Adolescenti: istruzioni per l'uso.
Non voglio essere perfetto
Voglio essere vero. Quando i ragazzi vogliono essere riconosciuti in famiglia
Il mito della perfezione: quando il figlio si sente sotto esame
Molti adolescenti vivono la relazione con i genitori come una continua verifica: “Hai studiato?”, “Hai risposto bene?”, “Hai fatto tutto come si deve?”
E anche se le intenzioni sono buone, il messaggio che arriva è: “Conta solo se fai bene.”
Ma un figlio non vuole essere valutato. Vuole essere riconosciuto.
Vuole sapere che può essere triste, confuso, imperfetto… e che il legame resta.
La frase “Non voglio essere perfetto. Voglio essere vero.” è una richiesta di spazio emotivo.
È il desiderio di potersi mostrare senza maschere, senza dover sempre dimostrare qualcosa.
Perché la perfezione crea distanza. La verità crea relazione.
📌 Un figlio che si sente accolto per ciò che è, non per ciò che fa, sviluppa fiducia. E la fiducia è la base di ogni dialogo.
2. Essere veri: il bisogno di autenticità nella relazione
Essere veri non significa essere sempre coerenti, calmi, razionali.
Significa poter dire: “Oggi non ce la faccio”, “Mi sento sbagliato”, “Ho bisogno di tempo.”
E l’adolescente ha bisogno di sapere che può portare anche queste parti di sé nella relazione con il genitore.
Molti ragazzi si chiudono non perché non vogliono parlare, ma perché temono di non essere accettati se mostrano la loro vulnerabilità.
E allora indossano maschere: il figlio perfetto, il figlio ribelle, il figlio invisibile.
Ma dietro ogni maschera c’è una voce che dice: “Posso essere me stesso con te?”
💬 Frasi che aprono lo spazio dell’autenticità:
- “Non devi essere sempre forte.”
- “Anche se sbagli, io ci sono.”
- “Mi interessa chi sei, non solo cosa fai.”
3. Il ruolo del genitore: accogliere senza idealizzare
Essere genitore di un adolescente significa imparare a vedere il figlio reale, non quello ideale.
Significa accettare che non sarà sempre brillante, educato, motivato.
Ma sarà vero. E questo è molto più prezioso.
Accogliere la verità del figlio significa non correggere ogni imperfezione, non pretendere sempre il meglio, non confondere l’amore con l’aspettativa.
Significa dire: “Io ti vedo. Anche quando sei in difficoltà. Anche quando non sei come vorrei.”
🧡 Un figlio che si sente accolto nella sua verità, impara ad accogliere anche se stesso.
E questo è il dono più grande che un genitore possa fare.
Conclusione – Consigli pratici per genitori
✅ Riconosci il valore dell’imperfezione.
Es. “Hai fatto del tuo meglio, e va bene così.”
💬 Evita frasi che creano pressione.
Sostituisci “Devi fare meglio” con “Come ti sei sentito mentre lo facevi?”
🧏♀️ Accogli anche le emozioni scomode.
Tristezza, rabbia, confusione… fanno parte della verità.
📆 Crea momenti di autenticità condivisa.
Racconta anche tu qualcosa di imperfetto. Mostrati umano.
🕊️ Sii uno spazio sicuro, non un giudice.
Il figlio si apre dove sente che può essere sé stesso.
📩 Senti che tuo figlio si nasconde dietro maschere, si chiude, si allontana?
Forse non vuole essere perfetto. Vuole essere vero.
✨ Prenota una consulenza con me — Ti guiderò nel costruire una relazione che accoglie l’autenticità, non solo il comportamento.
📘 Perché ogni figlio ha bisogno di sentirsi visto. Anche quando non è perfetto.