Adolescenti: istruzioni per l'uso.
Essere un punto fermo
Anche quando tutto cambia. Essere stabili vuol dire esserci
. Quando il mondo cambia, il figlio cerca un riferimento che non vacilla
L’adolescenza è un tempo di trasformazione. Cambiano le emozioni, i pensieri, il corpo, le relazioni. E in mezzo a questo vortice, il figlio ha bisogno di qualcosa che resti.
Quel “qualcosa” sei tu.
Essere un punto fermo non significa avere tutte le risposte. Significa essere una presenza costante, affidabile, riconoscibile.
Significa che, anche quando tuo figlio cambia umore, si chiude, si ribella, tu non ti dissolvi.
Rimani lì. Non come un muro, ma come una base.
Molti genitori temono di perdere il legame con i figli quando questi iniziano a cambiare. Ma è proprio in quel momento che la stabilità emotiva del genitore diventa fondamentale.
📌 Il figlio non cerca un adulto perfetto. Cerca un adulto che non scappa quando lui è difficile da capire.
2. Essere stabili non vuol dire essere rigidi. Vuol dire essere flessibili con radici profonde
C’è una differenza sottile ma decisiva tra stabilità e rigidità.
Essere rigidi significa imporre regole senza ascolto, mantenere posizioni senza confronto, reagire sempre allo stesso modo.
Essere stabili, invece, significa avere radici forti e rami flessibili. Significa sapere chi sei come genitore, ma essere disposto a adattarti, a rivedere, a crescere insieme a tuo figlio.
Un genitore stabile sa dire “no” con dolcezza. Sa ascoltare anche quando non è d’accordo. Sa restare anche quando il figlio lo respinge.
Questa stabilità è ciò che permette al figlio di esplorare il mondo senza paura. Perché sa che, qualunque cosa accada, c’è un luogo sicuro dove tornare.
🧭 La vera stabilità è relazionale. È la capacità di dire: “Io ci sono. Anche se tu cambi, anche se io non capisco tutto, anche se oggi è difficile.”
3. Essere presenti è più importante che essere perfetti
Molti genitori si chiedono: “Sto facendo abbastanza?”, “Sto sbagliando qualcosa?”, “Dovrei essere più severo o più morbido?”
Ma la verità è che la presenza conta più della perfezione.
Un figlio non ricorderà ogni regola, ogni discorso, ogni rimprovero. Ma ricorderà se c’eri. Se lo hai guardato negli occhi. Se hai saputo restare quando lui non sapeva come parlarti.
Essere un punto fermo significa essere disponibili, coerenti, emotivamente accessibili.
Significa che tuo figlio può contare su di te, anche quando non sa come farlo.
E questa fiducia, costruita giorno dopo giorno, è il vero fondamento di una relazione che resiste ai cambiamenti.
🧡 Non serve essere genitori infallibili. Serve essere genitori che non si spaventano davanti al cambiamento.
Conclusione – Consigli pratici per essere un punto fermo nella vita di tuo figlio
🧏♀️ Resta anche quando tuo figlio si chiude.
Non forzare, ma non ritirarti. La tua presenza silenziosa è già un messaggio.
📆 Crea rituali di stabilità.
Una cena insieme, una passeggiata settimanale, un momento fisso di ascolto. I rituali danno sicurezza.
💬 Comunica con coerenza.
Evita cambiamenti emotivi bruschi. Se dici “ci sono”, mantieni quella promessa anche nei giorni difficili.
🧠 Accetta il cambiamento come parte del percorso.
Non cercare di fermare la crescita. Accompagnala.
🕊️ Sii flessibile, ma saldo nei valori.
Puoi cambiare idea su una regola, ma non sul rispetto, sull’amore, sulla fiducia.
📩 Senti che tuo figlio cambia e tu non sai più come stargli accanto?
Forse non devi cambiare tutto. Forse devi solo restare.
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📘 Perché essere un punto fermo non vuol dire essere rigidi. Vuol dire esserci.