Adolescenti: istruzioni per l'uso.
Lasciami stare
Quando dirlo non è una fuga a una richiesta
“Lasciami stare.”
Una frase che molti genitori temono. Suona come un rifiuto, una chiusura, un muro.
Ma spesso, dietro quelle parole, c’è un bisogno profondo: quello di spazio, di silenzio, di tempo per elaborare.
Gli adolescenti, in particolare, vivono un mondo interno complesso. Le emozioni si accavallano, i pensieri si rincorrono, e il corpo cambia senza chiedere il permesso. In questo caos, il bisogno di “stare” da soli non è un attacco al genitore, ma una forma di autodifesa.
È il tentativo di ritrovare un equilibrio, di capire chi si è diventati.
Lasciare in pace, in questi momenti, non significa abbandonare. Significa rispettare.
Rispettare il tempo dell’altro, il suo ritmo, il suo modo di affrontare le cose.
E questo, per un genitore, è un atto d’amore profondo.
🟣 2. Il confine tra presenza e invasione
Essere presenti non vuol dire essere ovunque.
Molti genitori, mossi da affetto e preoccupazione, cercano di “entrare” nel mondo emotivo dei figli con domande, consigli, soluzioni. Ma a volte, questo viene vissuto come un’invasione.
Il confine tra presenza e pressione è sottile.
Un genitore che sa restare vicino senza forzare, che sa ascoltare anche il silenzio, che sa aspettare… è un punto fermo.
E i figli, anche se non lo dicono, lo sentono.
Essere un punto fermo non significa essere immobili.
Significa essere disponibili, coerenti, affidabili.
Significa dire, con il proprio comportamento: “Io ci sono, anche quando non mi vuoi. E ci sarò, quando mi cercherai.”
🟣 3. Il valore educativo del rispetto
Lasciare in pace è anche un messaggio educativo.
Insegna ai figli che le relazioni sane si fondano sul rispetto reciproco.
Che si può amare senza controllare.
Che si può essere presenti senza invadere.
Quando un genitore rispetta il bisogno di spazio del figlio, gli sta insegnando a rispettare sé stesso e gli altri.
Gli sta mostrando che le emozioni non vanno forzate, ma accolte.
Che il tempo per elaborare è sacro.
Che il silenzio può essere fertile.
In un mondo che corre, che pretende risposte immediate, che confonde attenzione con iperconnessione… lasciare stare è un gesto rivoluzionario.
🟣 Conclusione: consigli pratici per genitori
- 🧘♀️ Accetta il silenzio: non sempre va riempito. A volte è il modo migliore per far emergere ciò che conta.
- 👂 Ascolta senza interrompere: anche quando tuo figlio parla poco, ogni parola è preziosa.
- 🕰️ Dai tempo: le emozioni hanno bisogno di maturare. Non forzare risposte immediate.
- 🫂 Resta disponibile: fai sapere che ci sei, senza pretendere di esserci sempre.
- 💬 Sii chiaro: puoi dire “Ti lascio in pace, ma se hai bisogno, io ci sono.” È una frase che apre, non chiude.
🟣 Vuoi imparare a “lasciare stare” senza perdere la connessione?
Nel mio percorso di consulenza, accompagno genitori che vogliono costruire relazioni autentiche con i propri figli.
Se senti che è il momento di fare spazio, ma non sai come farlo senza sentirti distante…
📩 Scrivimi.
Insieme possiamo trovare il modo giusto per esserci, anche nel silenzio.