18 DICEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 18 Dicembre Giornata Mondiale dei Migranti, con Risoluzione 55/93. La scelta della giornata fa riferimento al 18 dicembre 1990, giorno in cui l’Assemblea Generale ha approvato la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti di tutti
I lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Lo scopo è quello di prevenire lo sfruttamento e mettere fine ai movimenti clandestini o illegali, stabilendo le condizioni minime di riconoscimento e accettazione del migrante a livello universale
In data 31/10/2020 sono stati segnalati, nel report mensile dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) 6227 minori presenti nel territorio italiano e censiti. Molti di questi minori fuggono da conflitti armati, discriminazioni, persecuzioni, proprio come gli adulti. In alcuni casi le famiglie incoraggiano i figli e le figlie a partire alla ricerca di un futuro migliore, ma ci sono anche vittime della tratta di esseri umani, in viaggio contro la loro volontà.
Nel 2016 la prima nazionalità per numero di arrivi via mare in Italia è stata la Nigeria, con un particolare incremento delle donne e dei minori non accompagnati. L’OIM ritiene che circa l’80% delle migranti nigeriane arrivate via mare nel 2016 sia probabile vittima di tratta destinata allo sfruttamento sessuale in Italia o in altri paesi dell’Unione Europea, anche se non si può escludere che anche migranti di altre nazionalità siano coinvolti nel traffico.
Fra gli indicatori rilevati nel 2016 dall’OIM nel lavoro quotidiano con i migranti per l’identificazione rapida delle vittime di tratta si possono ricomprendere elementi tra cui:
· Il genere: per lo più donne;
· L’età: spesso compresa tra i 13 e i 24 anni. Molte minori dichiarano di essere adulte sebbenenon
abbiano palesemente raggiunto la maggiore età.;
· La nazionalità: è importante sottolineare la peculiarità del caso delle vittime di tratta provenienti dalla Nigeria;
· Lo stato psico-fisico: se in gruppo, sono le più sottomesse e silenziose, a volte evidentemente controllate da altre/i migranti, che ad esempio rispondono al posto loro, oppure si oppongono ad un colloquio privato.
Le vittime di tratta sono fra le categorie che, secondo la Direttiva 2012/29/UE, dovrebbero beneficiare di misure speciali di protezione e laddove siano richiedenti protezione internazionale, le vittime di tratta sono fra le categorie definite vulnerabili dalla normativa italiana ed europea, con particolare riferimento per quanto riguarda le misure di accoglienza.