Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

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Adolescenti: istruzioni per l'uso.

Quando tuo figlio fatica con la scuola

2026-02-02 21:14:10

spesso non è svogliatezza. E' qualcosa di più

Quando tuo figlio fatica con la scuola

(La “svogliatezza” è spesso solo la superficie: sotto c’è paura di fallire)

1. Perché un adolescente fatica con la scuola

Compiti rimandati.

Interrogazioni evitate.

Voti che scendono.

Disorganizzazione crescente.

Molti genitori, davanti a tutto questo, pensano:

  • “Non si impegna.”
  • “È svogliato.”
  • “Non gli importa.”

Ma la verità è che la svogliatezza è raramente il problema reale.

È solo la parte visibile.

Sotto quella fatica c’è quasi sempre:

  • ansia da prestazione
  • paura di fallire
  • paura di deludere
  • paura di non essere all’altezza
  • difficoltà a gestire la pressione

L’adolescente non evita lo studio perché non gli interessa.

Lo evita perché lo spaventa.

2. Cosa c’è davvero dietro la “mancanza di impegno”

Dietro un “non mi va” possono nascondersi:

  • perfezionismo paralizzante
  • (se non posso farlo bene, meglio non farlo)
  • paura del giudizio
  • (cosa penseranno se sbaglio?)
  • insicurezza cronica
  • (non sono capace come gli altri)
  • esperienze negative precedenti
  • (una brutta interrogazione può segnare per mesi)
  • sovraccarico emotivo
  • (la mente è piena, non c’è spazio per studiare)

L’adolescente non dice: “Ho paura.”

Dice: “Non ho voglia.”

Ma il significato è molto diverso.

📖 Storia di vita quotidiana

Giulia, 15 anni, rimanda i compiti per ore.

La madre la rimprovera: “Sei sempre svogliata.”

Giulia si chiude.

In realtà ha paura di non capire la materia.

Ha già preso un brutto voto.

E ora preferisce evitare,

piuttosto che sentirsi di nuovo “stupida”.

La madre vede disinteresse.

Giulia vive ansia.

3. Cosa NON dire quando tuo figlio fatica con la scuola

Frasi che sembrano motivanti, ma feriscono:

  • “Se continui così, non farai nulla nella vita.”
  • “Non ti impegni abbastanza.”
  • “Non ti importa di niente.”
  • “Alla tua età io studiavo molto di più.”
  • “Non hai voglia di fare niente.”

Queste frasi non motivano.

Aumentano la paura.

E la paura blocca ancora di più.

4. Mini‑dialoghi che mostrano la differenza

❌ Dialogo che chiude

Genitore: “Perché non studi?”

Figlio: “Non lo so.”

Genitore: “Perché sei svogliato, ecco perché.”

Risultato: vergogna + chiusura.

✔️ Dialogo che apre

Genitore: “Perché non studi?”

Figlio: “Non lo so.”

Genitore: “Ti senti bloccato? Possiamo capire insieme cosa ti fa paura?”

Risultato: accoglienza + possibilità.

5. Come sostenere un figlio che fatica con la scuola

👂 Accogli l’emozione, non giudicare il comportamento

“Capisco che per te non è semplice.”

🧭 Dai valore al vissuto

“Quello che provi conta, anche se non si vede nei voti.”

💬 Aiuta a dare un nome alla paura

“Temi di sbagliare? Di deludere?”

🧡 Sostieni senza pressione

“Troviamo un modo che funzioni per te.”

📌 Ricorda: la fatica non è mancanza di volontà. È un segnale.

6. Esercizi pratici per genitori

📝 Esercizio 1 – La frase alternativa

Da: “Non ti impegni.”

A: “Vedo che fai fatica. Proviamo a capire cosa ti blocca?”

📝 Esercizio 2 – La mappa delle paure scolastiche

Chiedi a tuo figlio:

  • Cosa ti spaventa di più?
  • Cosa ti mette ansia?
  • Cosa ti fa sentire incapace?

📝 Esercizio 3 – Il patto di fiducia

Ripeti spesso:

“Qualunque cosa succeda, io ci sono. Non sei solo.”

7. Il genitore come base sicura

Un figlio che fatica con la scuola non ha bisogno di un genitore che misura.

Ha bisogno di un genitore che vede.

Che non giudica.

Che non interpreta.

Che non riduce tutto a “impegno”.

Perché l’impegno nasce dalla sicurezza.

E la sicurezza nasce dalla relazione.

Conclusione

La svogliatezza è solo la superficie.

Sotto ci sono emozioni che chiedono spazio.

Con un genitore che ascolta, accoglie e sostiene,

la scuola può tornare a essere un luogo di crescita,

non di paura.

Un figlio che si sente visto,

trova il coraggio di provarci.

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a sostenere tuo figlio senza pressioni

e a costruire una relazione che lo fa sentire capace,

anche quando sbaglia.

📘 Perché un figlio che si sente accolto,

ritrova la voglia di imparare.

by dr.ssa Maria Teresa Napolitano