Le Streghe
Le Streghe di Daniele di Daniele Scalese
Le Streghe
La bramosia del possesso, il successo, il sesso, alimentano la fiamma del desiderio. Il nostro cinico pianeta ha perso la bellezza dell’incanto, del bello, della poesia. Ha perso il sentimento, la pietas umana. Un quadro cinico e spietato, ma molto più vicino alla realtà di quanto si possa pensare. Da questi elementi il giovane autore Daniele Scalese innesta la trama del romanzo “Le Streghe”, partendo da un minuscolo segmento terrestre: Via Padova, a Milano.
Marcello è un insegnante come tanti altri. Conduce una vita incolore e insapore: ha trascorso i primi 43 anni della sua vita nella più totale frustrazione. Una moglie logorroica e insopportabile e due figli insofferenti e distanti. L’ombra stagnante dei suoi desideri inconfessabili e proibiti è l’unico rifugio dell’uomo solitario.
I palazzi di via Padova segnano il perimetro di un’esistenza banale e infelice. Ma all’improvviso una presenza scuote gli animi del quartiere: un nuovo inquilino, uno scrittore. Un uomo attraente e ammaliante che conquista tutti con un savoir-faire invidiabile. Un colpo basso per l’autostima del povero Marcello. Quello strano scrittore incarna le sue aspettative nutrite da una vita, rappresenta tutto ciò che avrebbe voluto essere lui. Cosa nasconde dietro questa maschera carismatica? Nessun dubbio per Marcello, lo scrittore suadente ha sigillato un patto con le streghe del parco Trotter. Ma sarà vero o è solo il frutto di una mente malata disposta a tutto pur di essere felice?
Le streghe esistono solo se ci credi. Marcello ci crede, eccome se ci crede. Come si spiegherebbero altrimenti quelle formule segrete trovate nel parco? Il dubbio emblematico rimane sospeso fino all’ultimo secondo.
“Le streghe” è una giostra frenetica e stupefacente. Proprio come i tanti protagonisti che ruotano attorno a Marcello: spacciatori, venditori ambulanti, studentesse porno, fatine transessuali, megere di quart’ordine.
Marcello è l’antieroe per eccellenza: un piccolo borghese bruttino e goffo che incarna meschinerie e fragilità, sogni, rimpianti e delusioni. Un personaggio imperfetto ma che arriva dritto al cuore con la sua tenerezza sgualcita.
Una storia letteralmente divertente. Una scrittura pop, politicamente scorretta (finalmente) e irriverente, ricca di citazioni cinematografiche (ma non solo). Daniele Scalese strizza con arguzia l’occhio ad un pubblico gay-friendly e racconta con freschezza e leggerezza la ricerca disperata della felicità. Risate garantite.
E ricordate una cosa se volete essere felici: le streghe esistono solo se ci credete!
"Perché se ci credi, la realtà si adegua..."