Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

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Adolescenti: istruzioni per l'uso.

Esame di cittadinanza e voto in condotta

2025-08-07 07:06:34

Come responsabilizzare i ragazzi oggi?


Esame di cittadinanza e voto di condotta. 

Stiamo parlando di scuola, di un contesto formativo ed educativo, di un contesto in cui i ragazzi vivono e devono imparare a viversi e a vivere.

Spesso ci troviamo a discutere se sia giusto oppure no, utile oppure no. Questo, tuttavia, è un presupposto di base non particolarmente corretto su cui lavorare e da cui partire, perché significa fare un’analisi del cosa, a livello teorico e non a livello pratico.

In tutti questi anni di lavoro dentro la scuola  ciò che ho visto non cambiare è proprio questo: un teorizzare continuo nel cercare la soluzione migliore a un problema complesso, ma non può esserci una soluzione semplice e immediata.


Esiste sicuramente un analizzare quello che è il sistema scolastico italiano e il contesto in cui viviamo oggi, perché noi adulti, i ragazzi, noi esseri umani rispondiamo all’ambiente in cui viviamo. Rispondere. significa che il nostro cervello si attiva, ha delle reazioni e di conseguenza cambia e si struttura, cioè è influenzato da quello che viviamo: tempi, ritmi, esigenze, cultura, credenze e convinzioni.

La variabile ambientale è una variabile troppo spesso sottovalutata, soprattutto in una fase evolutiva come quella scolastica, in cui il cervello è altamente responsivo all’ambiente ed è quindi in pieno cambiamento. Il cervello risponde a stimoli forti, a stimoli emotivi, a stimoli che per chi come noi lavora con il cervello dei ragazzi e non solo, e quindi con gli aspetti neuroscientifici, sono noti e decantati da diversi anni.



Il senso delle cose va inserito innanzitutto sul chi lo fa, sul come viene fatto. È il come che crea un cambiamento enorme in termini di effetti. A livello teorico si parla di una scelta fatta per dare importanza alla condotta e quindi alla valutazione di un profitto che porti a una maggiore responsabilizzazione.


I ragazzi

Stiamo parlando di ragazzi in crescita, per cui è importante costruire in sinergia tra famiglia scuola. Si parla troppo poco anche di sport e di attività parallele; queste, in realtà, è importante sottolinearlo, non devono essere considerate parallele, non lo sono. Non devono essere un in più rispetto alla scuola, ma devono andare insieme di pari passo, perché anche quelli sono aspetti estremamente educativi.


questo insieme è fondamentale che lavori sulla struttura dei ragazzi, in termini di insegnare ciò che è l’autocontrollo, la responsabilità, il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente in cui si vive. È importante farlo con i metodi più giusti per l’età.

Metodi che non si teorizzano, ma che si conoscono, che non sono quelli attuati in questa scuola, troppo statica e lenta, ancora troppo basata su radici passate e su principi che oggi non rispettano non rispondono più a quelle che è l’ambiente in cui crescono e nascono i ragazzi.

Perché oggi per essere efficaci serve movimento. Dove c’è movimento, c’è un rendimento molto più rapido e molto più immediato. Serve interattività e coinvolgimento, quindi un percorso attivo e interattivo, altrimenti diventa un insegnamento passivo.

Ma l’apprendimento passivo non insegna la responsabilità, non viene metabolizzato e noi tutto questo oggi lo sappiamo e lo sappiamo molto bene, ma lo si sapeva in realtà anche ieri. È inutile chiedersi cosa fare se poi non lavoriamo sul come attivo e interattivo.

Il creativo

Significa farli creare, significa renderli parte integrante del progetto, significa puntare molto di più sul percorso che su un singolo esame, sul singolo voto o sulla singola valutazione.

Anche quello è importante perché il nostro cervello è strutturato in funzione di pregiudizi e di conseguenza è importante anche stare nelle valutazioni, perché la valutazione è un qualcosa che noi facciamo sempre in qualsiasi momento. Valutiamo le situazioni, le persone, le cose, ma non deve essere una etichetta statica, non deve essere una condizione per cui si viene identificati con un vuoto o un comportamento.


È un processo attivo in cui stimolare la curiosità, perché se noi mostriamo loro delle finalità il cervello trova un’utilità. Se vede un guadagno in quello che sta facendo, si attiva molto più rapidamente, molto più velocemente, e scattano quindi l’apprendimento e la fissazione di quelle nozioni.

Se lo usiamo all’interno di un percorso di questo tipo, in cui facciamo vedere che quello è un contesto in cui si vive, ma anche un microcosmo sovrapponibile a quello che in futuro sarà un ambiente lavorativo, un ambiente sociale, tutto diventa una sorta di palestra. Così ha un senso completamente diverso.


Responsabilizzare i ragazzi


La responsabilizzazione va insegnata attraverso tutti questi mezzi e attraverso tutti questi strumenti. Perché noi non possiamo pensare e pretendere che i ragazzi facciano da soli, che si responsabilizzino in autonomia.


Spesso sento frasi del tipo â€œMa non lo vede?”, “Non lo capisce?”. La risposta è no. Hanno bisogno di chi dà delle direzioni, non si chi dice cosa devono fare, non di chi dà soluzioni, perché quello spegne il cervello. Già ci sono oggi tutta una serie di altri fattori di cui dobbiamo tenere conto e che vanno a non attivare determinate reazioni cerebrali. Dobbiamo essere bravi noi a controbilanciare e a contrastare.

In questo modo noi insegniamo anche quello che è il rispetto di se stessi, delle regole, degli spazi, dei confini e limiti.


Un uso fin dalla prima infanzia del telefonino non facilita questo tipo di attività, per cui dobbiamo fare attenzione ad essere efficaci. Altrimenti rimane semplicemente un discorso di causa-effetto: ti comporti così e ti punisco, ma questo è un discorso vecchio, un discorso non funzionale a quelli che sono invece gli obiettivi di cui si parla tanto. Questo è quello che si fa troppo spesso e che si è sempre fatto, ma non andrebbe più fatto. Oggi alcuni ragazzi stanno iniziando a ribellarsi, ad avere una propria idea, una propria opinione in merito, anche ben chiara e ben definita.

E voi, siete d'accordo con tutto ciò?

Vi ricordo che se avete bisogno del mio aiuto potete contattarmi qui

alla prossima amici:)


by dr.ssa Maria Teresa Napolitano