, se tu non hai fatto nulla di male per trovarti in quella situazione, se sei la parte lesa, è umano sentirsi in questo modo.




    La domanda scomoda: „Ma è utile che tu ti senta così?“


    Insomma, non voglio fare un discorso da „santi“ o da „porgi l‘altra guancia“ oppure iniziare a parlare di perdono fine a sé stesso. Perché pronunciare frasi come „il perdono è la miglior cosa“, oppure „lascia andare e starai meglio“, è semplice, ma viverle ed applicarle mica è cosa tanto facile.


    Soprattutto perché noi umani siamo gestiti dall’ego, anche se non ce ne accorgiamo e viviamo nella costante dualità.


    Il punto focale del mio discorso è che abbiamo comunque l‘opportunità di scegliere. Vagliare bene se ci conviene rimanere arrabbiati, per quanto tempo, perché, qual è l‘emozione di fondo, se non ha a che fare con altre questioni di vita irrisolte, eccetera.


    Cercare di guardarci dentro e scoprire il perché quella situazione ci provoca dolore, rabbia e frustrazione. 


    Osservare quali azioni potremmo fare per noi stessi, ma anche per chi ci sta accanto, perché comunque sappiamo benissimo che non è semplice avere vicino qualcuno arrabbiato o amareggiato.


    Essere più presenti, il ché ci aiuta a tenere l‘ego sotto controllo. Se siamo presenti, centrati, se il passato o il futuro non hanno potere sui nostri pensieri, e quindi l‘ego non ha motivo di esistere.



    La situazione non può cambiare? Non riesci ad accettarlo?


    Ci sono due livelli di accettazione: livello mentale e livello del cuore. Spesso il nostro cuore sa cosa fare e quindi accetta già quasi da subito la situazione. Per quanto riguarda la nostra mente, invece, il discorso è più complicato.


    Grazie a ciò che abbiamo vissuto in passato, spesso abbiamo formato inconsapevolmente degli schemi mentali che trovano modo di esistere quando una situazione si ripresenta (e credetemi: lo farà finché non avrete risolto dentro voi stessi).


    Il problema è mettere in connessione cuore e mente, è dire alla mente di ascoltare maggiormente il cuore, che tutto sa e tutto regola.


    Il cuore ha una saggezza che ancora non comprendiamo a fondo e questo molto probabilmente perché siamo abituati ad essere troppo calcolatori e viviamo nella mente.




    Un piccolo esercizio per iniziare ad ascoltare maggiormente il cuore


    . Chiudi gli occhi e vai nel tuo cuore;

    . Respira in esso;

    . Se riesci, visualizza una luce bianca che si propaga da esso al tuo corpo, allo spazio circostante e al mondo intero;

    . Osserva la leggerezza naturale del tuo cuore, leggero come l‘aria che inspiri ed espiri;

    . Con ogni inspirazione porta l‘aria fresca al tuo petto;

    . Con ogni espirazione lascia andare le tensioni emotive e fisiche del tuo cuore.


    Continua per qualche minuto.

    Finisci con il portare le mani sul tuo cuore cercando di percepire un sentimenti di gratitudine ed accoglienza per qualcosa, qualsiasi cosa.



    ©️Elisa Maiorano Driussi, Conscious Business E. Driussi


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