Adolescenti: istruzioni per l'uso.
"Non è niente"
Cosa c'è dietro questa frase che fa imbestialire?
. La gioia che si nasconde dietro la minimizzazione
Molti adolescenti, quando vivono un momento di gioia o di entusiasmo, tendono a minimizzare. Rispondono con un “non è niente” quando in realtà dentro di loro c’è un mondo che vibra.
Questa minimizzazione non è indifferenza. È un modo per proteggere la propria emozione, per non sembrare troppo vulnerabili, per non rischiare di essere derisi o fraintesi.
Ma dietro quel “non è niente” c’è spesso un messaggio nascosto: “Vorrei che tu lo notassi. Vorrei che tu vedessi la mia felicità.”
L’adolescente, infatti, ha bisogno di testimoni. La gioia, per essere piena, ha bisogno di essere condivisa. E quando il genitore riesce a cogliere quei segnali sottili, rafforza il legame e alimenta la fiducia.
2. La gioia ha bisogno di essere vista
La felicità non è solo un’emozione individuale. È un’esperienza relazionale.
Un adolescente che sorride, che si illumina, che si entusiasma per qualcosa, spera che qualcuno lo noti.
Non chiede esplicitamente: “Guarda quanto sono felice.” Ma si aspetta che il genitore sappia leggere tra le righe.
Perché sentirsi visti nella gioia è tanto importante quanto sentirsi accolti nel dolore.
Il genitore che sa dire: “Ti vedo contento, e mi fa piacere” trasmette un messaggio potente: la tua felicità conta.
E questo riconoscimento diventa un nutrimento emotivo che rafforza l’autostima e la sicurezza del figlio.
3. Il rischio di ignorare la felicità
Spesso i genitori si concentrano sulle difficoltà, sui problemi, sulle fatiche. È naturale: la preoccupazione porta a guardare dove c’è sofferenza.
Ma se la gioia non viene notata, rischia di spegnersi.
Un adolescente che sente di non essere visto nella sua felicità può iniziare a pensare che le sue emozioni positive non abbiano valore.
Ecco perché è fondamentale allenare lo sguardo: non solo per cogliere i segnali di disagio, ma anche per riconoscere quelli di entusiasmo.
Dire: “Ho visto che ti brillavano gli occhi quando parlavi di quella cosa” è un modo semplice ma potentissimo per dire: “La tua gioia mi interessa.”
E questo rafforza il legame, perché mostra che l’amore non si limita a sostenere nei momenti difficili, ma celebra anche quelli belli.
Conclusione – Consigli pratici per genitori
👂 Ascolta anche ciò che non viene detto: la gioia si esprime nei gesti e negli sguardi
🧭 Nota i piccoli segnali di entusiasmo e verbalizzali: “Ti vedo contento”
💬 Non minimizzare la felicità: celebrala, anche se sembra una cosa da poco
🧡 Riconosci la gioia come parte fondamentale del legame
📌 Ricorda: “non è niente” può significare “vorrei che tu notassi la mia felicità”
📩 Tuo figlio dice “non è niente”?
Forse non è indifferenza. Forse è una richiesta di essere visto.
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📘 Perché la felicità ha bisogno di testimoni. E tu puoi esserlo.