Elena Nastasi

PRIMO CAPITOLO

2019-06-04 17:19:37

Perché dei ragazzi devono essere presi dalle loro case e dai loro affetti? Dove li portera questa avventura ai fratelli Tom?

COME TUTTO EBBE INIZIO...

    

Era una noiosa giornata come tutte le altre; mia mamma era rimasta a casa a fare le pulizie e cucinare. Io non potevo andare a scuola, visto che nella città di Norlux dove vivevo, c’erano delle regole fuori norma del tipo: “le donne non possono andare a scuola perché non sono idonee”. Ogni giorno mia mamma mi diceva verso le 14 “corri e vagli incontro! sarà felice di vederti’’, si riferiva a mio fratello che tornava da scuola; lo ammiravo molto, era così intelligente e pieno di vita.

Lui per me era come un padre visto che io non ho mai potuto conoscere mio padre. Mio fratello Joshua fu il mio primo insegnante da cui ho imparato molte.  Joshua e mia mamma Natalia mi hanno sempre parlato di mio padre e di come gli assomigli molto, non come aspetto, ma come carattere; sono molto testarda su ciò che vorrei ottenere, altruista con le persone più bisognose e che amo, ma ribelle se mi viene fatto un torto; nella mia vita non può che mancare anche un briciolo di pazzia per vivere al meglio ogni cosa della realtà. Molte volte sono stata costretta a sopravvivere alle situazioni facendomi forza da sola ed ecco che esce fuori la mia impulsività

I giorni passavano, fino a quando un giorno bussarono alla porta di casa, e vidi una donna e degli uomini e dissi:<< Ciao, chi siete voi? Ditemi… >>

Allora la donna fece un passo in avanti e disse: << La tua mamma non c’è?>>Mia madre mi vide e mi disse <<Tesoro chi è alla porta? >>

Io feci un passo indietro, mi sentii toccare e mi girai di colpo, era mio fratello Joshua che mi sussurrò con voce dolce <<Vai in camera tua>> mi abbracciò e feci quello che mi disse.

Visto che la mia stanza è molto vicina al salone sentii dire << Natalia lo

sapevi che questo giorno sarebbe arrivato, i tuoi figli sono straordinari,   abbiamo trovato altri ragazzi come loro e dobbiamo fargli degli esami, mi dispiace>> sentii dei passi venire verso la mia camera allora mi allontanai dalla porta; <<Piccola sei qui dentro? Guarda che ti faccio vedere!!>> la voce mi convisse ad uscire dalla mia stanza.

Una volta uscita, mi trovai davanti un uomo con il camice rosso che mi guardò e mi disse: << Ora tu e tuo fratello venite con noi alla fortezza, li ci saranno altri ragazzi come voi e vi divertirete>> allora io con un sorrisino malefico mi avvicinai al tizio e senza dargli il tempo di fare qualsiasi cosa gli dieti un calcio nella caviglia e scappai da mio fratello << Jo!! Questa gente non mi piace>> dissi spaventata, allora mio fratello mi strinse forte dietro di lui e disse << Non ti preoccupare che se solo ti toccano io gliela faccio pagare>>, mia mamma si avvicinò a mio fratello e gli disse: << Stai sempre vicino a tua sorella mi raccomando>> poi si avvicino a me e mi diede un bacio e senza farsi accorgere mi diede una collana e mi disse << Questa collana fin che mi ricordo e sempre stata con me e ora io la do a te per ricordati che io sarò sempre con te nei momenti duri, ma tu devi promettimi che sarai sempre forte e di rialzati sempre in piedi e così sarai più forte di prima>>. Sapevo quanto quella collana significasse per lei, ogni volta che si sentiva giù lei la prendeva e la stringeva forte, e ora l’ha data a me; la signora bionda si avvicino a me e mi disse:<< Sai chi sono io? tua mamma ha mai parlato di me e cosa faccio?>> allora la guardai stranita e risposi << No signora, mia mamma non ci ha mai parlato di lei, forse si vergognava troppo di lei>> la signora mi rispose con un tono forte << Io sono vostra zia Catrina e vostra mamma non mi ha mai perdonato il fatto che io mi sia realizzata e lei no>> <<Secondo me la sua è tutta invidia perché mia mamma si è fatta una vita con l’uomo che amava, e lei no, ecco perché>> gli dissi con tono arrogante.

<<Vedo che ha preso il carattere di suo padre, non è così Natalia?>>  allora intervenne mio fratello Joshua dicendo << Cosa vuoi da noi? cara zietta sempre se ti si può chiamare cosi , visto che ti sei ricordata solo ora che esistiamo!!>>  dopo aver chiarito i problemi familiari ci fecero salire su un furgone con altri due ragazzi e uno più piccolo; non sapevo cosa  sarebbe successo a mia madre e se sarebbe sopravvissuta, il viaggio durò due giorni e in quei giorni successero tante cose come ad esempio: ragazzi che venivano presi con forza dalle loro case contro il loro volere e quello dei genitori e ragazzi che scappavano dal furgone.

Non sapevo cosa ci stesse capitando e dove ci stessero portando, fino a quando ci fermammo e ci fecero scendere dal furgone,  poi entrare in un grande laboratorio dove ci hanno fatto mettere in fila e ad ognuno venne messo un timbro; allora io usci dalla fila e gridai << Io non lo voglio quello, lasciateci crescere come adolescenti normali non come cavie da laboratorio non siamo topi, chiaro?>> una guardia si avvicini a me e mi prese per un braccio e mi rimise nella fila, era arrivato il mio turno allora con sguardo minaccioso li guardai e gli dieti un calcio, ad un certo punto arrivo Catrina cioè mia zia mi guardo e mi disse << Cerca di non fare resistenza con noi perché da qui non uscirai viva se fai cosi>> <<A te chi te lo dice che non uscirò viva da questo posto schifoso?>>.

Dopo che ci hanno timbrato ci hanno fatto andare ognuno nelle proprie celle già assegnate, chiesi ad una dottoressa dove fosse mio fratello e perché non era con me e lei rispose <<Tuo fratello deve fare un controllo lo rivedrai presto>> mi accomodai nella mia cella dove c’era un tavolo e un letto e una porta dove c’era il bagno; mi girai verso destra e sentii un pianto e subito appoggiai il mio orecchio sulla parete e iniziai a bussare, il pianto cessò e mi sentii dire: <<Chi sei? Cosa ci fai tu qui?>> allora incuriosita gli domandai: <<Perché sei pure tu qui? da quanto che sei qui?>>

<<Sono qui da una settimana mi hanno strappato dalla mia famiglia e non capisco il perché!!>> allora gli chiesi: << Come ti chiami e quanti anni hai?>> mi rispose con una voce cosi delicata << Mi chiamo Matteo ma per gli amici Matty e ho 18 anni>> io allora gli dissi senza pensarci su <<Io mi chiamo Lydia e ho 16 anni pure a me e a mio fratello Joshua ci hanno portato via da nostra madre, se ti va possiamo diventare amici cosi ci facciamo compagnia a vicenda ,ti va bene?>> rispose << Si, da oggi saremmo grandi amici e una volta che usciremo da qui ci ribelleremo cosa ne pensi?>> <<Quando usciremo da questa prigione troveremo mio fratello e scaperemo da questo posto>>.

Stavo dormendo quando ad un certo punto sentii delle voci provenire da fuori che dicevano <<Starà ancora dormendo la ragazzina fate piano vi raccomando>> allora mi svegliai e mi sedetti sul letto e aspettai che entrassero, li vidi entrare con una siringa piena di qualcosa che forse mi dovevano iniettare, allora gli dissi <<Cos’è questa cosa che mi state mettendo?>> e una di loro disse<<Stai tranquilla è per il tuo bene>> era la stessa voce che sentii quando erano venuti a casa nostra, mi girai di colpo e vidi la signora bionda e iniziai a gridargli <<Dove Joshua cosa ne avete fatto? portatemi da mio fratello, ve la farò pagare un giorno ve lo giuro!!.>>.

Dopo che hanno finito con me passarono in un’altra cella e senti delle urla cosi agghiaccianti che mi misi a gridare per la paura, allora senti bussare sul muro e mi bloccai di colpo e dissi:<< Sei tu Matty?>> <<Si sono io, perché ti sei messa a gridare mi hai spaventato>> allora gli risposi << Mi sono messa a gridare per quello che avevo sentito>>  <<Cosa hai sentito?>> gli risposi <<Ho sentito un ragazzo gridare, cosa gli stano facendo?>> mi disse che ogni settimana venivano nelle nostre celle a prelevare del sangue e farci delle iniezioni di cosa non so.

<<Lydia sei qui, Lydia!!>> sentii una voce a me conoscente ma non del tutto, allora risposi <<Sono qui chi sei, mi puoi aiutare ad uscire da qui?>> << Sono io Joshua sono scappato dalla mia cella per venirti a cercare, devo fare presto perché mi stanno cercando>> << Joshua cosa ti stanno facendo? lo sai ho conosciuto un ragazzo dell’altra cella>> << Sono qui, stanno venendo a prendermi!! ti giuro che vi porterò via da qui a te e al tuo amico, lasciatemi, lasciatemi, Lydia!!!>> <<Joshua no!!!.>>  dissi con le lacrime a gli occhi e con un filo di voce.

1