Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

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Adolescenti: istruzioni per l'uso.

Non sei più come prima

2025-10-03 18:39:48

Quando il  cambiamento di un figlio richiede il riconoscimento genioriale

La frase "Non sei più come prima" risuona spesso nelle case con figli adolescenti o in fase di grande crescita. A un primo ascolto, può sembrare una lamentela o un'accusa da parte del genitore, un nostalgico rimpianto del bambino dipendente che non c'è più. Tuttavia, nel profondo, questa espressione rivela una dinamica molto più complessa e un bisogno fondamentale: la necessità di un riconoscimento genitoriale che sia all'altezza della nuova identità in formazione.

Il figlio che cambia, con i suoi sbalzi d'umore, le nuove amicizie e gli interessi inattesi, sta chiedendo, a volte in modo conflittuale e indiretto, che anche il genitore cambi, adattando la relazione al nuovo individuo che sta emergendo. Affrontare questa fase non significa "perdere" il proprio figlio, ma ridefinire il legame su basi di rispetto reciproco, autonomia e fiducia, pilastri di una genitorialità positiva e consapevole. È il momento di dismettere i vecchi copioni per accogliere l'imprevisto e il potenziale.

1. Il Velo della Perdita: La Crisi del Ruolo Genitoriale

Quando un figlio cambia, non muta solo la sua personalità, ma l'intero ecosistema familiare. I genitori si trovano di fronte a quello che può essere percepito come un vero e proprio lutto: la perdita del bambino prevedibile, plasmabile, e totalmente dipendente. È la fine di una stagione e l'inizio di un territorio inesplorato. Le vecchie regole di casa non funzionano più, i confini vengono continuamente messi in discussione (l’orario di rientro, l'uso dello smartphone, l'ordine in camera) e la richiesta di autonomia del ragazzo si scontra violentemente con il desiderio, spesso inconscio, del genitore di mantenere il controllo e garantire la sicurezza.

Questa fase di ricontrattazione dei ruoli è fisiologica in adolescenza e spinge i genitori a confrontarsi con i propri sentimenti di inadeguatezza, perdita o insicurezza. Molti genitori si sentono disorientati e si chiedono: "Ho sbagliato qualcosa?". Il turbamento del figlio riflette, inevitabilmente, una turbolenza interna al genitore stesso. Spesso, la difficoltà di "riconoscere" il nuovo figlio deriva dalla difficoltà del genitore di auto-riconoscersi nel proprio nuovo ruolo: non più gestore onnisciente della vita del figlio, ma guida autorevole che sceglie di fare "un passo indietro" e osservare, pur restando saldo al proprio posto. La nostalgia del "prima" è legittima, ma non deve diventare una gabbia che impedisce al figlio di spiccare il volo. Riscoprire il proprio valore di adulti, con i propri limiti e la propria storia (compresa l’adolescenza che si è stati), è il primo passo per accettare e valorizzare il processo di individuazione del figlio e per liberarsi dalla paura di non essere più necessari.

2. Il Riconoscimento come Ponte: Dal Controllo all'Ascolto

Il cuore del bisogno espresso dal figlio che "non è più come prima" è la domanda implicita e potente: "Mi vedi? Mi riconosci per chi sto diventando, non per chi ero?" Il riconoscimento genitoriale in questa fase cruciale non si limita all'approvazione, ma è un atto profondo di ascolto attivo e di convalida dell'individualità del figlio. L'adolescente sta costruendo la propria identità, che passa inevitabilmente attraverso la differenziazione, la critica e la sperimentazione. Il ritiro in camera, la chiusura nel gruppo dei pari, il rifiuto delle attività familiari o la messa in discussione dell'autorità non sono necessariamente atti di ostilità, ma tentativi, a volte goffi, di affermare il proprio sé nascente.

Il genitore è chiamato a spostare il focus: da un controllo onnipresente e ossessivo (spesso percepito come invadenza e mancanza di fiducia) a un monitoraggio genitoriale basato sulla presenza consapevole e sulla comunicazione aperta. Questo significa saper negoziare le regole, spiegando chiaramente le motivazioni che le sostengono (ad esempio, le regole sul coprifuoco come misura di protezione e non di punizione), e allo stesso tempo rispettare l'espressione di interessi, look, passioni e punti di vista che possono essere molto distanti da quelli familiari. È necessario imparare a "parlare meno per farsi ascoltare di più". Un dialogo in adolescenza efficace è quello in cui il genitore accetta l'esistenza di un punto di vista diverso dal proprio e lo tratta con dignità, trasformando l'ascolto in un vero e proprio ponte verso la fiducia reciproca.

3. Rimodellare la Relazione: L'Arte di Essere Flessibili

Rimodellare la relazione genitori figli nel tempo del cambiamento è un'arte che richiede flessibilità, coerenza e pazienza. La sfida principale non è imporre, ma negoziare e mostrare al figlio come si gestisce la responsabilità. I genitori devono passare dal dare ordini al creare un terreno comune, un patto basato sulla fiducia conquistata. Ad esempio, se un ragazzo chiede di uscire più tardi, invece di un secco "no", si può negoziare un orario intermedio, legato alla condizione di rispondere sempre a un messaggio o di rientrare in un determinato stato. Questo insegna la determinazione e il valore dell'impegno, pilastri fondamentali per lo sviluppo del senso di responsabilità.

È vitale che i genitori imparino a non prendere sul personale i comportamenti oppositivi o la distanza emotiva. La frase "Non lo riconosco più" può essere riletta in chiave positiva: "Non è più il bambino che conoscevo, ma ora è un individuo che scelgo di conoscere da capo." Questo richiede di valorizzare l'autenticità e l'unicità di quel ragazzo o ragazza, sostenendoli nel perseguimento dei loro obiettivi, anche se non sono quelli che i genitori avevano in mente per loro. Il genitore funge da base sicura da cui il figlio può partire per le sue esplorazioni nel mondo, sapendo di poter tornare senza essere giudicato. Solo così la crisi adolescenziale si trasforma da periodo di lotta a periodo di grande e fondamentale crescita per tutta la famiglia.

Conclusione e Consigli Pratici: Come Essere un Genitore che Cambia

La crescita di un figlio è un viaggio evolutivo reciproco. Accettare che la relazione genitori-figli debba continuamente ridefinirsi è il segreto per trasformare il potenziale conflitto in un'opportunità di crescita e per rafforzare un legame emotivo solido.

Ecco alcuni consigli pratici per genitori che desiderano sostenere il cambiamento dei propri figli e facilitare il dialogo in adolescenza:

  1. Sostieni l'Autonomia con Responsabilità: Incoraggia le decisioni adeguate all'età, permettendo ai figli di imparare dai propri errori. L'indipendenza si costruisce gradualmente, non negando le scelte, ma discutendone le conseguenze e le possibili alternative. Favorisci situazioni in cui possano mettersi alla prova (es. gestione di un budget, pianificazione di un'uscita).
  2. Pratica l'Ascolto Senza Giudizio: Dedica tempo di qualità all'ascolto attivo. Quando tuo figlio parla, metti via lo smartphone e concentrati. Non interrompere per dare immediatamente soluzioni o per giudicare. Utilizza frasi di verifica come: "Capisco che ti senti frustrato per questa situazione, ho capito bene?" per dimostrare che le sue emozioni sono state ricevute e convalidate.
  3. Valorizza l'Individualità e l'Identità (Riconoscimento attivo): Riconosci gli interessi e le passioni del figlio, anche se non li condividi o non li comprendi subito. Chiedi: "Cosa ti piace di questa cosa?", "Come ti fa sentire?". Un apprezzamento sincero per la sua unicità è fondamentale per la sua autostima e per la sua autodefinizione, a prescindere dal risultato.
  4. Mantieni Confini Chiari, Negoziabili e Flessibili: Le regole e i limiti devono essere definiti in modo assertivo e le motivazioni spiegate con trasparenza, coinvolgendo il figlio nella discussione, laddove possibile. Sii pronto a rivedere i confini man mano che il figlio dimostra maggiore maturità, mostrando che la fiducia va guadagnata e mantenuta.
  5. Sii un Modello Positivo e Imperfetto: Incoraggia tuo figlio a esprimere i suoi sentimenti onestamente e fai altrettanto. Se sei teso o stanco, comunicalo. Mostrare la propria umanità e ammettere i propri errori non indebolisce la tua autorità, ma rafforza il legame attraverso la sincerità e insegna l'abilità di auto-regolazione emotiva.

Se senti che la tensione tra genitori e figli è diventata ingestibile, che il senso di smarrimento prevale, o che la comunicazione si è completamente interrotta, è importante ricordare che chiedere aiuto è un atto di profonda consapevolezza e non una debolezza.

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by dr.ssa Maria Teresa Napolitano