Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

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Adolescenti: istruzioni per l'uso.

E  se il tuo ascolto valesse più del tuo rimprovero?

2025-06-18 18:56:14

Cerchiamo quanto è più importante ascoltare


Introduzione

Ogni giorno, in tante famiglie, si ripete la stessa dinamica: un figlio che sbatte la porta, un genitore che alza la voce, silenzi che diventano sempre più pesanti. Nel desiderio di guidare, proteggere e correggere, tanti genitori si ritrovano a rimproverare più di quanto ascoltino. Ma se ci fosse un altro modo? Se l’ascolto – autentico, paziente, empatico – valesse di più di qualsiasi ammonimento? Questo articolo nasce per offrire uno sguardo nuovo sulle dinamiche relazionali tra genitori e figli adolescenti, e per fornire strumenti pratici da mettere in campo ogni giorno.

1. L’ascolto: più che una tecnica, una presenza che accoglie

L’adolescenza è una fase di crescita intensa, in cui emozioni, identità e relazioni si trasformano rapidamente. Gli adolescenti hanno bisogno di sentirsi riconosciuti nelle loro emozioni, nei dubbi, nei fallimenti e nei successi, ma spesso trovano nei genitori interlocutori stanchi, preoccupati o rigidi.

L’ascolto attivo non è solo "stare zitti" mentre l’altro parla. È un atteggiamento interiore: vuol dire esserci, con la mente e con il cuore. Vuol dire non interrompere, non giudicare, non voler “sistemare le cose” a ogni costo. Significa dire “sono qui per capire, non per correggere subito”.

I ragazzi che si sentono ascoltati raccontano di sentirsi più sicuri, meno soli, più capaci di affrontare le proprie difficoltà. Si aprono di più. Non perché i problemi spariscono, ma perché sentono che non devono affrontarli da soli.

2. Rimproverare o educare? Due intenzioni molto diverse

Quando un genitore alza la voce, spesso è perché ha paura: paura che il figlio prenda decisioni sbagliate, che si faccia del male, che perda opportunità importanti. Il rimprovero nasce spesso da un’intenzione protettiva, ma rischia di diventare un’arma spuntata se viene usato con troppa frequenza o in momenti emotivamente carichi.

Il problema non è il rimprovero in sé, ma quando diventa l’unico linguaggio relazionale. Se un adolescente riceve solo critiche, svilupperà un filtro negativo: ogni parola del genitore gli sembrerà un giudizio, anche quando non lo è. Si sentirà “sbagliato”, “mai abbastanza”. Questo può generare conflitti continui, ma anche silenzi pericolosi, chiusure emotive e mancanza di fiducia.

Un rimprovero efficace è quello che viene dopo un ascolto reale, che nasce da una relazione costruita giorno dopo giorno con empatia, fermezza e rispetto. In quel contesto, dire “questa cosa non va bene” assume un senso completamente diverso: non è uno sfogo, ma un atto educativo.

3. Come allenare un ascolto che crea relazione e fiducia

L’ascolto può sembrare semplice, ma richiede coraggio, pazienza e coerenza. Non basta “prestare orecchio”: serve cambiare l’intera postura relazionale. Ecco alcune strategie per iniziare oggi stesso:

  • Offri tempi di qualità, non solo quantità: meglio cinque minuti di ascolto pieno che un’ora distratta. Spegni il telefono, guarda negli occhi, mostra che ciò che tuo figlio dice ha valore.
  • Riconosci le emozioni prima di rispondere: frasi come “capisco che sei frustrato” creano uno spazio emotivo accogliente.
  • Evita di moralizzare ogni errore: invece di dire “hai sbagliato di nuovo”, prova con “ti va di raccontarmi com’è andata?”.
  • Sii curioso, non inquisitorio: domande aperte come “cosa pensi che potresti fare diversamente?” stimolano il pensiero critico e aprono il dialogo.
  • Accetta di non avere sempre il controllo: tuo figlio non ha bisogno di un genitore perfetto, ma di un adulto presente, stabile e autentico.

Allenarsi all’ascolto significa anche imparare a gestire le proprie reazioni. A volte, per ascoltare davvero, bisogna imparare a respirare prima di rispondere.

Conclusione: costruire un ponte dove c’era un muro

Ascoltare non significa rinunciare al proprio ruolo educativo, ma interpretarlo in chiave nuova. Significa scegliere la connessione prima della correzione. In ogni litigio, in ogni silenzio, c’è un messaggio in attesa di essere decifrato. Essere genitori oggi è una sfida complessa, ma anche un’opportunità straordinaria per crescere insieme ai propri figli.

🌱 Consigli pratici per iniziare da subito:

  • Prevedi ogni settimana un momento “senza agenda” per parlare con tuo figlio.
  • Dopo un conflitto, proponi un confronto con l’intento di capire, non di chiarire chi ha ragione.
  • Tieni un diario delle conversazioni più importanti: ti aiuterà a notare progressi e difficoltà ricorrenti.

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Non devi farcela da solo. Con il mio supporto puoi trovare nuovi strumenti, strategie comunicative e modi concreti per affrontare le difficoltà quotidiane.

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by dr.ssa Maria Teresa Napolitano
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