2006: viene approvata la legge n.38 grazie ad ECPAT
La legge n. 38 del 6 febbraio 2006 contro “lo sfruttamento sessuale dei bambini e delle bambine, e la pedopornografia anche a mezzo internet” venne introdotta in Italia proprio grazie all’operato di ECPAT, che riteneva che la precedente legge n. 296 del 1998 dovesse essere aggiornata.
La legge n. 269/98
La legge n. 269/98 aveva rappresentato un passo avanti per il paese, poiché prima di questa la minore età della vittima di sfruttamento sessuale costituiva semplicemente un’ aggravante del reato di violenza sessuale. Inoltre era perseguita penalmente solo l’offerta di prostituzione, non la domanda, e non vi era nemmeno menzione del turismo sessuale. Per la prima volta ci si poneva l’obiettivo di tutelare gli/le under 18 nello specifico, a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico e morale.
Tuttavia il cambiare dei tempi e soprattutto la diffusione di internet sottolinearono la necessità di ulteriori provvedimenti. La legge n.38 introdotta grazie ad ECPAT inasprì le pene, escludendo il beneficio del patteggiamento, ed estese la tutela sino al diciottesimo anno d’età ( mentre prima il colpevole veniva punito solo qualora la vittima avesse avuto meno di 14 anni, 16 in caso di abusi di rapporti di parentela). Fondamentali furono le iniziative finalizzate ad impedire la diffusione, la commercializzazione e la detenzione dei prodotti pedopornografici via internet: tra queste ha avuto particolare rilievo un sistema di controllo e disattivazione di mezzi informatizzati di pagamento (carte di credito ed altro) e l’istituzione di un “Centro nazionale per il monitoraggio della pornografia minorile su internet”.
Anche se vi sono giuristi che criticano queste leggi per la loro assenza di definizioni, che offre varie possibilità di interpretazione, bisogna comunque riconoscerle come momenti importanti e necessari per aumentare la tutela del minore in Italia.