Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

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Adolescenti: istruzioni per l'uso.

Mio figlio non è più quello di prima

2025-09-22 19:39:08

Ma nemmeno io l sono...ecco cosa dover e poter fare

Crescere non è un processo a senso unico. Osserviamo i nostri figli attraversare la tempesta dell'adolescenza, trasformarsi e, spesso, allontanarsi da quel bambino che conoscevamo. In questo periodo di grandi cambiamenti, è facile sentirsi smarriti, confusi, persino un po' traditi. Ci chiediamo dove sia finito il nostro "piccolo" e come affrontare questo nuovo sconosciuto che vive sotto il nostro tetto. Ma c'è un'altra verità, spesso trascurata: mentre loro cambiano, anche noi lo facciamo. L'adolescenza di un figlio è un potente specchio che ci riflette non solo i loro turbamenti, ma anche i nostri. Le dinamiche che eravamo abituati a gestire si disgregano, i nostri ruoli consolidati si sgretolano e siamo costretti a metterci in discussione, a reinventarci. Questo articolo è un invito a guardare questa fase non solo come una sfida per i nostri figli, ma come un'opportunità di crescita e di profonda trasformazione anche per noi, i genitori.

Il turbamento che ci accomuna

Spesso, quando un figlio entra nell'adolescenza, lo vediamo come un'entità a sé stante che sta attraversando una fase critica. Ci focalizziamo sulle loro tempeste emotive, sui loro improvvisi scatti d'ira, sul bisogno di solitudine e sulla ricerca spasmodica di indipendenza. Ed è giusto, perché sono cambiamenti reali e a volte sconvolgenti. Ma a volte, in questa preoccupazione, dimentichiamo di osservare come questi stessi cambiamenti ci stiano influenzando. La loro ricerca di autonomia può farci sentire messi da parte, non più indispensabili. Il loro silenzio può essere percepito come un rifiuto della nostra presenza. Le loro scelte, diverse da quelle che avevamo immaginato, possono scatenare in noi paura e frustrazione. È un periodo di lutto, in un certo senso: stiamo dicendo addio al rapporto che conoscevamo per farne nascere uno nuovo, e questo processo è doloroso. È fondamentale riconoscere e accogliere queste emozioni, senza giudizio. Se ci sentiamo arrabbiati, tristi o insicuri, non significa che siamo genitori "sbagliati". Significa semplicemente che siamo esseri umani che stanno vivendo una transizione complessa. Accettare questo turbamento condiviso è il primo passo per ricostruire un ponte con i nostri figli e con noi stessi.

Il genitore che cambia

La fase adolescenziale non solo mette in discussione il nostro ruolo di genitore, ma ci spinge a una profonda riflessione sulla nostra identità. Chi siamo, ora che non siamo più il centro dell'universo dei nostri figli? Cosa ci motiva, al di fuori del nostro ruolo di accudimento? Questa può essere una fase di grande riscoperta. Potrebbe essere il momento giusto per coltivare un hobby che avevamo abbandonato, per riscoprire amicizie, per dedicare tempo a un progetto personale. L'indipendenza dei nostri figli ci offre l'opportunità di riscoprire la nostra indipendenza, di tornare a investire su noi stessi. Questo non è un atto egoistico, al contrario. Un genitore che si sente appagato e completo, che ha interessi e una vita propria, è un modello positivo per il proprio figlio. Mostriamo loro che la vita è un percorso di crescita continua, che non si ferma quando si diventa adulti. In questo modo, possiamo passare da un ruolo di controllo a un ruolo di guida e di supporto, basato sulla fiducia reciproca. Non siamo più il porto sicuro in cui i nostri figli si rifugiano, ma diventiamo il faro che li aiuta a orientarsi, a volte da lontano, mentre navigano le loro acque.

Conclusione: Crescere insieme, oggi

L'adolescenza di un figlio è una prova per tutta la famiglia. È un'opportunità per ridisegnare i confini, ridefinire le regole e, soprattutto, rinnovare il nostro rapporto con loro e con noi stessi. Non siamo più gli stessi e non dobbiamo sforzarci di esserlo. Accogliere il cambiamento, in noi e nei nostri figli, è il primo passo per costruire un legame autentico e duraturo.

Esercizi pratici per genitori

Ecco alcuni esercizi per aiutarti a navigare questo periodo:

  1. "Chi sono io?": Dedica 15 minuti a scrivere liberamente su un quaderno. Rispondi a domande come: "Cosa mi appassiona, al di là del mio ruolo di genitore?", "Quali sono i miei sogni per me stesso?", "Cosa mi manca della mia vita prima dei figli?". Questo esercizio ti aiuta a riconnetterti con la tua identità individuale.
  2. "Lo spazio per noi": Proponi a tuo figlio un'attività da fare insieme, ma lascia a lui la scelta (un film, una passeggiata, una partita). L'importante è che sia un momento senza domande o prediche, ma un'occasione per stare insieme in modo leggero e privo di aspettative.
  3. "La lettera al me stesso": Scrivi una lettera a te stesso, parlando delle sfide e delle emozioni che stai vivendo in questo periodo. Esprimere i tuoi sentimenti ti aiuterà a dar loro un nome e a gestirli meglio. Non devi mostrarla a nessuno, è un gesto per te stesso.
  4. "Osservazione empatica": Per una settimana, osserva tuo figlio senza giudizio. Non concentrarti su quello che "dovrebbe" fare, ma su chi è in questo momento. Noterai i piccoli gesti, le nuove abitudini, le espressioni del suo volto. Questa osservazione silenziosa può aprire nuove porte alla comprensione.

Se senti che queste sfide sono troppo difficili da affrontare da solo, o se desideri uno spazio di ascolto e supporto per esplorare a fondo il tuo ruolo di genitore in evoluzione, non esitare a cercare un aiuto professionale. Le consulenze per genitori possono essere un faro in questo mare agitato.

Vuoi affrontare insieme questa fase di crescita? Contattami per una consulenza personalizzata.

by dr.ssa Maria Teresa Napolitano